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Nato: la nuova Guerra Fredda dei Crociati americani

da | Nov 11, 2022 | Attualità

Dopo la disgregazione della vecchia URSS nel 1991, la diplomazia americana dichiarò e promise che, non vi era più bisogno della Nato.

All’epoca, il presidente Puntin disse che, sarebbe iniziata una nuova stagione economica sull’asse Lisbona Vladivostok, lasciando spazio alla Germania di poter investire in tecnologia e risorse, per creare una Russia più moderna.

In questo modo russi e tedeschi iniziano scambi commerciali importanti, soprattuto nell’ambito energetico, portando la Germania alla dipendenza dal gas russo.

L’imperialismo americano non vedeva di buon occhio questa dipendenza e, per un decennio, chiese alla Germania di “staccarsi” dal gas russo ma, nel mentre, zitti zitti i “Crociati americani” venivano meno alla promessa espansionistica della Nato, ed invece la continaurono ad espandere.

Non risucendo a impedire ai tedeschi la realizzazione del gasdotto ci provano nel 2014, orchestrando un colpo di stato in Ucraina, e facendo salire al trono un loro fantoccio che, per otto anni, bombarda le province russofone orientali, amazzando civili.

I Templari americani non hanno mai visto di buon occhio il Nord Stream 2 e, la storia del recente attacco, ne è un ennesima riprova.

Stuzzicano costantemente la pazienza di Puntin che, il 24 febbraio, dopo numerosi avvertimenti, interviene a protezione delle popolazioni russofone, dando il pretesto alla Nato di intervenire.

Ecco raggiunto lo scopo che i crociati americani ambivano: intervenire in quello che, loro stessi han dichiarato essere: “Un atrocità non motivata”.

La ferocia di questa guerra, con molta probabilità, sta nella ricerca della supremazia statunitense, ma anche dei loro alleati, inglesi, francesi e olandesi, per il controllo del petrolio, utilizzando la Nato proprio come per le guerre in Iraq, Libia, Siria e, Afghanistan.

La crociata ucraino-europea degli Usa, riguarda gli americani ma invece, hanno coivolto l’intero continente europeo, nella speranza di vedere realizzato il loro progetto, di una nuova Guerra Fredda del “bene contro il male”.

La guerra in Ucraina è solo il pretesto per gli Stati Uniti di tentare di “ucrainizzare” l’Europa, impedendo al mondo di tentare di realizzare una multipolarità economico commerciale di scambi.

L’ottuagenario templare Biden, intende la democraza americana quale oligarchia clientelare, che crea ricchezza finanziaria riducendo gli standard di vita dei lavoratori, promuovendo i fallimenti di tutte le economie miste pubblico-private, per portarle sotto l’unico controllo, quello degli americani ovviamente.

È il tenativo di una nuova Guerra Fredda, basata sulle idologie neoliberiste alimentando uno scontro della società civile che vuole la sovranità del proprio Paese, attraverso la promozione dell’ideologia del razzismo, dell’odio verso l’altro.

Senza un nemico da combattere, i crociati americani, perdono il loro vigore, il loro potere, soprattutto ideologico qui in Europa.

Forse il prode crociato Joe vuole ripercorrere le gesta del re di Francia Filippo IV detto “il Bello” che, nel 1307 riuscì ad impadronirsi delle ricchezze del grande Ordine Bancario Militare della Chiesa, nazionalizzando di fatto, i Templari.

Caro Biden, a differenza di allora, oggi molti Paesi europei, si stanno svicolando da questa tua nuova Guerra Fredda, perché vedono nella Cina e nella stessa Russia, due Paesi dalle grande possibilità di sviluppo economico-commerciale e non più due avversari da combattere.

Quello che il “barcollante” (politicamente inteso) presidente americano non ha ben compreso è che, il suo pensiero medievalistico di “ideologia suprematista” di rottura tra Occidente e Oriente, non ha fatto altro che far nascere e favorire l’Eurasia, dando il via alla riorganizzazione finanziaria delle economie misto pubblico-privata.

Joe arrenditi, la crociata è finita, vincono Russia e Cina perché il delirio di potere per interessi economico-militari sottoforma di crociata moderna che ha il nome vecchio di Guerra Fredda, hanno strangolato l’ideologia imperialista del “vince il buono sul cattivo” dove il “buono” si è scoperto essere falso, come si è poi scoperto essere falso, il pretesto di iniziare le guerre del 21esimo secolo.

Andrea Caldart

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