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Vaccino: Il falso alla fine venne fuori

da | Ott 15, 2022 | Inchieste

La giornata di lunedì 10 ottobre segna una data di quelle da incorniciare dove, l’intervento di Janine Small di Pfizer, alla commissione europea che indaga sulla gestione della pandemia, ha fatto emergere il falso su cui si è costruito tutto il castello dell’utilità del siero Pfizer.

Complici anche i media che, in questi due anni, hanno alimentato una vera e propria spirale di odio contro chi manifestava il suo giusto diritto di difendere il proprio corpo, da una “tortura” come quella dell’obbligo vaccinale per lavorare.

Tutti hanno raccontato il falso da Sileri che diceva: “Renderemo difficile la vita ai no vax, sono pericolosi”; Giuliano Cazzola: “Serve Bava Beccaris, vanno sfamati col piombo”; Matteo Bassetti: “Vanno trattati come tali, sono un movimento sovversivo, sono dei terroristi”, Umberto Galimberti: “I no vax sono pazzi e vanno curati” e, il direttore di Domani, Stefano Feltri: “Escludiamo chi non si vaccina dalla vita civile” per citarne alcuni.

Ma Pfizer lo aveva già detto e, non era la prima volta: ”Guardate che questa cosa non è vera, noi non ve la possiamo dire” che il siero blocca la diffusione del virus.

Il fatto però che fa inorridire più di tutto è proprio questo, ossia  che la politica, sapeva fin dal primo momento di questa falsità ovvero che il siero, non bloccava il contagio, ma ne hanno costruito comunque, un sistema di imposizioni, come il green pass, per criminalizzare e dividere una società fatta di persone che credono nella scienza ciecamente, da quelli che invece, prima di crederci, si pongono delle legittime domande.

Domande che sono state fatte all’autorità giudiziaria, nelle piazze di quello che è diventato il dissenso etichettato come no-vax.

Piazze che, come risposte alle lecite domande del popolo, hanno ricevuto dalla politica, la carica della polizia e, come non ricordare i fatti dell’ottobre scorso al porto di Trieste con l’immagine, che ha fatto il giro del mondo, del lavoratore portuale inginocchiato al quale veniva sparata l’acqua fredda addosso.

Non possiamo non avere il ribrezzo difronte al paternalismo irritante di Licia Ronzulli che diceva: “Chi non si vaccina è un irresponsabile, egoista e opportunista”.

Per oltre due anni abbiamo assistito al veicolare da parte del mainstream il mantra sull’efficacia del sacro siero, arrivato scortato a -80 gradi in diretta televisiva, per poi vederlo somministrare a +40 gradi nei mercati rionali.

Un falso mediatico costruito ad arte a cui la gran parte del gregge si è chinata credendo a teleimbonitori di massa, “guru della scienza nostrana”, al soldo del potere.

E chi tra i loro colleghi si permetteva di insinuare dubbi, o porre domande, eccolo etichettato e cacciato dall’olimpo della telembonitura “de noantri”.

Forse i tempi saranno anche cambiati, ma è incomprensibile che la natura umana, accetti per verità solo quello che “sente”, senza nemmeno interessarsi se davvero sia vero.

Il virus mediatico del senso di colpa, oggi sdoganato dalle dichiarazioni della Small, serviva solo alla politica, quale strumento coercitivo delle libertà individuali e costituzionali, con il “ministro della malattia” Speranza, primo irriducibile fautore.

Ma non è ancora finita.

Ci aspettano altre battaglie come quella che ci sarà a novembre dove la Consulta, auguriamoci tenga in seria considerazione la verità che Pfizer non poteva più tacere dove,si dovrà pronunciare sull’obbligatorietà vaccinale.

Un’obbligatorietà legislativa che ora è dimostrato essere un crimine contro i diritti umani e verso la nostra Costituzione.

Andrea Caldart

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