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“Dentro la Costituzione” – Trabucco: bozza Calderoli sull’autonomia. Bocciatura senza appello

da | Gen 9, 2023 | Politica

Premesso che l’autonomia regionale differenziata, ai sensi dell’art. 116, comma 3, della Costituzione, non è uno strumento adatto per venire incontro alle legittime istanze dei territori (la disposizione costituzionale in questione rientra nella discutibile riforma del Titolo V avvenuta con legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 approvata dal centro-sinistra con pochi voti di scarto e poi sottoposta al referendum confermativo), la bozza c.d. Calderoli inoltrata al Consiglio dei Ministri presenta notevoli criticità.

In primo luogo, si parla di individuare i Lep, ossia i livelli essenziali delle prestazioni (ad oggi sono stati indicati solo quelli sanitari nel 2001 e nel 2017), prima del conferimento delle materie (rectius: dei frammenti di materie in quanto su di esse grava l’ipoteca della Corte costituzionale e dei criteri da essa elaborata per stabilire che cosa rientra o meno in un dato ambito materiale), ma non si dice né come, né dove verranno individuate le risorse necessarie.

Si ribadisce che i fondi in questione saranno assegnati secondo il contestato criterio della “spesa storica” sostenuta dallo Stato per quella competenza, vecchio cavallo di battaglia leghista che inevitabilmente cristallizza la distanza nella spesa per i servizi tra le regioni del Nord e quelle del Sud.

Nella bozza si legge, infatti, che saranno fissati «in base al criterio della spesa destinata a carattere permanente, fissa e ricorrente, a legislazione vigente, sostenuta dallo Stato nella Regione».

In secondo luogo, pur sollecitando (all’art. 3) l’adozione, entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, dei livelli essenziali delle prestazioni, si dispone che, qualora ciò non avvenga, il trasferimento di funzioni si verifichi in ogni caso, mettendo in questo in discussione il significato che assume la predeterminazione di tali livelli essenziali, tanto come risorsa dell’unità, quanto come limite alla discrezionalità sia del legislatore sia dell’amministrazione, vincolati, entrambi, a scelte orientate da criteri di ragionevolezza e finalizzate a garantire quantomeno il nucleo irriducibile dei diritti.

Prof. Daniele Trabucco – Costituzionalista

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

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