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Comunali a Roma, i candidati dimenticano il futuro della città

da | Set 24, 2021 | Politica

Ambiente, commercio, turismo, disabili, famiglia, sociale sono gli argomenti contenuti nei programmi elettorali dei quattro candidati, pronti a conquistare Roma alle prossime elezioni comunali previste domenica 3 e lunedì 4 ottobre 2021; il 17 e il 18 ottobre c’è l’eventuale ballottaggio. A scendere in campo sono i valorosi combattenti che si sono distinti nel campo di battaglia della politica italiana: Roberto Gualtieri, Enrico Michetti, Carlo Calenda, Virginia Raggi. Conviene ricordare che concorrono altre liste civiche alla consultazione elettorale. C’è l’ausilio dei social media a cambiare il modello della discussione politica, quasi fossero una piattaforma di confronto costante per cambiare argomento se i like dovessero diminuire. Sono graditi quattro milioni di consensi su un post, pronto a scatenare un‘accesa polemica sulle piattaforme social, decisamente ben redditizio con un’ottima possibilità di incassare un eccellente consenso elettorale, al posto di un sano dibattito sul futuro della Capitale. Poco importa se è fuori dal tema inserito nel programma elettorale, ciò che conta è il seguito di pubblico che garantisce preferenze alle elezioni, quindi la probabilità di vincere ed entrare a pieno titolo negli scranni dell’amministrazione capitolina. Diamo uno sguardo ai programmi elettorali dei candidati per capire come immaginano Roma proponendo idee, progetti, novità, riforme. 

Roberto Gualtieri vuole garantire maggiore efficienza all’amministrazione capitolina con “Roma accessibile in 15 minuti. Il sindaco della notte proposto da Tobia Zevi”. Sui trasporti punta a una rivoluzione, che non riuscì a nessun sindaco nella storia di Roma, lanciando “gli orari più lunghi per la metro nel fine settimana”. Non manca l’economia e il candidato del Pd assicura “un sostegno ai progetti e alle startup degli under 35”. La vera trasformazione amministrativa è “il Campidoglio 2” per conferire più poteri ai municipi, senza dimenticare il vecchio problema dei rifiuti con un piano di emergenza straordinario, da mettere in campo nei primi sei mesi di governo della città. C’è un’idea di città che tiene conto del disastro degli ultimi anni, dei cambiamenti post-Covid, delle rivoluzioni climatica e tecnologica, seppure sia assente una prospettiva, un sogno da immaginare per una Roma nel futuro. Roberto Gualtieri vuole sfruttare i fondi dell’Europa convogliati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per realizzare il distretto dell’audiovisivo nella nuova Cinecittà. 

Quindi investimenti per il verde, per la scuola, per la sanità, per la digitalizzazione. Nel piano non mancano “proposte innovative su governance, rifiuti, trasporti, rigenerazione urbana, smart city, ambiente, lavoro, cultura, turismo, commercio, agricoltura, welfare, casa, immigrazione, sicurezza”. Purtroppo possiamo definirle soltanto promesse elettorali perché è assente un piano di fattibilità degli interventi. Le proposte sono condivise dall’ampia coalizione di centrosinistra che sostiene il candidato con ben sette liste: Pd, sinistra, verdi, democratici solidali, socialisti, mondo civico dell’imprenditoria e del commercio. Il rischio è rappresentato dalle diverse ideologie che devono condividere programmi e azioni da realizzare con una veloce sintesi. È questa la grande difficoltà di Roberto Gualtieri da gestire in maniera strategica, essendo costretto a trovare accordi con le liste che devono rispondere alle proprie ideologie. 

Enrico Michetti, scelto dal centrodestra dopo una lunga trattativa, conta sul sostegno di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Il primario interesse del programma elettorale, anche se non c’è un elenco dettagliato di argomenti su cui lavorare, è un riordino delle imposte. Michetti vuole riportare un clima di normale gestione amministrativa, rivedere i tributi locali, chiarire la giungla di norme chiedendo anche un intervento al Parlamento. Il candidato del centrodestra vuole agire sulla Tari e spera di ridurre la tassa fino all’80%, senza promettere nulla per l’IMU. Sul turismo vuole la delega perché intende rilanciare la Capitale con gli eventi, al fine di costruire un vero e proprio brand più importante del mondo: il brand Roma. Michetti non dimentica di realizzare gli impianti per riutilizzo, riuso e riciclo con i quali affrontare il grande tema dei rifiuti. 

Carlo Calenda, che si presenta con la sua lista Azione, vuole rivoluzionare l’amministrazione capitolina: dalla raccolta dati al decentramento delle competenze. Calenda intende recuperare la comunità educante, lanciare proposte per un nuovo stato sociale, riformare le politiche abitative, intervenire a favore delle persone con disabilità incentivando l’imprenditorialità disabile, creare un “Taxi Sociale”, incentivare i progetti “Dopo di Noi”, aumentare i centri diurni, dedicare particolari interventi al sociale: anziani, senza dimora, migranti e donne con un potenziamento dei Centri Anti Violenza.

Virginia Raggi, sindaco uscente, vuole trasformare radicalmente Roma, anche se poteva iniziare quando governava a pieno titolo la città. È intenzionata a prometterlo in campagna elettorale con un grande tema mai risolto: i trasporti. L’obiettivo di Virginia Raggi è rendere l’intera linea molto più efficiente e moderna, finanziando questo intervento mediante la lotta all’evasione del pagamento dei biglietti. Non passa in secondo piano l’attenzione nei confronti della mobilità sostenibile per agevolare l’accesso e la fruizione del servizio ai disabili. Il punto forte è uno speciale intervento per finanziare la cura del decoro urbano e la promozione del turismo. Per l’istruzione intende riporre una maggiore attenzione sui soggetti con disagio sociale. Il sindaco uscente vuole ridurre le liste di attesa degli asili nido, agevolare gli studenti disabili, promuovere percorsi aventi come fine la valorizzazione e la condivisione dei beni pubblici. Il tema caldo del programma elettorale è sull’immigrazione e sull’integrazione con una particolare sensibilità alle baraccopoli, perché vuole rispettare le intenzioni suggerite dalla Comunità Europea: chiudere in maniera graduale i centri Rom dislocati nel territorio. 

Dai programmi elettorali è facile notare l’imbarazzante assenza della visione del futuro di Roma, in maniera chiara e con progetti da realizzare nel breve, medio e lungo periodo. I candidati propongono tematiche più attinenti alla gestione ordinaria di un’amministrazione comunale, senza soffermare quella giusta riflessione sul futuro della Capitale. A seguito dell’emergenza sanitaria del Covid 19 abbiamo assistito a un’accelerazione della trasformazione del paradigma economico e sociale (peraltro già in atto), la quale rivoluziona il modo di vivere e di lavorare. Quello che resta difficile è prevedere una città fra 30 anni, con le nuove esigenze da intercettare preventivamente per arrivare preparati in quel preciso momento. La politica deve abituarsi ad anticipare gli accadimenti, non certamente a inseguire l’urgenza perché diventa soltanto una politica impegnata nell’amministrazione ordinaria, tralasciando la veduta straordinaria che, in questo momento storico, deve essere privilegiata proprio per il costante cambiamento, al quale è necessario offrire risposte adeguate. Purtroppo non vediamo quella giusta attenzione ai temi della famiglia da parte di nessun candidato. La crisi della famiglia deriva dalle numerose separazioni degli ultimi anni e dal cambio di paradigma sociale ed economico; le Istituzioni devono essere vicino ai cittadini per fornire assistenza e possibili soluzioni. L’emergenza sanitaria del Covid 19 accentua queste trasformazioni che richiedono una valida risposta. Gli argomenti che interessano maggiormente la popolazione sono stati tralasciati in nome del commercio, della crescita economica, del turismo, degli interventi per l’ambiente nella Capitale. Per carità, le tematiche sono tutte interessanti e da prendere in seria considerazione. Peccato che Virginia Raggi, forse un po’ distratta, non sia intervenuta in modo risolutivo durante il suo mandato dove poteva risolvere diverse questioni urgenti a tutt’oggi ancora aperte: rifiuti, trasporti, decoro urbano. L’altra anomalia dei temi affrontati dai candidati è il turismo, classico argomento sul quale convergono interessi di settore, senza dare quella giusta priorità alle esigenze delle persone. Il turismo è un asset economico, valorizzato raramente dalle precedenti amministrazioni, che deve essere studiato in maniera strategica, prevedendo notevoli interventi perché la Capitale è ricca di testimonianze storiche e architettoniche. Per rilanciare il turismo è necessario investire in opere di manutenzione del patrimonio culturale di Roma, ideare itinerari turistici monografici in base alla storia dei monumenti, siglare accordi con la Santa Sede per promuovere il turismo religioso, rilanciare l’immagine della città all’estero, prevedere distretti turistici all’interno del centro storico suddivisi in base alla storia e all’architettura, proporre la gastronomia di Roma direttamente nei vicoli della città, gestire dal Campidoglio le guide turistiche per garantire un’accoglienza sicura e con tariffe uniche. E questo è soltanto un primo passo verso un’autentica valorizzazione del turismo. Vedremo cosa sarà capace di proporre il futuro sindaco.                

Francesco Fravolini

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