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Il fango, dai piedi è passato alla testa

da | Nov 27, 2022 | Uncategorized

“Pensavo fosse amore…  invece era un calesse.” Il titolo del film del grande Massimo Troisi potrebbe perfettamente adattarsi alla vicenda che ha visto come attore protagonista Aboubakar Soumahoro, neoeletto nella sinistra che fece il suo ingresso scenografico in Parlamento in perfetto completo scuro, stivali sporchi di fango e l’immancabile braccio teso con in cima il pugno chiuso del “Black Power”.

Ora autosospeso dal partito a causa di quel problemino giudiziario, probabilmente una montatura ordita da fascisti facinorosi, che vedrebbe coinvolte suocera e moglie.

Quanta tenerezza aveva indotto l’ingresso nel transatlantico, di quello sconosciuto ragazzo di colore con ai piedi gli stivali di gomma sporchi di fango e il pugno chiuso alzato al cielo, simbolo del movimento “Black Power”, dell’orgoglio nero, da non confondersi con il “Black Money”.

A meno di due mesi da quell’ingresso, non proprio sotto traccia, ecco spuntare quello che nessuno avrebbe manco potuto immaginare, sebbene i suoi due sponsor, Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana e Angelo Bonelli portavoce di Europa Verde, sembrerebbe fossero a conoscenza o quantomeno nutrissero forti sospetti, circa le indagini che sfioravano il neo deputato ed ex sindacalista dei “ghetti” pugliesi, in merito a denunce di “sfruttamento”, di mancati pagamenti di retribuzioni e infine di una gestione opaca di “soldi”, frutto di raccolta pubblica a scopo benefico, probabilmente volatizzati o deviati a altri scopi rispetto all’originaria destinazione.

Più passano i giorni e maggiori sono le testimonianze che escono allo scoperto a confermare le notizie giornalistiche che si rincorrono freneticamente.

Aboubakar Soumahoro. Fango e dignità sotto gli stivali

I FATTI.

Innanzitutto, è da premettere che il rappresentante della Sinistra ha dichiarato, attraverso un accorato appello video divulgato a mezzo social, di essere estraneo alla vicenda per la quale la procura di Latina sta indagando dal 2019.

I fatti contestati infatti coinvolgono la cooperativa Karibu, socia a sua volta di Consorzio Aid, entrambe operanti nell’ambito dell’accoglienza alla cui presidenza siede la suocera del deputato di Sinistra italiana, Maria Therese Mukamitsindo e nel cui Cda, fino a qualche tempo fa presenziava anche la moglie di Soumahoro, la 45enne Liliane Murekatete.

Le due organizzazioni avevano 154 dipendenti e 600 posti letto, divisi in progetti Sprar e Cas ed erano destinatarie di fondi fino a 10 milioni di euro.

Come anticipato dal 2019 indaga la procura di Latina a seguito di una denuncia da parte del sindacato Uiltucs, per stipendi non pagati ai dipendenti.

Ma si registrano anche cattive condizioni di cura nei confronti di minori migranti affidati alle strutture, stando almeno a quanto raccontato da alcuni testimoni a: “La Repubblica”.

E sui minori, un altro capitolo è stato portato alla luce nelle ultime ore.

In particolare, una raccolta fondi per fare regali ai bambini dei due accampamenti del foggiano, peraltro andata a buon fine, che più di una opera benefica sembrerebbe una montatura pubblicitaria a uso e consumo dell’allora sindacalista dei braccianti.

Le lavoratrici e i lavoratori braccianti dell’insediamento di Borgo Mezzanone nelle campagne del foggiano vi ringraziano sentitamente perché grazie alle vostre generose donazioni siamo riusciti nonostante l’incendio a consegnare 200 regali ai bambini nati o cresciuti in questo insediamento. Grazie per aver regalato felicità a queste piccole e innocenti creature”.

Era il 29 dicembre dell’anno scorso quando, con queste parole scritte su un post, dalla pagina della Lega Braccianti l’onorevole Aboubakar Soumahoro annunciava la consegna dei doni ai bimbi dei ghetti del foggiano. Un gesto per cui, tramite la piattaforma Gofundme, ha raccolto da 555 donatori un totale di 16mila euro.

E in quell’occasione ha anche pubblicato un video, vestito da Babbo Natale, in cui si vedeva l’arrivo nell’insediamento di Borgo Mezzanone con un furgone carico di regali.

Ma di bambini neanche l’ombra.

Infatti, a smentire l’onorevole è intervenuto anche Don Andrea Pupilla, direttore della Caritas di San Severo, che lavora in quei luoghi da 15 anni e conferma che qualcosa nelle scorse festività natalizie non è andata per il verso giusto. 

Non è un problema di fondi, – sottolinea il prelato – su quello non entro nel merito. Le polemiche ci sono state semplicemente perché nel ghetto di Torretta, e dico anche fortunatamente, non ci sono bambini, solo uomini e poche donne, mentre a Borgo Mezzanone, l’insediamento oggetto del video, i bambini sono molto pochi. C’erano dunque ben pochi giocattoli da distribuire non essendoci bambini a cui poterli donare

 Ma torniamo ai fatti dell’inchiesta giudiziaria.

Abbiamo potuto osservare che almeno un po’ di spregiudicatezza morale l’onorevole Soumahoro, quantomeno nel caso dei bimbi, l’ha messa in campo.

In quel solenne giorno di ottobre 2022 Aboubakar Soumahoro aveva spiegato che la scelta di indossare degli stivali da lavoro all’apertura dei lavori della nuova legislatura era per mostrare «un simbolo delle sofferenze e speranza del Paese Reale che entra con me alla Camera per legiferare – in memoria di chi è morto di lavoro, chi è discriminato e chi ha fame»

Il messaggio era stato chiarissimo e apprezzato da tutti, o quasi.

Personalmente, questa ossessione simbolistica e ridondante un po’ mi infastidisce, ma la libertà di espressione è e deve restare garantita a tutti e per sempre, senza se e senza ma, così come liberi devono essere i giudizi che si porta dietro.

Tanta simbologia condita con una tale enfatica frase stride, però, enormemente con le accuse che vengono formulate da testimonianze dirette.

La procura intanto farà le sue indagini e, almeno per il momento, nessuno dei protagonisti risulta indagato.

L’onorevole Soumahoro con la forza dell’’orgoglio “nero” e di ammorbidenti “sincere” lacrime telegeniche respinge le accuse, in quanto inconsapevole perché tenuto allo scuro da moglie e suocera di quanto stesse accadendo nelle due organizzazioni di “famiglia”.

Possiamo, forse, solo contestargli di aver peccato di superficialità, non avendo verificato dove fossero finiti i tanti bambini ai quali lo scorso Natale erano destinati i pacchi dono, raccolti dalla campagna di solidarietà.

Aboukabar e il pignisteo sui social

Che fossero stati “mangiati dai comunisti” suoi amici senza averlo manco invitato al banchetto?

Potrebbe essere una situazione plausibile posto che oggi, a testimoniare contro Aboubakar Soumahoro sono molti dei suoi “fratelli”, uno dei quali addirittura gli imputa di avere ai piedi propio i suoi stivali che ancora non gli ha reso; non è da escludere che il tutto sia una montatura ordita da una schiera di “Caino”, invidiosi della riuscita arrampicata sociale del loro ex lider maximo.

Ora tutto è nelle mani dei giudici, che nella imparzialità, potrebbero anche spingersi ad applicare la formula: “non poteva non sapere”, già utilizzata in diverse circostanze per altri, seduti su diversa sponda.

Lamberto Colla Direttore

LINK UTILI

https://www.gazzettadellemilia.it/politica
https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/suocera-moglie-soumahoro/
https://groups.google.com/g/it.politica/c/Q6Gl_smI4T0?pli=1
https://www.ilpost.it/flashes/aboubakar-soumahoro-stivali/
https://www.liberoquotidiano.it/news/spettacoli/33957081/striscia-la-notizia-soumahoro-stivali-non-sono-suoi.html

Video commento al pianto di Aboubakar Soumahoro https://www.youtube.com/watch?v=K3IxL3VBqm4

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