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Intervista a Marco Rizzo: “Basta farci fregare: a Davos con i jet privati, noi a mangiare insetti per non inquinare”

da | Gen 23, 2023 | Politica

Marco Rizzo, dal 21 gennaio Presidente Onorario del Partito Comunista, tra i leader Democrazia Sovrana e Popolare con il Partito Comunista. 

Lo abbiamo intervistato a proposito di guerra in Europa, green economy e farina di grilli. 

Politiche ambientali, mosse di politica estera e strategie mediatiche più coerenti di quanto sembrano. 

Farina di grilli, arriva l’assenso di Bruxelles per commercializzarla anche nell’UE: il tema non è se ci fanno schifo o no, la questione non è il dis-gusto ma la forbice tra scopi dichiarati e reali, e disparità sociale: se i nostri governanti mangiano bistecche ma ci dicono (o intimano o obbligano) che per salvare il pianeta dobbiamo mangiare coleotteri: la questione è di classe e non solo ambientale, è politica e non solo green.  

È evidente che ci prendono in giro: il tema della green economy viene strumentalizzato proprio da coloro che hanno le vere responsabilità dei danni ambientali. 

La realtà è molto diversa da quella colpevolizzazione dei cittadini su cui insiste il bombardamento mediatico. Lei inquina perché va a lavorare con la sua utilitaria, lei è colpevole del disboscamento perché mangia bistecche. 

Mentre il 70% dell’inquinamento mondiale è il risultato dall’attività delle prime cento multinazionali. E tra queste figurano anche le forze armate Usa, le quali hanno centinaia di basi nel mondo, a differenza di qualunque altro paese. 

Non esiste al mondo uno stato che abbia basi militari fuori dal proprio territorio nazionale, ad eccezione della Russia che ha una base in Siria e della Cina che ne ha una -commerciale- a Gibuti. 

La Nato ha centinaia di basi in tutto il mondo che consumano cifre enormi di carburante e quindi che rilasciano quantità immani di emissioni. 

In questo scenario il problema è lei che dovrebbe mangiare insetti, compare una macchia elettrica al doppio del costo di una vettura a benzina o a gasolio e non spostarsi da casa. 

Però se restiamo in casa dovremmo assicurarci di aver installato dei pannelli edili isolanti, per migliorare l’efficacia energetica del nostro immobile. 

Certo, dovremo mettere un bel cappotto termico, magari all’appartamento di cui si sta ancora pagando il mutuo. 

Questa normativa europea peserà sugli italiani perché (bene o male che sia e che ci piaccia o meno) siamo il paese europeo che preferisce l’acquisto della prima casa all’affitto dell’abitazione: l’80% degli italiani è proprietario della prima casa o sta pagando un mutuo. 

Inoltre, più dei due terzi sono immobili ante ’67 quindi la categoria a cui appartengono si situa due classi di merito al di sotto degli obiettivi ed entro il 2030 saremo costretti ad aumentare il coefficiente di una classe. 

Non è realistico. E poi che valore avrà una casa sul mercato che non possiede questi adeguamenti? 

A Davos sono arrivati con duecento jet privati: secondo una ricerca commissionata da Greenpeace International in una settimana i jet privati che hanno portato a Davos i partecipanti al meeting del 2022 hanno causato emissioni di CO₂ pari alle emissioni medie di 350 mila automobili nello stesso periodo di tempo.

È chiaro che ciascuno può fare la differenza e ci sono dei doveri che il cittadino deve rispettare ma noi non possiamo pagare tutte le colpe di coloro che continuano a sporcare la terra facendoci poi pagare i danni. 

Ci sono figure mediatiche, Greta o sedicenti artisti e musicisti, studiate per promuovere il senso di colpa sui cittadini mentre le grandi aziende deturpano la nostra terra. 

La stessa operazione mediatica riguarda la sanità: ci tolgono la sanità territoriale e di prossimità e poi ci dicono quante persone possiamo invitare a cena. 

Oppure pensiamo alla vicenda del fisico e cofondatore del CNR, di altissima caratura scientifica, Franco Prodi (fratello di Romano Prodi): stava per diventare presidente emerito del CNR, è stato cacciato via perché ha osato mettere in discussione, non certo il fenomeno del riscaldamento globale, ma a chi siano da attribuire le responsabilità. 

Dunque, vediamo anche un legame tra politiche imperialiste e guerrafondaie ed emergenza ambientale e climatica. Invece influencer che parlino di sicurezza sul lavoro non se ne vedono in giro. Un’altra notizia è che i morti sul lavoro non fanno più notizia. 

Non sono sciagure, è una strage in cui ci sono responsabilità serissime, le persone che vanno nei cantieri non sono formate sulla sicurezza. 

Occorre ripristinare nelle scuole l’educazione civica e il tema della sicurezza sul lavoro e anche in casa. 

Si tratta di investire risorse per la formazione, per i controlli all’interno delle aziende. Dove sono i sindacati? Non fanno assolutamente nulla se non fingere di battersi per i diritti delle categorie che rappresentano.

Il Censis ha pubblicato il Rapporto sulla situazione sociale dell’Italia. Emerge che nel 2021 le famiglie che vivono in condizione di povertà assoluta nel nostro Paese sono più di 1,9 milioni, il 7,5% del totale. In tutto 5,6 milioni di persone, pari al 9,4% della popolazione: 1 milione in più rispetto al 2019. Si tratta di individui impossibilitati ad acquistare un paniere di beni e servizi giudicati essenziali per uno standard di vita accettabile. 

Se lei fosse al governo manterrebbe una forma di Reddito di Cittadinanza o garantirebbe un lavoro di cittadinanza? E sul salario minimo orario, anche qui i sindacati i sindacati non fanno alcuna pressione.  

Il Reddito di cittadinanza deve essere profondamente trasformato: innanzitutto deve essere adeguato per gli invalidi, oggi con una disabilità dal 74% al 99% si ricevono 292 euro al mese, è una follia; si tratta di persone che hanno impedimenti fisici al lavoro. 

Naturalmente occorre anche controllare chi riceve il sussidio. 

E poi i sindacati dovrebbero tornare a svolgere il loro compito: ci sono leggi che permettono ai datori di lavoro di pagare un lavoratore 5 euro l’ora. 

Dunque, le forme di assistenzialismo a giovani che possono lavorare sono profondamente sbagliate: occorre trasformare il Rdc mettendo in atto una grande opera di manutenzione del territorio; persone che vanno a lavorare per il verde pubblico, per il patrimonio urbano, che si occupano di cooperare quando si verificano eventi meteorologici importanti. 

Dunque, piena occupazione e assistenzialismo fortissimo, ma quest’ultimo solo per chi ne ha davvero bisogno.

La accusano di avere in spregio più la sinistra che la destra: cosa non perdona alla sinistra?

La sinistra ha tradito, ha strizzato l’occhio alle grandi banche e alla finanza. I diritti sociali conquistati dal movimento operaio, le azioni di un importante partito Comunista italiano, le grandi lotte che avevano coinvolto il ceto medio, hanno voltato le spalle a tutto questo. 

Pensiamo alla scuola pubblica, al servizio dei trasporti, all’articolo 18: non c’è più niente e i governi di sinistra li hanno tolti di concerto con la destra. Il Jobs act lo ha fatto il Pd con Renzi. 

L’universalismo della prestazione sanitaria che ora si sta sfaldando. 

Il passaggio di gestione dalla politica nazionale a quella locale è stato un grave errore. 

Siamo passati dalle unità sanitarie alle aziende sanitarie, ma in questa aziendalizzazione sanitaria non sembra aumentata l’efficienza o la velocità. 

Sinistra e destra sono oggi due facce della stessa medaglia in ginocchio a Bruxelles. 

Io di certo non sono di destra, ma se questa è la sinistra non sono neppure di sinistra. 

Nel 2014 alla Camera dei deputati la Meloni disse cose condivisibili a proposito di rapporti con la Russia: ora che è al Governo fa esattamente il contrario, il M5S lo stesso. 

Oggi vediamo il centrodestra che fingeva di essere antagonista delle direttive europee che ci portano alla rovina, eseguirle senza ritegno e agire proprio come la sinistra.

L’alternativa che voi proponete a questo “cambiare tutto senza cambiare davvero niente” è la coalizione Democrazia Sovrana Popolare. Essa sta assumendo una nuova veste ma garantisce la continuità dei contenuti e degli obiettivi stabiliti il 25 settembre. Quali sono?

Sì, l’idea che non ci abbandona è quella del 25 settembre: mettere insieme sensibilità diverse in un momento eccezionale. 

Noi siamo nel cuneo della Terza guerra mondiale e all’interno di un esperimento di controllo sociale, come abbiamo visto con la gestione della pandemia, e questa fase drammatica necessita una risposta unitaria. 

Vogliamo tornare a scambiare gas a basso costo con la Russia, ripristinare i commerci in un’economia multipolare in cui ogni paese può vendere e compare dagli altri. 

Abbiamo un’idea di essere umano dignitoso, protagonista della vita politica, consapevole di propri diritti, lavoratore e non schiavo dei profitti di grandi gruppi finanziari. 

L’obiettivo, quindi, è allargarci per costruire una forza più forte che condivida questi princìpi, oltre al Partito Comunista, Ancora Italia per la Sovranità Popolare, Azione Civile, Fronte Sovranista Italiano: andiamo avanti allargandoci alle altre voci del dissenso.

Giulia Bertotto

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