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Quell’insostenibile desiderio di entrare in guerra

da | Apr 11, 2022 | Politica

L’espulsione dei diplomatici russi, ai quali ha fatto seguito la sospensione della Russia dal Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, sono gli ultimi segnali che i governi occidentali si stanno lasciando incantare dal canto delle sirene che proviene da dall’attore ucraino, promosso a presidente.

Alle persone di “buonsenso” qualche segnale di incoerenza dovrebbe pervenire e invece il tamburellante refrain contro Putin e i russi in generale, sta vincendo sulla ragione.

Ma passi pure che i residuali amanti del dubbio siano messi alla gogna nonostante una lunga e specchiata carriera giornalistica come il bravo Toni Capuozzo, che per il solo fatto di esporre ragionevolmente le sue ipotesi, peraltro suffragate da documentazione, è costantemente aggredito dai “leoni da tastiera” e per ultimo la associazione eco-culturale “Pan Assoverdi Salvanatura” ha chiesto il ritiro del “Premio Ischia di Giornalismo 2011”  assegnato a suo tempo al giornalista ex inviato di guerra del TG5.

Le motivazioni: “Considerato che gratuite e surreali dichiarazioni (sulla falsariga dei comunicati del Cremino) rese, dall’ex vicedirettore del TG5 – nella serata del 4 aprile 2022, alla trasmissione televisiva, di Rete 4, “Quarta Repubblica”, condotta da Nicola Porro – tese ad ingenerare dubbi sulla strage di Bucha, compiuta dai soldati russi in Ucraina, benché corroborata dall’UE, dai funzionari del Trib. Penale dell’Aja, da decine di testimoni oculari, dai mass media di tutto il mondo e da immagini satellitari, pubblicate dal “New York Times”, hanno provocato l’indignazione dei propri soci e di larghi strati dell’opinione pubblica sull’isola d’Ischia

La cosa buffa invece è che la associazione eco, cultural salvambiente e chi più ne ha più ne metta, ha la certezza del contrario e non si pone il problema di fare il suo mestiere contestando il ritorno al nucleare, piuttosto che la riapertura della miniere di carbone (dove manderei loro e tutti i guerrafondai che manco hanno fatto il servizio militare. Ndr)  e la sospensione delle norme OGM per cui verremo invasi, non solo dal gas liquido USA, che non sapremo come utilizzare non avendo sufficienti rigassificatori, ma anche di prodotti OGM (Organismi Geneticamente Modificati).

Con la scusa della Pandemia e di una Guerra che poteva essere evitata, risparmiando migliaia di vittime, è  passato di tutto sotto il nostro naso di tutti e la complicità di chi doveva proteggerci.

A beneficiarsi della pandemia sono le case farmaceutiche, nella guerra stanno brindando le società d’armamenti e infine godranno i costruttori che potranno beneficiare di un Piano Marshall per l’Ucraina e soprattutto gli statunitensi che avranno ottenuto l’indebolimento del loro nemico giurato, l’indebolimento dei suoi “alleati/sudditi” che subiranno le conseguenze delle sanzioni alla Federazione Russa, incrementeranno enormemente l’esportazione del gas liquido (a prezzo sostenuto) verso l’Europa e l’esportazione dei cereali e delle materie prime OGM che per almeno vent’anni sono stati al centro di un contenzioso con l’UE, Italia in particolare.

Per ottenere tutto questo pò di roba sono state necessarie migliaia di vittime lasciate sul terreno dalla guerra, che al di là delle motivazioni lecite o illecite che l’hanno generata, a farne le spese sono gli innocenti civili e i costretti al fronte.

Più morti da assegnare a Putin e più onore a Biden che si avvia da vincitore alle elezioni di medio termine.

Un gioco di prestigio perfettamente riuscito anche in questo frangente, come lo fu per l’Irak, lo Yemen, la Libia, l’Afganistan e così via.

In questo perverso gioco del “Risiko” di Biden non si è contrapposta nessuna voce autorevole dell’occidente. 

Nessuno statista coi “cosiddetti coglioni” che abbia cercato di inseminare negli alleati il dubbio e di andare a Mosca per negoziare ancor prima dell’inizio dell’invasione.

Solo l’ungherese Viktor Mihály Orbán si è dissociato, ma visti i suoi precedenti, ha ben poca voce in capitolo nonostante sia riuscito nell’impresa di farsi rieleggere per la quarta volta. Ma questa rielezione e la sua dichiarata antipatia verso il presidente Ucraino Volodymyr Zelens’kyj gli costerà le sanzioni che l’UE ha già in disposto e riservate al  disobbediente magiaro.

Insomma, come ormai da oltre due anni abbiamo imparato,  non si può dissentire altrimenti dalla mascherina si passerà al bavaglio e poi chissà alla sedia elettrica, sempre che ci sia ancora dell’energia disponibile, altrimenti ci sgozzeranno come facevano quelli dell’ISIS.

D’altronde la voglia di guerra è permeata nella maggior parte dei capi occidentali e dei capi di partito e di tutta quella schiera di lobotomizzati da schermo, ben poco smart, che delle atrocità della guerra non ne hanno sentito parlare dai loro genitori o dai nonni e che nemmeno hanno avuto occasione di prestare servizio di leva in qualche battaglione operativo apprendendo, non tanto quanto sarà l’offesa, ma il danno che si subirà, e per noi carristi era impressionante apprendere l’effetto devastante delle armi anticarro.

In conclusione, vista la mia consolidata natura liberale, mai avrei immaginato di poter condividere l’opinione del portavoce del ministero degli Esteri cinese il quale ha salomonicamente sentenziato che “Se gli Stati Uniti sono interessati a risolvere la crisi ucraina, dovrebbero smettere di brandire il bastone delle sanzioni” in occasione dell’espulsione dei diplomatici russi dalle cancellerie occidentali.

Insomma sembra proprio che il canto delle sirene del conflitto stia incantando i nostri tanti Ulisse, slegati dall’albero maestro, alla ricerca di un  pretesto per tirare il grilletto.

Lamberto Colla

www.lagazzettadellemilia.it

https://www.gazzettadellemilia.it/politica/item/36424-biden,-dalla-ricerca-di-un-pretesto-per-scendere-in-guerra-al-rischio-di-impeachment.html

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