Processing

Se credi nella libera informazione, puoi!

  • EUR

Se credi nella libera informazione, puoi!

Home » Attualità » Referendum 2022 il segnale forte del debole popolo italiano

Referendum 2022 il segnale forte del debole popolo italiano

da | Giu 15, 2022 | Attualità

Il giorno dopo questa consultazione pubblica, per dirla alla Marzullo, il risultato ci impone di farci una domanda e darci una risposta o almeno provarci.

Pensare e decidere sono due elementi inscindibili che hanno la funzione di abilitare i neuroni ad esprimere un pensiero, anche se di questi tempi, parrebbe diventato “pericoloso”, tanto che si potrebbe finire dentro una “lista dei pensatori”.

Forse però, la vera pericolosità che sta emergendo nella nostra società civile è il pensiero che, votare non serve, tanto non cambierà nulla, una teoria che sempre più si sta allargando, conducendo il popolo verso un’indifferenza generalizzata della democrazia.

L’apatia per le urne non è un problema di oggi. Quello, che molti chiamano il “partito del non voto”, è una caratterizzazione sociale che va analizzata a partire già dal 2011 che ha portato ad avere governi altalenanti, spesso non riconosciuti dal popolo.

Un popolo unito si riconosce nel suo leader e, il nostro è il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ha il preciso dovere di tutale il popolo, le minoranze ed intervenire a scortare il rispetto della nostra Costituzione.

Purtroppo, però ha creato un precedente con il caso Palamara, avrebbe dovuto sciogliere il CSM per dare credibilità a quella verità che la giustizia ha il compito di tutelare, invece, ha innescato quel senso di impunità verso chi ha il compito di giudicare, minando la loro credibilità.

Non stupiamoci se poi, anche se ci si incoraggia ad avere la passione per la politica, si finisce con il detestarla, facendoci assalire da un totale scoraggiamento, perché ormai siamo un popolo stanco, ripiegato su sé stesso, patologici cronici nel difenderci. 

Possibile che senza il “miracolo della tecnologia”, rimanga in giro, solo una massa cavernicola d’inettitudine che accetta ogni tipo di narrazione, anche quella del gioco contro esprimere la propria volontà.

Rifiutando di scegliere di decidere non è che si dribblino i problemi o che essi magicamente, si risolvano, demandandoli a qualcun altro, perché si incoraggia una classe dirigenziale e politica a continuare a fare esclusivamente i propri interessi.

Togliamoci i paraocchi fatti di guinzagli a forma di QR code al collo (c’è chi se lo è anche tatuato) perché sono la prerogativa dell’ignoranza e del disinteresse per la vita, e magari c’è pure chi pensa di sentirsi al sicuro.

Qualche croccantino dentro una piccola ciotola non è la misura per sfamarsi, al contrario serve a distrarre con puntualità infallibile la visione unica di una realtà preconfezionata.

L’arma usata in questa occasione è stata proprio il silenzio, da parte del mainstream, dove è mancato un vero dibattito pubblico, che invece è stato demandato ad esempio, ad una comica come la Litizzetto facendo intervenire persino l’AGCOM in quanto sono mancate le garanzie di quel ruolo che spetta ad una tv di stato, anziché sempre secondo il Garante: “sono state fornite, pur in forma indiretta, informazioni di voto in violazione della legge”. 

Non si è potuto conoscere le ragioni di tutte le forze politiche e le opinioni più diffuse, arrivando a ridosso della data di voto, si è lasciato l’elettore senza rifermenti e senza la consapevolezza dell’importanza di questo momento di democrazia. 

E non poteva essere differente il risultato che ne è uscito, una vera  un’apocalisse dei partiti, sia di quelli che l’hanno voluto, sia quelli contro, perché oggi, tutti loro, si ritrovano a fare i conti con due situazioni definite: la prima, escono indeboliti sul fronte del consenso e, non possono più contare su tante “statuine” alle quali propinavano le loro illusioni; la seconda invece, gli insegna che il 12 giugno 2022 sarà la data in cui, i partiti tradizionali come li consociamo, con le loro molteplici verità, non hanno più credibilità, neanche nelle loro masse critiche.

Oggi siamo più consapevoli che il velo dell’inganno, lo stiamo facendo scorrere da sopra gli occhi e la verità ci sta apparendo per quella che realmente accade attorno a noi e questi partiti si interrogheranno per lungo tempo sulle colpe degli altri, ed escogiteranno come riciclarsi, con altri nomi, in liste civiche, ma il problema rimarrà lo stesso per incatenare nuovamente la massa bovina ad un’unica realtà.

Si è perso nella calda domenica di giugno, un momento importante e fondamentale per la storia futura della nostra Repubblica perché, la posta in palio non era sottrarsi dal votare i quesiti di Salvini & Co, ma era necessario dare un segnale di forte di coesione del Popolo italiano quale unico organo deputato e  sovrano al controllo della democrazia; invece, ha prevalso tutta la stanchezza di un popolo sfinito da regole derise in tutto il globo, scoraggiato profondamente, amplificando il proprio dissenso con: “a me non interessa”. 

Andrea Caldart

Contenuti correlati

Condividi

Condivi questo Articolo!