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Francesco Toscano: Italia Sovrana e Popolare “Nessuna rivalità tra partiti antisistema, i nostri nemici sono altri”

da | Ago 2, 2022 | Politica

Si è svolta nel pomeriggio di lunedì 1° agosto la conferenza stampa in cui Italia Sovrana e Popolare ha presentato il proprio simbolo. 

La coalizione vede impegnate le forze extraparlamentari come il Partito Comunista di Marco Rizzo, Riconquistare L’Italia guidata da Stefano D’Andrea, Antonio Ingroia per Azione Civile e molti altri movimenti. 

La grande sfida è ora quella di una raccolta di oltre 50mila firme sul territorio nazionale in poche settimane, con la grande difficoltà delle vacanze estive. 

Ha aperto l’incontro il senatore Emanuele Dessì che ha parlato di un “progetto politico alternativo al governo unico dei migliori, il quale ha deciso e alimentato sanzioni che si sono rivoltate contro i cittadini”, il segretario Marco Rizzo ha denunciato quello che è l’intento politico di far restare i partiti fuori dal Parlamento rendendo difficile la raccolta estiva delle firme, mentre sulla guerra in Ucraina ha ripetuto: “L’Italia poteva avere una posizione mediana, Draghi ha avuto la funzione di farci diventare la punta di diamante dell’atlantismo, a nostro danno”.

L’avvocato Antonio Ingroia ha parlato di una “Crisi dei diritti costituzionali che non ha precedenti nella storia della Repubblica; mai è accaduto come negli ultimi anni che l’esecutivo mortificasse il Parlamento e la rappresentanza del popolo”.

E ancora Igor Camilli, responsabile del Comitato No Draghi, ha sottolineato il valore della tradizione nella lotta allo strapotere dei colossi finanziari e delle ingerenze Nato, ricordando che Draghi non è un personaggio definitivamente sconfitto, ma l’incarnazione di un certo tipo di potere, “di sistema, modo di concepire Lavoro, Economia e Sanità”. 

È stato presentato anche il capo politico Giovanna Colone, docente sospesa perché ha rifiutato l’obbligo vaccinale, “Ci hanno ricattati e messi con le spalle al muro: cittadini trattati come bambini che non possono esercitare la loro libertà terapeutica nonostante il vaccino non assicuri alcuna protezione collettiva. Non l’ho accettato”. 

Abbiamo intervistato Francesco Toscano, leader di Ancora Italia nella coalizione Italia Sovrana e Popolare, un fiume di parole in piena, una retorica travolgente. 

Siete riusciti ad unirvi, a trovare un accordo su questioni fondamentali come l’uscita dalla Nato e dall’Unione Europea, libertà di autodeterminazione terapeutica in tema vaccini anti-Covid; questa conciliazione è davvero preziosa per tutti gli elettori che non si sentono rappresentati dalla finta dinamica di opposizione PD/ Fratelli d’Italia o Lega. Perché tra le forze antisistema (come Vita o Ucdl per esempio) un cittadino dovrebbe votare Italia Sovrana e Popolare? 

Innanzitutto, esprimo amarezza per non essere riusciti a trovare una sintesi tra tutte le aree della contestazione. 

Devo dire però di averci provato avviando per tempo canali di dialogo con queste forze che mettono tutte nel mirino le politiche liberticide del governo.

Ho trovato chiusure inaspettate, mi rendo conto che ci sono diffidenze dettate da cattive interpretazioni o tentativi di gettare nel caos, ma penso che siamo ancora in tempo per dare un messaggio di unità almeno culturale tra tutti coloro che osteggiano la deriva autoritaria in atto. 

Italia Sovrana e Popolare è sicuramente il progetto più attrezzato che non nasce intorno ad un unico obiettivo, abbiamo infatti un programma anche economico, contestiamo la piega e la piaga nichilista in atto, lottiamo per il recupero delle istituzioni messe da parte da una modernità fanatica. 

Tuttavia, ci tengo a dire che i nostri nemici non sono quei gruppi che come noi lottano per gli stessi obiettivi. In nostri nemici sono le multinazionali, personaggi come Draghi, la Nato e la tirannia dell’Ue.

Come mai Paragone non è con voi? I grandi giornali parlano quasi solo di Italexit come forza dissidente antisistema, non è un po’ sospetto? 

La forza del sistema non consiste nel pubblicizzare i nemici, ma nel governare gli opposti; perciò, se io fossi malizioso dovrei dire che Paragone è la maschera antisistema costruita dagli stessi che il sistema lo sostengono, ma dato che non lo sono, dico che ai canali Mediaset e Rai, Paragone sembra evidentemente più profondo e competente di noi.

Lei è stato censurato per le sue posizioni su guerra in Ucraina e vaccini (anche il suo intervento su Rete 4 alcune sere fa è stata una pagina mediatica pietosa in una democrazia) e ha parlato di “potenziale eversivo del Governo Draghi”. Il paradosso della nostra società arcobaleno è che apparentemente è aperta, libera e colorata mentre in realtà è dogmatica e oscurantista in modo subdolo. 

Questa deriva distopica era già stata individuata da scrittori come Orwell e Huxley, loro immaginavano una realtà in cui tutto ciò che è superfluo sarebbe stato permesso, ma sarebbero state negate le cose essenziali: è un po’ la realtà che viviamo oggi, dove tutti possono fare tutto, ma in realtà nessuno ha gli strumenti per condurre una vita autentica e dignitosa. 

È un paradosso grave e dobbiamo riportare in vita una gerarchia delle cose che contano. 

Questi ultimi 30 anni di globalizzazione hanno visto la sinistra liberal progressista dominare sul piano culturale e spirituale e la destra dominare su quello materiale ed economico. 

Dobbiamo ribaltare il paradigma da entrambi i lati e tornare ad una visione dei valori della vita più aderenti alla nostra tradizione e rimettere al centro della nostra azione politica i diritti dei lavoratori, degli emarginati, contro i tagli selvaggi delle pensioni e lo svuotamento del welfare. 

Insomma, il contrario di ciò che hanno fatto i padroni della scena politica fino ad oggi. 

Nel silenzio dei media, il Donbass è bombardato da otto anni, eppure quando facciamo notare queste contraddizioni la riposta immediata è quella della retorica dell’aggressore e aggredito, sembra di parlare con persone che hanno ingoiato un disco rotto. È quanto meno curioso che proprio partiti così attenti al razzismo come il Pd, così (dichiaratamente almeno!) sensibili al rispetto delle differenze culturali demonizzi un altro paese e un’altra cultura, come quella russa. 

Il Pd è il braccio politico violento del potere, utilizza la forma di oppressione mascherata da tolleranza, ma è sostanzialmente intollerante, tende a condannare qualsiasi pensiero critico, ad annegare nel vuoto ogni tipo di dialettica; sono nemici della sovranità popolare, perché pretendono di governare anche quando perdono le elezioni, chiamano interferenze russe le inesistenti dichiarazioni di alcuni personaggi senza potere politico, ma poi non si accorgono che figure come Oettinger, il commissario europeo al bilancio, dicono impunemente che “i mercati insegneranno agli italiani come votare”. 

Il Pd non ha mai denunciato il comportamento di Draghi che con i suoi amici tedeschi ha avuto l’indecenza di rovesciare un referendum liberamente tenuto dai greci nel 2015. 

Il doppiopesismo di queste persone che chiamano difesa della democrazia gli ordini che provengono da circuiti privati di altri paesi e chiamano ingerenze i punti di vista di nazioni che considerano nemici a prescindere è lampante per chi vuole vederlo.

È anche un doppiopesismo! 

Nel suo saggio del 2018 “Dittatura finanziaria. Il piano segreto delle élite dietro la crisi economica per conquistare il potere” scrive di una “linea di continuità che lega sotterraneamente l’epopea nazista classica a quella tecnocratica odierna, mettendo in evidenza il ruolo esercitato ieri come oggi da alcune dottrine segrete che influenzano l’agire di dinastie di industriali e finanzieri inerzialmente coordinati dentro una cabina di regia globale”. Come rilegge queste riflessioni alla luce della pandemia, del Green Pass e degli eventi convulsi degli ultimi due anni?

Mi sembra che sia stato fatalmente profetico. 

La difesa di un fenomeno palesemente nazista come il battaglione Azov dimostra che grattando sotto la scorza liberal progressista si trova la croce uncinata. 

Stanno provando oggi in Europa a fare ciò che è stato fatto in Sudamerica negli anni dell’Operazione Condor: tentano di far rifluire questa richiesta di democrazia che sale dal basso attraverso la costruzione in vitro di un terrore che poi legittima l’attivazione di modalità e personaggi che strumentalizzano le emergenze stesse per comprimere i diritti.

È esattamente lo stesso schema. Questi signori pensano che la democrazia vada bene finché la popolazione bacia le catene che non concepisce come tali, se si sveglia viene indotto un clima di terrore che legittima cose altrimenti inaccettabili; ma se neppure questa dittatura “interiore” dovesse funzionare si passerà alla forza bruta e militare. 

Purtroppo, credo che siamo vicini a questo passaggio e noi siamo qui per impedirlo ad ogni costo.

Giulia Bertotto

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