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Price Cap: L’autosanzione senza pace

da | Set 5, 2022 | Inchieste

Da mesi si continua a sentire che le sanzioni alla Russia, avrebbero indebolito, anzi annientato l’economia russa, facendola crollare.

Il primo a dichiaralo al Corriere della Sera, a suo tempo, fu proprio quel Enrico Letta, con tanto di elmetto in testa, sicuro sostenitore dell’invio di armi a Kiev dicendo: “Le sanzioni sono le più dure mai comminate e in qualche giorno, porteranno al collasso l’economia russa, che finirà in ginocchio. Gli effetti stanno già arrivando”.

Era il 5 marzo 2022 ed infatti la nera previsione di Enrico, aveva solo sbagliato il nome del Paese, perché al collasso, ci ha portato l’Italia.

Ma Enrico “stai sereno” perché sei in buona compagnia in fatto di azzeccare le previsioni economiche perché, anche il Fondo monetario internazionale, profetizzava di contrazioni al Pil della Russia e di imminente default.

Infatti, sosteneva che: L’economia russa subirà una forte contrazione nel 2022, con un calo del Pil di circa l’8,5% e un ulteriore calo di circa il 2,3% nel 2023″.

E, tra tutti questi super Archimede pitagorici dell’economia filo-atlantisti, non poteva mancare lei, la “velina” di Biden, Ursula von der Leyer che prosegue la sua opera di distruzione, continuando insistentemente sulle sanzioni contro la Russia, stavolta volendo mettere un tetto al prezzo del gas.

Se ciò avverrà, potrà solo inasprire le tensioni tra Europa e Russia e gli unici che ne faranno le spese, saranno i cittadini che sono sempre più arresi a sé stessi.

Questi apostoli del “nuovo ordine mondiale tecnocratico”, nel continuare la loro campagna di terrorismo mediatico, contro la Russia putiniana, non si accorgono che, tutte le loro più funeste previsioni economiche sono ricadute tutte su di noi, specialmente nel nostro Paese.

Perché mentre l’ISPI, l’istituto di politiche internazionali che non dà l’idea di essere proprio in “amicizia” con Putin, pubblica la crescita economica della Russia contro la discesa di quella dei paesi occidentali, dove da noi, aumenta l’inflazione soprattutto legata alla sproporzionata speculazione del costo dell’energia.

La Russia di Putin quindi non solo sopravvive al tanto “annunciato” default di super esperti e “veline” varie, ma riesce pure ad aumentare il proprio Pil perché le petroliere e le navi con il carbone, per le centrali elettriche come quella di Portovesme in Sardegna, continuano tranquillamente ad attraccare nei porti europei e i Paesi come Cina ed India, hanno aumentato con la Russia, i loro acquisti di prodotti energetici.

A noi italiani invece rimane di continuare a guardare il “Circo magico”, propinato a reti unificate, con le tante “Dragon Ball” che ora, ci lasciano in eredità bollette stratosferiche e il freddo della stagione invernale che sta per arrivare.

Nel visitare lo “zoo del gas” si è fatto solo uno slalom, distante dai paletti che segnano la pista, perché Eni è socia della russa Lukoil in Congo, senza pensare agli “affari” di Eni in Mozambico, o in Angola dove il gas non è neanche stato trovato e come se non bastasse, non possiamo chiedere i 40 Terawatt ai cugini francesi, perché hanno le loro centrali nucleari in manutenzione.

Dove eravamo rimasti?

Ah sì, che l’Europa diceva che, le sanzioni a Putin, lo avrebbero “annientato” e invece, il boomerang è tornato a noi e, come era prevedibile, gli apostoli dell’apocalisse altrui con in testa lui, il “messia”, ci lasciano un autunno senza pace, senza energia e con tanti debiti, politicamente corretto, eticamente corrotto.

Andrea Caldart

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