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Crisanti “contagiato” dalla poltrona prepara nuove restrizioni

da | Ago 19, 2022 | Politica

Il microbiologo veneto diventato famoso per aver coadiuvato Zaia, quello che sapeva che il covid aveva una bassa mortalità, candidandosi con il PD ha già fatto trapelare le sue idee.

Giusto per chiarire Andrea Crisanti, nella sua opera di “virostar”, contestava apertamente le scelte di Speranza, spesso attaccandolo pubblicamente.

Anzi va ricordato che proprio Crisanti, in tempi non sospetti, sempre in contrasto con il “ministro della malattia” dichiarava: “Che se in autunno o in inverno dovesse arrivare una variante del Covid aggressiva e che colpisce i vaccinati, bisognerebbe aggiornare i vaccini e nel frattempo studiare nuove misure o restrizioni”.

Che poi nuove misure o restrizioni per chi? Crisanti questo non lo dice.

Invece oggi per lui è bastata la “chiamata” di Enrico letta per l’investitura politica e tutto magicamente è dimenticato, sparito e nasce invece il contrattacco verso gli avversari politici, primo fra tutti Matteo Salvini.

Una sua dichiarazione ha fatto il giro del web in questi giorni e precisamente ha dichiarato ai microfoni di Radio Capital: “Con il leader del Carroccio al governo, ci sarebbero state 300 mila vittime di Covid, al posto di 140 mila, e saremmo allineati con Putin”.

Certo che noi italiani dovremmo un po’ meno abituarci alle sparate di queste “virostar” anche perché, in questo caso, ne ha sbagliate due su due.

Innanzitutto, Salvini quindi la Lega, come la gran parte del centro destra, ha sempre “sostenuto” l’adesione al Patto Atlantico semmai, sembrava aver fatto intuire che era contrario all’invio delle armi, ma sui decessi purtroppo, qui “l’abbaglio del sedile” è talmente enorme perché proprio l’Italia guida la triste classifica mondiale dei decessi in relazione al numero di abitanti.

La risposta di Salvini non è mancata e, rifacendosi alle parole del virologo Palù ha dichiarato: “il candidato Dem, un espero di zanzare”.

Ovviamente tutti si possono candidare.

L’art. 67 della Costituzione però è una tutela per le “banderuole” e purtroppo la legge elettorale non è stata cambiata nonostante la sua dichiarata incostituzionalità e sembra quasi che, queste leggi siano state fatte appositamente per lasciare “liberi” questi voltagabbana di agire come meglio credono.

Ricordiamoci che l’appuntamento del 25 settembre ha bisogno di vedere esercitata la volontà popolare attraverso il voto perché l’assenza, non sarà in grado di manifestare il proprio dissenso, ma saprà consegnare il paese ad una classe dirigente inappropriata che poi deciderà sulla pelle del popolo.

Andrea Caldart

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