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Lettera di Soros a Draghi: quale “iniziativa coraggiosa” ci aspetta

da | Giu 2, 2022 | Politica

“Caro Draghi, Putin sta ricattando l’Europa minacciando di chiudere il trasferimento del gas”. 

Queste le prime righe della lettera che il George Soros ha scritto in questi giorni, a Mario Draghi, pubblicata integralmente da La Stampa. 

Ci mancava proprio la lettera del filantropo ungherese che esorta Draghi a tassare il gas russo, in quanto secondo Soros, il nostro presidente ha la reputazione necessaria per portare avanti un progetto federalista europeo.

Da un leader finanziario speculatore come Soros, ti aspetti che sia a conoscenza che l’Europa non è il solo cliente che la Russia ha per le forniture del suo gas, ma sempre in quella lettera, fa intuire che sarebbe da imporre una tassa pesante sul gas russo, la quale risuonerebbe come una sorta di sanzione, si, ma di sanzione solo per le tasche degli italiani, minando l’economica e la possibilità di crescita del nostro paese e costringendo le famiglie ad un abnorme sacrificio, utile probabilmente solo per chi specula.

Tutto questo è molto, anzi moltissimo preoccupante, perché dobbiamo ricordarci di cosa fece questo Sig. Soros agli italiani quel mercoledì del 16 settembre 1992 quando, con il suo fondo Quantum, la lira italiana e la sterlina inglese furono costrette ad uscire dallo SME, in conseguenza di una speculazione finanziaria da cui ricavò profitto soprattutto lui, George Soros.

Gli italiani si videro prelevare forzosamente dai propri conti correnti il diventato famoso 6/1000 che realizzò la cifra di circa 93 miliardi di lire, una manovra finanziaria tra le più pensati della storia del nostro paese e dove fece per la prima volta la sua comparsa l’ICI oggi chiamata IMU, ma mantenuta nel tempo.

Ad introdurla fu proprio il governo di quel tempo, guidato da Giuliano Amato, lo stesso Amato che oggi guida la Corte costituzionale che il 29 novembre 2022 dovrà decidere se introdurre o no, l’obbligatorietà vaccinale che già, per effetto della nostra Costituzione, è vietata, ma che l’esperimento del ricatto lavorativo, ha ben dato i suoi frutti, esiliando i principi costituzionali e scantonando il potere legislativo dato dagli italiani al parlamento, che dovrebbe essere sovrano.

Draghi, Soros, Amato & Co, possibile che dopo 29 anni, ancora loro, sempre loro nei punti chiave decisionali del futuro di questa parte di Mondo?

Dobbiamo, anzi è necessario che ci imponiamo tutti da subito, di riflettere sulla condizione del nostro Paese: sul fatto che questo acclamato, osannato e glorificato nell’alto dei cieli, non sia proprio il governo dei migliori, in cui c’è anche un certo Di Maio, perché sembra più, il governo dei tecnocrati e burocrati europei che noi italiani non abbiamo votato in questi ultimi 8 anni.

Ci hanno portato in un vortice socio-economico spaventoso quello che quotidianamente viviamo dove, l’austerità di Monti & Co, i lockdown di Conte & Co, i provvedimenti di Speranza & Co, hanno portato l’Italia alla svendita di sé stessa; ottomila sanitari andati all’estero, decine di migliaia di imprese fallite, cittadini alla fase di povertà e di sussidi di assistenza che presto finiranno se nessuno riuscirà più a produrre.

La ricetta non sarà quella di aumentare i prezzi delle produzioni, oppure come constato in questi giorni, diminuire i contenuti dei prodotti e vendere agli stessi prezzi perché con il mercato globale, che filosoficamente il Sig. Soros ha inventato, il nostro Paese perderebbe la totale competitività delle proprie industrie manifatturiere con il conseguente tracollo finanziario.

Uno scenario catastrofico mai visto, sul quale dobbiamo riflettere, ricordandoci cosa disse il gran sacerdote veggente troiano Laocoonte quando descrisse il regalo del cavallo di legno da parte di Ulisse “timeo danaos et dona ferentes”, temo i greci anche quando portano doni.

Forse, alle letterine di elogi e ai doni del filantropo Soros, prestiamoci attenzione, potrebbero essere, ben più pericolose e infauste del cavallo di Troia.

Andrea Caldart

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