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Sindaci: inchino all’Agenda 2030

da | Set 11, 2023 | Attualità

Agenda 2030: Fare il Sindaco oggi significa essere la prima linea d’interfaccia tra i cittadini e le Istituzioni anche se pare che il loro compito di amministratori si sia trasformato in controllori dei propri “sudditi”.

Spuntano telecamere in ogni metro di una qualsiasi via cittadina, diminuiscono i servizi, digitalizzando ogni ambito del rapporto tra cittadino ed ente si  disumanizza il confronto personale, ma soprattutto quasi tutti, procedono spediti verso la cancellazione della proprietà privata, quali valvassini pronti ad amministrare un’esistenza da zombi dei proprio cittadini.

in realtà la sudditanza delle Istituzioni verso il partito di Davos, che altro non è che un cartello di plurimiliardari mondiali controllori delle multinazionali, pare sia diventato un religioso dogma culturale in ossequio ai nuovi imperatori, contribuendo a farli incoronare i nuovi padroni mondiali.

Da loro parte lo slogan: “non avrai nulla e sarai felice” tant’è che hanno fatto propria l’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile del pianeta; ma a quale prezzo?

Il costo è il Grande Reset, portato a conoscenza da Mons. Carlo Maria Viganò come una diabolica agenda mondialista per un immenso progetto di riconfigurazione antropologica, politica, economica, sanitaria, tecnologica e ambientale in favore dell’impero del cartello del neocapitalismo di quei pochi egocentrici miliardari.

gli obiettivi dell'agenda 2030

Questi amministratori locali seduti nelle comode poltrone dei loro uffici, quando firmano atti, delibere che riducono i propri cittadini ad una vita “liquida”, si renderanno conto che queste azioni influiranno anche sul futuro dei loro figli?

Un futuro che sarà disegnato per una vita di nomadi transumanti di un’umanità sradicata dai valori sociali e morali, imbottiti di APP che nella modalità zombie digitali, eseguiranno le risposte che i loro padri hanno introdotto con l’intelligenza artificiale.

Per non parlare di cosa mangeranno; un cibo spazzatura portato a casa dagli schiavi delle multinazionali, condito dal cielo con materiali “pesanti” in modo che nessuno coltivi più la terra, ma loro i colonizzatori capitalisti gli diranno che è più comodo e quei figli gli crederanno.

Un immenso inganno dove questi figli pagheranno con carte di credito (anzi di debito) controllate dal capitalismo finanziario di pochissimi che manterranno ben salda la loro proprietà privata che concederanno in “affitto”, a “noleggio” forse, a pochi.

Su questo nuovo oppio dei poveri forse è il caso che questi amministratori inizino una profonda riflessione perché stanno aiutando questi padroni ad entrare anche nelle loro vite e, quel che è peggio, nel controllo delle loro menti.

Sostituiranno anche loro e metteranno un algoritmo ad amministrare il Municipio togliendo la nostra e vostra capacità di governare, tenendoci tutti a casa in una nuova ingegneria di distanziamento sociale.

Cari Sindaci, che umanità state preparando per i vostri figli e i vostri cittadini e soprattutto, perché  state restringendo gli ingressi di ogni via principale delle nostre città che costituiranno i varchi a favore delle città da 15 minuti?

Perché  a quel che si osserva sembra proprio una tirannia programmata per torturare il corpo, come aveva immaginato verso la metà del XIX secolo, Tocqueville.

La maschera della passività indossata tutti i giorni, sta consegnando la società civile nelle mani di un biopotere che oggi, ogni amministratore ha ancora la possibilità di fermare la deriva dello sfruttamento del singolo cittadino, in favore delle oligarchie di potere sociopatiche.

Andrea Caldart

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