Notizie recenti

| | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | |
Home Attualità Italia Einstein Telescope, il conto salato della promessa: quando il futuro viene pagato oggi dai sardi

Einstein Telescope, il conto salato della promessa: quando il futuro viene pagato oggi dai sardi

image_printStampa

C’è una domanda che dovrebbe precedere qualsiasi celebrazione, qualsiasi conferenza stampa, qualsiasi slogan sul futuro della Sardegna: quanto siamo disposti a spendere oggi per un’opera che ancora non sappiamo se verrà realizzata in Sardegna?

Non è una domanda contro la ricerca scientifica e non è una domanda contro la fisica, contro gli scienziati o contro l’innovazione. È una domanda molto più semplice e, proprio per questo, più difficile da eludere: che cosa stiamo pagando, con i soldi dei Sardi e per quale risultato concreto?

La documentazione che abbiamo ricostruito fino al 23 settembre 2026 restituisce un quadro che dovrebbe imporre prudenza, non propaganda. La cifra di 1,3 miliardi di euro che circola nel dibattito non corrisponde a un unico finanziamento già disponibile né, tanto meno, a un unico appalto: deriva dall’accostamento di circa 950 milioni di impegno governativo e 350 milioni di compartecipazione regionale. Quei 950 milioni sono un impegno programmatico condizionato alla realizzazione italiana dell’infrastruttura; i 350 milioni della Regione sono una copertura di bilancio programmata per la futura costruzione, e proprio qui comincia il problema.

Mappa dei finanziamenti per Einstein Telescope

Perché mentre la decisione sulla localizzazione definitiva dell’Einstein Telescope non è ancora stata presa, il denaro pubblico dei Sardi ha già iniziato a muoversi.

La Regione Sardegna ha autorizzato 10 milioni di euro a favore dell’INFN per la valorizzazione e il potenziamento di Sos Enattos, SarGrav e delle infrastrutture collegate. Sono stati programmati altri 20 milioni per opere complementari, compresi interventi sulla Diga Minghetti e sulla viabilità. Ci sono poi 2,5 milioni destinati al supporto e alla promozione della candidatura, mentre una procedura regionale del 2026 riguarda un accordo quadro da 1,2 milioni per la comunicazione istituzionale della candidatura.

E poi c’è SUnLab.

Qui non siamo più nel campo delle intenzioni generiche. La gara per la riqualificazione dell’area ex Ri.Mi.Sa. a Sos Enattos è stata indetta dall’INFN e i lavori sono stati aggiudicati per 8.604.471,83 euro, dopo una procedura alla quale hanno partecipato 17 operatori economici. Il progetto riguarda infrastrutture di ricerca, laboratori, didattica e divulgazione scientifica.

Dunque risultano effettivamente stanziati per future opere già appaltate, risorse pubbliche dei Sardi per un qualcosa che, come risulterebbe dagli stessi studi scientifici dei proponenti, non si potrebbe attuare perchè non è possibile l’assenza assoluta di rumori e vibrazioni.

Per questo il tema non può essere liquidato come una disputa fra chi crede nella scienza e chi non ci crede. Qui si parla anche di priorità nella spesa pubblica, tutela del territorio e responsabilità verso i contribuenti sardi.

È proprio il termine “contribuenti” che sembra scomparire dal racconto ufficiale. Ogni volta che si parla dell’Einstein Telescope vengono evocati il progresso, la tecnologia, la ricerca internazionale, le opportunità occupazionali, la possibilità di trasformare un’area periferica della Sardegna in un centro scientifico mondiale. Sono prospettive legittime. Ma una prospettiva non è un risultato, così come la candidatura non è scontata proprio perchè, la decisione finale sulla localizzazione definitiva, non è ancora stata presa, anzi è stata spostata in avanti all’anno prossimo.

Allo stesso tempo la domanda sui presunti posti di lavoro deve essere posta con la stessa chiarezza: quanti posti di lavoro permanenti, quanti temporanei, per quanto tempo e sulla base di quali studi? Non basta ripetere che una grande infrastruttura porterà occupazione. Bisogna indicare numeri, durata, qualifiche richieste, ricadute locali e soprattutto distinguere l’occupazione generata dai cantieri da quella strutturale che rimarrebbe sul territorio, perché i numeri fin’ora dati sono già stati abbondantemente smentiti, soprattutto se confrontati con l’interferometro di Vigo a Cascina.

Lo stesso vale per l’impatto ambientale.

Un territorio non è una superficie vuota sulla quale tracciare linee con un pennarello. A Sos Enattos ci sono suolo, acqua, paesaggio, ecosistemi, attività umane e un equilibrio territoriale costruito in decenni. Se l’infrastruttura dovesse essere realizzata, questi elementi dovrebbero essere valutati con il massimo rigore. Rumore, vibrazioni, consumo e trasformazione del suolo, acque, impatto sul cielo notturno e conseguenze sulle attività locali, non possono diventare note a margine di una grande promessa tecnologica.

E qui occorre pretendere una cosa molto semplice: prima la verifica, poi la propaganda.

Perché spendere risorse pubbliche dei Sardi per preparare il territorio per promuovere una candidatura mentre la decisione finale deve ancora arrivare significa assumersi un rischio finanziario e territoriale che merita di essere discusso pubblicamente, con documenti alla mano, e se poi non si potrà fare, cosa racconteranno quei sostenitori ai cittadini di quei territori.

La nostra ricostruzione economica fin qui accertata è stata fatta  analizzando la catena completa della spesa: stanziamento, impegno, CUP, CIG, aggiudicazione, contratto, SAL e pagamenti, per pretendere la giusta trasparenza.

La Sardegna non deve essere chiamata a scegliere fra scienza e ambiente, perché una ricerca scientifica davvero sostenibile dovrebbe essere la prima a dimostrare di rispettare il territorio nel quale vuole insediarsi. E non basta dire che il futuro porterà benefici: bisogna dimostrare quali benefici, a quale costo e con quali garanzie.

Perché il suolo, il cielo e l’acqua non sono variabili secondarie di un grande esperimento tecnologico. Sono le condizioni che rendono possibile la vita di piante, animali ed esseri umani.

L’Einstein Telescope potrebbe anche rappresentare una sfida scientifica straordinaria, ma la stessa sfida scientifica non è automaticamente una buona scelta territoriale o finanziaria.

Prima di iniziare a pagare conti prendendoli dalle tasche dei Sardi su un progetto ipotetico, sarebbe doveroso dimostrare che quel progetto può davvero essere costruito qui, che gli impatti sono sostenibili, che i benefici promessi sono verificabili e che ogni euro pubblico produce un interesse pubblico proporzionato, soprattutto facendo studi indipendenti.

Diversamente significherebbe che le decisioni sono già state prese in altre sedi, prima ancora di stanziare fondi per le suddette opere. Sicuramente sarà un’opera che verrà realizzata, sarà contro la maggior parte della popolazione e che sottrarrà un’estensione immensa di territorio, un’ennesima colossale servitù.

Molti soldi spesi oggi, molte promesse sul domani e un territorio chiamato ancora una volta a pagare il prezzo dell’attesa.

Andrea Caldart

Foto copertina: immagine generata dall’AI

Link utili:

https://www.regione.sardegna.it/einstein-telescope
https://delibere.regione.sardegna.it/delibera/75551

 https://delibere.regione.sardegna.it/delibera/117792

https://www.consregsardegna.it/wp-content/uploads/2025/06/17legislatura-RESOCONTO-INTEGRALE_seduta-066.pdf

https://sardegnacat.regione.sardegna.it/portalegare/index.php/bandi?

https://sardegnacat.regione.sardegna.it/portalegare/index.php/bandi?

https://www.mur.gov.it/it/news/lunedi-20032023/intervista-anna-maria-bernini-bernini-oggi-lula-sul-telescope-siamo-partiti

https://ted.europa.eu/it/notice/-/detail/52976-2026


 https://www.infn.it/pubblicato-il-bando-di-gara-europeo-per-et-sunlab/

https://inaf.ubuy.cineca.it/PortaleAppalti/do/FrontEnd/DocDig/downloadDocumentoPubblico.action?codice=G00968&id=8677&idprg=

Io Rompo

SatiQweb

dott. berardi domenico specialista in oculistica pubblicità