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Beppe Grillo indagato per “illecita mediazione operata”

da | Gen 19, 2022 | Politica

Sembra sia nascosto un compenso “apparente”, secondo la magistratura italiana, sulle richieste di muoversi in favore della compagnia di navigazione di Vincenzo Onorato all’epoca in difficoltà finanziarie, avanzate dall’imprenditore napoletano a Beppe Grillo, leader del Movimento Cinque Stelle. Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri Beppe Grillo avrebbe inviato, attraverso la chat, messaggi ai “parlamentari in carica” del suo schieramento per “orientare” l’intervento pubblico. Gli uomini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf, coordinati dal Pm Cristiana Roveda e dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, hanno perquisito e sequestrato chat, mail e documenti archiviati nei pc e su altri supporti informatici nelle sedi della Beppe Grillo srl a Genova e della Casaleggio Associati nel cuore di Milano e di altre persone non indagate, tra cui il figlio del patron della ‘balena blu’, Achille Onorato. 

L’ipotesi di accusa dei pubblici ministeri 

I Pm ritengono “illecita la mediazione operata” da Beppe Grillo sulla base sia “dell’entità degli importi versati o promessi” da Onorato, sia della “genericità delle cause dei contratti”, sia “delle relazioni effettivamente esistenti ed utilizzate” dal comico, sceso in politica una dozzina di anni fa. Il decreto di perquisizione ricostruisce la situazione. Beppe Grillo, con la sua società, avrebbe percepito 120 mila euro all’anno sia nel 2018 sia nel 2019 “apparentemente come corrispettivo di un accordo di partnership” con la compagnia di traghetti per diffondere “su canali virtuali”, come il sito beppegrillo.it, contenuti redazionali per il marchio Moby. In cambio, sempre secondo l’ipotesi da accertare, il garante dei Cinque Stelle avrebbe fatto pervenire ai parlamentari del Movimento da lui fondato le istanze di Onorato indirizzando, è soltanto l’ipotesi, l’intervento pubblico “favorevole agli interessi” della compagnia di navigazione, a quei tempi ancora con i conti in rosso. Inoltre, il cabarettista ligure avrebbe anche trasferito all’armatore “le risposte della parte politica o i contatti diretti con quest’ultima”.


Se dovesse essere confermata l’ipotesi di reato sarebbe una sconfitta politica del Movimento Cinque Stelle, promotore di proteste contro la famosa casta perché non risponde adeguatamente alle istanze della popolazione. 

Francesco Fravolini 

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