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Siria: attacco drone durante cerimonia di consegna dei diplomi al Collegio Militare di Homs

Nelle ultime ore, si è verificato l’attacco di un drone al Collegio Militare nella provincia siriana di Homs, durante una cerimonia di laurea.

Inizialmente, secondo quanto dichiarato dal ministro della Sanità siriano, almeno un centinaio sarebbero le vittime e i feriti circa 240 e l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha dichiarato che “Più di cento persone sono state uccise e 125 ferite”.

Oggi, si stimerebbero 89 morti, tra cui donne e bambini, e 277 feriti. Il bilancio potrebbe salire, poiché alcune delle persone coinvolte sono in condizioni critiche. 

La Siria ha annunciato uno stato di lutto di tre giorni a partire da oggi.

In precedenza, l’Esercito siriano aveva dichiarato che i droni carichi di esplosivo avevano preso di mira la cerimonia gremita di giovani ufficiali e delle loro famiglie mentre si stava concludendo.

Senza nominare alcun gruppo in particolare, la Forza Armata ha accusato dell’attacco i combattenti “Sostenuti da note forze internazionali”, sottolineando che “Risponderà con piena forza e decisione a queste organizzazioni terroristiche, ovunque esse si trovino”.

Secondo una fonte della Sicurezza siriana e una fonte dell’alleanza regionale che sostiene il governo di Damasco contro i gruppi di opposizione, il ministro della Difesa siriano, Ali Mahmoud Abbas, avrebbe partecipato alla cerimonia di consegna dei diplomi, ma sarebbe uscito pochi minuti prima dell’attacco.

Un uomo che aveva aiutato ad allestire le decorazioni della cerimonia ha spiegato che, “Dopo la cerimonia, la gente è scesa nel cortile e in quel momento l’esplosivo ha colpito. Non sappiamo da dove sia venuto, e i cadaveri sono stati disseminati per terra”.

Zeina Khodr, giornalista televisiva libanese del canale inglese Al Jazeera, ha sottolineato che “L’attacco rappresenta una grave violazione della sicurezza, un colpo al regime siriano. Erano anni che le Forze del Presidente siriano e Mushīr delle Forze Armate del Paese, Bashar al-Assad, non venivano prese di mira in un’operazione del genere, nel cuore del territorio controllato dal Governo”.

“Sembra che il regime siriano – ha aggiunto Khodr – stia incolpando l’opposizione perché, pochi istanti dopo questo attacco, i suoi aerei hanno iniziato a colpire aree residenziali nelle enclave controllate dall’opposizione nel nord-ovest del Paese”.

Secondo la Difesa Civile Siriana, un’organizzazione umanitaria di protezione civile formatasi durante la guerra civile siriana, i cui membri sono comunemente noti con il nome di “Caschi Bianchi”, durante la notte, le truppe del Paese avrebbero bombardato l’ultima grande regione controllata dai ribelli in alcune parti delle province di Idlib e Aleppo, uccidendo almeno tre persone e ferendone più di quindici nella città di Daret Azeh.

Gli attacchi, lanciati dalle postazioni governative a sud e a est di Jabal al-Zawiya, sono iniziati alle 15:30 ora locali, prendendo di mira anche una centrale elettrica e un mercato popolare.

Si tratta di un drone turco?

Nella giornata di ieri, Presso la zona nord-est della Siria, gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver abbattuto un drone armato turco che operava vicino alle proprie truppe, nonostante le smentite di un funzionario del Ministero della Difesa del Paese accusato.

In tal caso, sarebbe la prima volta che Washington abbatta un velivolo appartenente al suo alleato della NATO.

Il portavoce del Pentagono, infatti, il Generale di Brigata Pat Ryder, ha dichiarato che, nella mattinata di ieri, “Sono stati avvistati droni turchi che effettuavano attacchi aerei su Al-Hasaka,a circa un chilometro di distanza dalle truppe statunitensi”.

Poche ore dopo, un drone turco si è avvicinato a meno di mezzo chilometro dalle truppe statunitensi. Considerato una minaccia, dunque, è stato abbattuto da aerei F-16.

Questa mattina, i familiari di alcune delle vittime dell’attacco mortale si sono riuniti fuori da un ospedale militare nella città centrale di Homs per raccogliere i corpi dei loro cari, deceduti in uno degli attacchi più sanguinosi degli ultimi anni in Siria.

L’attacco, infatti, rischia di condurre il nord-ovest del Paese in un vortice di violenza, dove i fronti sono relativamente calmi da quando la Russia e la Turchia, che sostengono parti rivali nel conflitto, hanno raggiunto un cessate il fuoco nel marzo 2020, ponendo fine a un’offensiva governativa sostenuta dalla Russia durata tre mesi contro gli insorti.

Dunque, oggi, a Homs, centinaia di persone, molte delle quali vestite di nero e in lacrime, si sono radunate davanti all’ospedale militare Abdul-Qader Shaqfa, dove i corpi delle vittime, in bare drappeggiate con bandiere siriane, sono stati messi nelle ambulanze così da essere trasportati nelle loro città di origine per la sepoltura.

Sembrerebbe che anche il Tenente dell’Esercito Ibrahim Shaaban sia andato a prendere il corpo della sua fidanzata 23enne, Raneem Quba, uccisa insieme al padre, Mohammed, e alla sorella minore, Rima, mentre assisteva alla laurea del fratello della ragazza.

In occasione di quanto accaduto, il legislatore Bassam Mohammed ha dichiarato: “Prendere di mira un luogo in cui sono presenti dei civili è un atto criminale terroristico. Gli attentatori intendevano causare un gran numero di vittime”.

Il ministro della Difesa siriano Abbas, si è presentato fuori dall’ospedale oggi per confortare le famiglie delle vittime.

Flavia De Michetti 

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

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