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Una pace coi baffi

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Era dicembre 2021 quando Mosca, prima di invadere l’Ucraina, consegnò a Washington e alla NATO due bozze di trattato con i seguenti punti:

  • stop all’allargamento NATO (candidate erano Ucraina e Georgia)
  • ritiro delle forze alleate dal fianco est
  • niente armi d’attacco in Ucraina

Con questa mossa la Russia, in opposizione all’allargamento ad est dell’Alleanza, cercava di ridefinire l’architettura di sicurezza europea, spingendo per la creazione di una zona cuscinetto.

Stati Uniti e NATO giudicandole “irricevibili”, respinsero le richieste.

In realtà già da tempo l’Allenza brigava per portare dentro la NATO i due paesi, e spingere così la sua influenza fino alle soglie della Russia.

Ripercorriamo insieme.

Era il 1990 quando, caduto il muro di Berlino e avviate le trattative per la riunificazione della Germania, l’allora Segretario di Stato USA James Baker e il Cancelliere tedesco Helmut Kohl, stringevano la mano a Michail Gorbačëv e lo rassicuravano che la giurisdizione della NATO non si sarebbe mai estesa “di un solo pollice verso est”.

L’impegno fra i tre fu preso verbalmente e non fu mai tradotto in un trattato scritto e firmato. Tra gentiluomini non ce n’è bisogno, probabilmente avrà pensato Gorbačëv.

Ma “Verba volant, scripta manent” dicevano i latini.

Qualcuno oggi, riferendosi ai fatti dell’epoca, parla di “accordo fluido” per niente vincolante. (QUI alcuni approfondimenti di WIKIPEDIA).

Nel 2021, con le due bozze di trattato, Putin cercava di arginare in qualche modo l’avanzata NATO verso est, vista come una minaccia per la sicurezza del proprio paese. Ma inutilmente e fu guerra.

Dall’inizio delle ostilità ad oggi sono stati fatti vari tentativi per un “cessate il fuoco”:

  • Il 28 febbraio 2022 le due delegazioni (russa e ucraina) si sono incontrate al confine bielorusso
  • Poi il 29 marzo dello stesso anno a Istanbul
  • Il 14 giugno 2024 in un suo discorso alla vigilia del vertice di pace svizzero, Putin ha aperto a nuove condizioni
  • Il 2 giugno 2025 un nuovo incontro a Istanbul
  • Ad agosto 2025 il primo vertice Trump-Putin in Alaska
  • A novembre 2025 Trump ha proposto un piano in 28 punti (elaborato da Steve Witkoff e Kirill), ridotti a 19 dopo i contatti di settembre 2026 e il vertice di Ginevra.

Nessuno dei testi proposti nelle su citate occasioni è mai diventato accordo, soprattutto per opposizione della UE che, capeggiata da Ursula Von Der Leyen, spinge per lo scontro ad oltranza, finalizzato ad imporre a Mosca la pace con la forza.

Non una pace qualsiasi, solo quella “giusta”, dice, una pace coi baffi.

SatiLeaks by Gianfranco Colella

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