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Il secondo cervello in redazione: la rivoluzione del microbioma oltre la medicina tradizionale

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C’è un colpo di stato silenzioso in corso dentro di noi. Per decenni la medicina occidentale ha trattato il corpo umano come un organismo rigorosamente autonomo, un’isola biologica da difendere dagli invasori esterni.

Oggi, la scienza della nutrizione, l’immunologia e la gastroenterologia stanno riscrivendo questo paradigma con il ritmo incalzante di un thriller biologico.

Al centro della scena non ci sono i nostri organi nativi, ma un ecosistema alieno e simbiotico al tempo stesso: il microbioma intestinale.

Un chilo e mezzo di batteri, virus, archei e funghi che non si limitano affatto a digerire i residui del cibo, ma dettano legge su umore, difese immunitarie, metabolismo e persino sulle scelte comportamentali quotidiane.

Prof. Dr. Fulvio Tomaselli

La svolta giornalistica di questa narrazione risiede nel superamento definitivo del vecchio concetto di “flora batterica“, un termine quasi bucolico e riduttivo.

Non siamo più di fronte a semplici spettatori passivi della digestione, ma a un vero e proprio organo endocrino diffuso e iperattivo.

I circa 38 mila miliardi di microrganismi che popolano il nostro colon possiedono un patrimonio genetico complessivo cento volte superiore a quello delle cellule umane che li ospitano.

Questo dato biologico introduce un paradosso provocatorio: dal punto di vista puramente numerico e genetico, siamo più batteri che uomini.

L’aspetto più affascinante, che sta ridefinendo i confini della neuroscienza e della psichiatria, è l’asse intestino-cervello.

Non si tratta di una suggestione metaforica, ma di un’autostrada biochimica a doppio senso di marcia.

Il microbioma intestinale è responsabile della produzione di oltre il 90% della serotonina corporea, il neurotrasmettitore chiave del benessere e della stabilità emotiva.

Attraverso il nervo vago e la circolazione sistemica, i messaggi biochimici viaggiano costantemente dalla pancia alla testa, influenzando i livelli di ansia, le risposte allo stress e i pattern depressivi.

Alcuni specifici ceppi batterici, recentemente battezzati dalla comunità scientifica con il nome di “psicobiotici“, sono oggi oggetto di trial clinici avanzati per il trattamento complementare dei disturbi dell’umore.

Sorge spontanea una domanda che scardina il concetto di libero arbitrio: chi decide, in ultima istanza, cosa vogliamo mangiare a cena?

Noi o le popolazioni di Bacteroidetes e Firmicutes che manipolano i nostri recettori per ottenere gli zuccheri necessari alla loro sopravvivenza?

C’è poi la fondamentale sfumatura immunitaria, un tema di bruciante attualità.

Circa il 70% delle cellule del nostro sistema immunitario risiede proprio nella tonaca mucosa dell’intestino.

Il microbioma funge da vero e proprio campo di addestramento d’élite per i globuli bianchi, insegnando loro a tollerare gli antigeni innocui e ad attaccare con precisione i patogeni.

Quando questo delicato ecosistema entra in uno stato di disbiosi – un’alterazione drastica della biodiversità microbica causata da diete occidentali ultra-processate, stress cronico e abuso sistemico di antibiotici – le conseguenze si propagano come un effetto domino catastrofico.

La letteratura scientifica recente associa la disbiosi non solo a patologie prettamente gastrointestinali, ma all’esplosione delle malattie autoimmuni, alla sindrome metabolica, all’obesità e persino a una marcata neuroinfiammazione legata a malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson, ma la vera frontiera, tanto biologica quanto economica, è rappresentata dalla medicina personalizzata e predittiva.

Se il genoma umano ereditato dai genitori è sostanzialmente fisso e immutabile nel corso della vita, il microbioma è plastico, dinamico e unico come un’impronta digitale o un codice a barre biologico.

Due individui diversi possono reagire in modo diametralmente opposto al medesimo profilo nutrizionale proprio a causa della differente composizione dei loro ospiti intestinali. Questa profonda consapevolezza sta radicalmente trasformando il mercato della salute globale, spostando l’asse verso terapie sartoriali di precisione. Si va dal consolidato successo del trapianto di microbiota fecale (FMT) per le infezioni ricorrenti da Clostridioides difficile, fino alla strutturazione di diete predittive modellate sul sequenziamento genico della singola ecologia batterica del paziente.

Raccontare il microbioma oggi, dal punto di vista medico, significa abbandonare definitivamente il tono accademico o il paternalismo della divulgazione scientifica classica.

È necessario abbracciare la narrazione complessa di una metropoli biologica in costante fermento geopolitico.

La salute umana non può più essere considerata un dogma statico legato alla genetica d’origine, ma va intesa come un negoziato quotidiano, dinamico e profondamente democratico tra le nostre cellule eucariotiche e i nostri miliardi di coinquilini invisibili.

Prof. Fulvio Tomaselli – Angiologo Eticista Esperto di prevenzione della senescenza e di medicina rigenerativa

Specialista in idrologia, climatologia, talassoterapia

Medico Responsabile, RSA Villa Tuscolana-Sereni Orizzonti, Roma

Vicepresidente di Labirinto 14 Luglio

Presidente onorario della società SIME

Fultomas1@gmail.com

Foto copertina: immagina generata dall’AI

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