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Elezioni dei Comites all’estero, Schiavone (Cgie) scrive a Mattarella per rinviarle

da | Set 9, 2021 | Italians

Il preparativi avviati dal ministero degli Esteri per assicurare la realizzazione delle elezioni dei Comites fissate per il prossimo 3 dicembre. Di questo ha discusso il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie) in videoconferenza con il sottosegretario agli Esteri con Delega agli Italiani nel Mondo, Benedetto Della Vedova, e con il girettore generale degli Italiani all’Estero, Luigi Vignali. Incertezze e perplessità. I membri del Cgie hanno espresso, nel corso dell’incontro, i propri dubbi, ponendo l’accento sulle modalità di voto e, soprattutto, sulle misure di contrasto alla pandemia che, in particolare in America latina ma anche in Europa, condiziona la quotidianità e preoccupa i governi. Il Cgie, considerando che il Governo non ha ancora prodotto rassicurazioni per promuovere la piena partecipazione degli elettori, ha ritenuto utile informare direttamente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (nella foto in Canada con Della Vedova), con una missiva che riproduciamo integralmente.

“Signor Presidente, il Cgiesi rivolge a Lei nella Sua qualità di Capo dello Stato e rappresentante dell’unità nazionale, anche in rappresentanza dei cittadini italiani che vivono nel mondo. Il numero degli italiani iscritti nelle anagrafi consolari ha superato 6.350.000, pari a più del 10% della popolazione italiana. A essi si aggiunge almeno un milione di non registrati insieme al nuovo flusso di emigrati, che non accenna a diminuire. Come Lei sa, la struttura della nostra rappresentanza è stata già decurtata al suo vertice parlamentare, dal taglio dei deputati eletti all’estero, ridotti da 12 a sei, e dei senatori, ridotti da sei a quattro. Il prossimo 3 settembre, ai sensi di leggi e decreti in vigore, dovrebbero essere indette le elezioni per il rinnovo degli organismi di rappresentanza di base, i Comitati degli Italiani all’Estero che dovrebbero poi svolgersi il 3 dicembre 2021. Le condizioni sanitarie nel mondo non permettono ovunque la partecipazione dei nostri connazionali per la scelta dei propri rappresentanti e, quindi, senza un rinvio delle elezioni, si rischia una Caporetto per la credibilità e l’immagine di questa istituzione basilare. Dal 2015, inoltre, in sostituzione del suffragio universale, per i Comites è stata apportata la grave limitazione dell’’opzione inversa’, per cui ogni avente diritto deve manifestare la volontà di voto con dichiarazione scritta e firmata, accompagnata da un documento ufficiale comprovante la cittadinanza italiana. La modalità di partecipazione introdotta con l’opzione deve essere presentata alle sedi diplomatico–consolari, già in grave affanno da anni per la carenza di funzionari dall’Italia, di personale locale, in generale di risorse umane e finanziarie per l’organizzazione delle consultazioni e di strumenti digitali e informativi adeguati per gestire questa importante scadenza. A ciò si aggiunge, come detto, la pandemia che infuria ancora in molti paesi dell’emisfero australe e registra una tendenza in notevole crescita anche nell’emisfero boreale.

Signor Presidente, andare al voto in queste condizioni assicurerebbe al massimo la partecipazione del 2% dell’elettorato attivo, delegittimando così, gravemente e permanentemente le nostre rappresentanze di base che hanno dato prova di grandi capacità sussidiarie anche nell’emergenza pandemica che stiamo vivendo da quasi un anno e mezzo a livello globale.

Ci troviamo di fronte a un reale e concreto caso di necessità e di urgenza, quale quello previsto dall’articolo 77 della Costituzione che consente al Governo di adottare un decreto-legge per il rinvio delle elezioni dei Comites almeno fino a giugno 2022, quando il mondo avrà messo sotto controllo la diffusione del virus e delle sue varianti.

L’ostinazione a mantenere il 3 dicembre come data delle elezioni, mostra una scarsa conoscenza delle reali situazioni nei diversi paesi, oppure che si intende volontariamente inficiare il valore delle nostre rappresentanze; l’organizzazione e la partecipazione al voto sarebbero impraticabili o estremamente rischiose per centinaia di migliaia di cittadini. Ci rivolgiamo dunque al Suo alto Magistero di Capo dello Stato e rappresentante dell’unità nazionale per pregarla di sensibilizzare chi ha il potere di intervenire con un decreto-legge, per impedire che le nostre comunità si sentano umiliate nei loro diritti civili e democratici e spinte al distacco dalla madre Patria. Il Cgie, signor Presidente, La ringrazia per la Sua attenzione e per il meraviglioso lavoro svolto nel settennato che sta volgendo al termine e Le auguriamo ogni serenità”.

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