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Unione Europea e Globalizzazione

da | Dic 20, 2022 | Costume e società

Se ne è discusso a Unicollege di Mantova con il Professor Daniele Trabucco docente di diritto costituzionale, SSML, “San Domenico di Roma e Unidolomiti di Belluno. Dall’individuo all’Homo Economicus.

A fare gli onori di casa è stato l’avvocato Michele Borgato, titolare delle cattedre di Diritto Internazionale e Diritto dell’Unione Europea presso Unicollege e Coordinatore del Dipartimento Socio Politico, organizzatore dell’evento congressuale con i saluti del direttore didattico, professor Marco Federico Guarnieri.

La cultura, l’informazione, spiega il prof. Borgato, è materia interdisciplinare. Solo per comodità – rivolgendosi specificatamente agli studenti presenti – formuliamo i percorsi didattici in moduli chiusi, inscatolati.  Ma la lezione del professor Trabucco ha proprio lo scopo di dimostrare la interdisciplinarità delle materie, nella convinzione che possa esservi di aiuto nei vostri studi”.

Il testimone è quindi passato a Mario Vacca, esperto di economia e management, il quale sottolinea di intervenire in qualità di giornalista pubblicista della Gazzetta dell’Emilia e prosegue introducendo gli argomenti alla base del ragionamento oggetto della trattazione del professor Trabucco. 

Ormai siamo bombardati quotidianamente – sostiene il moderatore – da informazioni sui temi internazionali più disparati tali da mettere in discussione sistemi e rapporti costruiti negli ultimi decenni, epicentro del tutto la tanto agognata globalizzazione. Cerchiamo oggi di fare un punto sulla situazione attuale e delineare una traccia del futuro” ringraziando infine per l’organizzazione e l’ospitalità.  Ringrazio Marco Federico Guarnieri per l’organizzazione e l’ospitalità qui nella sede di Mantova dell’Unicollege.”

“Nel corso della storia, le aggregazioni umane hanno sempre portato ad un continuo ingrandimento delle società, con lotte e sacrifici che hanno generato una maggior stabilità e una maggior facilità di amministrare un territorio sempre più vasto”. 

“A partire dal XIX secolo la società umana si è vista più legata in un unico insieme, in particolare dopo la Seconda guerra mondiale: questo è stato dovuto alla nascita di organizzazioni internazionali con sempre maggiori competenze, ma anche dall’emergere di preoccupazioni comuni che hanno creato delle responsabilità condivise, ad esempio come nella questione ambientale”. 

“Questo fenomeno è stato indicato col termine di globalizzazione che potremmo definirlo come una diffusione interplanetaria dei rapporti interpersonali”. 

“La globalizzazione si è sviluppata in diverse forme, ad esempio sotto l’aspetto legale, politico o commerciale. Per quanto riguarda l’ultimo aspetto, probabilmente l’apice di questo sviluppo si è avuto con la nascita del WTO, l’organizzazione internazionale che oggi è maggiormente messa in discussione dalla Comunità internazionale stessa”. 

“L’aspetto più importante di questo fenomeno globale è il libero commercio, che stando alle interpretazioni di alcuni economisti dovrebbe portare pace e ricchezza nel Mondo”

“Probabilmente sarebbe così se vi fossero regole internazionali condivise e vincolanti ma, a quanto pare, così non è. Questo porta alla creazione di un sistema globale asimmetrico dove ognuno può decidere quali regole rispettare e quali no, e quindi diritti sociali e ambientalismo diventano solo una opzione di scelta, dove chi adotta regole sociali e ambientali, che vanno a favore dell’intero sistema globale, avrà maggiori svantaggi, perché è inevitabile che all’aumento di regole crescono anche costi per le imprese”

Di tutto questo complesso di interrelazioni ne parliamo  col professor Trabucco al quale poniamo la domanda: lei è uno degli ideatori del manifesto del movimento giusnaturalista italiano, che tende a riportare la persona al centro dell’attenzione. Questo significa anche ripensare ai diritti costituzionali che sicuramente non hanno tenuto il passo del sistema finanziario. Che ruolo possono ancora avere le Costituzioni in questo contesto di spaesamento giuridico?” 

Un sentito ringraziamento all’Università dove anch’io, alcuni anni fa, ho insegnato ed oggi torno per analizzare il rapporto tra Globalizzazione e Unione Europea. La Globalizzazione – introduce Trabucco, è il frutto della intensificazione sempre più massiccia degli scambi economici e commerciali. Un processo che poi si estende a livello sociale e politico, sino a giungere ai giorni nostri in cui le economie hanno necessità di una continua interrelazione.”

La Globalizzazione prosegue il cattedratico bellunese, di per sé non è negativa, ma ha senz’altro necessità di correttivi anche a livello costituzionale.

Per poter meglio far comprendere il suo pensiero conclusivo, il professore fa un rapido excursus dalla fondazione delle Comunità Economiche Europee sino a giungere al trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009, per mezzo del quale vengono aumentati i poteri del Parlamento europeo prevedendo inoltre diverse novità per adeguare le Istituzioni europee all’allargamento dell’UE.

Dagli anni ’70 del secolo scorso entrano in campo le multinazionali – continua Trabucco – le quali, per poter progredire, hanno la necessità di superare certe ideologie, sintetizzabile nel termine di “liberismo”. Quel processo economico che vede la liberalizzazione dell’incontro tra domanda e offerta dove lo Stato opera come controllore e amministratore della giustizia, verificando quindi la regolarità dei mercati.”

Un controllo che, evidentemente, osta al progredire delle multinazionali che hanno bisogno di abbattere le barriere dei confini configurando quindi la nascita del “Neo liberismo”, che il percorso di integrazione della UE ha notevolmente favorito.

L’89 ha segnato la caduta del muro di Berlino, il ’91 ha invece visto lo sgretolamento dell’URSS sino a arrivare al Trattato di Maastricht del 1992 entrato in vigore nel ’93 con il quale l’espressione CEE è stata sostituita dall’espressione Comunità europea (CE). 

È questo di fatto una data di margine, di confine di chiusura di un’epoca e di apertura di una completamente nuova. “Una stagione tutta nuova. Prosegue il professor Trabucco, dove i confini si sciolgono e lo Stato non riesce più a controllare i mercati. Anzi saranno i mercati a dettare le regole agli Stati stessi. Inizia una pesante fase di cambiamento ideologico e, come vedremo, anche antropologico. Lo Stato non è più il “guardiano notturno del mercato” ma è da questo che viene governato, anzi sarà lo Stato che dovrà dare garanzie di solidità ai mercati stessi”.

Ecco, quindi, che in forza di questo sfondamento dei confini, da parte delle multinazionali prima e poi delle strutture sovranazionali, vedi UE, le Costituzioni sono state sopraffatte, quella italiana, ma anche quella tedesca, francese e del Regno Unito, solo per citare le nazioni più rilevanti dell’UE. 

Ecco, quindi, il sorgere della necessità di cambiamento delle Costituzioni.

Ma prima del cambiamento delle Costituzioni, avverte Trabucco, è necessario cambiare il pensiero filosofico. Le Costituzioni oggi si trovano di fronte a un cambiamento antropologico, una situazione completamente diversa dalle loro entrate in vigore, con i mercati che ora hanno preso il sopravvento e lo Stato deve essere solido per garantirsi ai mercati. Uno Stato non può andare in default e non potendo produrre moneta deve obbligatoriamente restare entro specifici parametri imposti dalla UE introdotti a partire dai trattati di Maastrict del 1992.  Oggi gli Stati devono dare copertura alle imprese e da qui ne consegue che si riducono i diritti sociali che potranno essere soddisfatti solo se qualcosa resterà. Oggi ci troviamo di fronte a uno spaesamento delle Costituzioni. Le costituzioni oggi sono divenute ostacoli, sovrastrutture che impediscono il mercato libero (Von Hayek)”.

Dove possiamo accertare questo cambiamento con la progressiva riduzione dei diritti sociali, si domanda il professore?

“Lo vediamo nelle leggi di bilancio dello Stato, continua Trabucco, prendiamo a esempio la spesa sanitaria, la quale continua, da decenni, a subire tagli con conseguente allungamento delle attese per le visite ed esami specialistiche che obbligano, nei casi più gravi, i cittadini a rivolgersi alle strutture private.”

HOMO ECONOMICUS. L’uomo ha quindi perso identità mentre ha moltiplicato le sue necessità. E la globalizzazione, nonostante la pandemia e la guerra “non si è fermata” anzi si è ancor più espansa.

L’uomo da persona è diventato individuo, consumatore”.  Il mercato esiste per soddisfare il consumatore e “l’uomo è rimasto solo di fronte al mercato e allo Stato che a sua volta è divenuto un operatore di mercato perdendo la qualifica di “guardiano notturno”. L’uomo giuridico viene sostituito dall’uomo economico, da solo nel deserto dei Tartari”, un uomo svaporato, liquido. La domanda che dobbiamo porci è: come tornare all’Arte della Regalità di Omero?”

Come fermare quindi gli effetti negativi della globalizzazione salvaguardando gli scambi commerciali?

La ricetta del Professor Daniele Trabucco è costituita da due componenti indispensabili:

  • Che la politica si riprenda i giusti spazi;
  • E che l’uomo torni a “meravigliarsi”.

Con quest’ultimo forte invito a meravigliarsi il professore si congeda dagli allievi di Unicollege lasciando spazio a Lamberto Colla, direttore di Gazzettadellemilia.it per alcune considerazioni finali.

Convegno Unicollege Mantova

Questo accorato appello a meravigliarsi mi auguro venga da tutti voi preso in parola per aprire la mente al dubbio e alla conoscenza attraverso la verifica continua e incrociata delle fonti. Ne va del vostro futuro e della vostra autonomia, che si traduce in libertà. L’evoluzione dell’Unione Europea, se per voi è oggetto di studio per me è stato anche momento di vita vissuta i cui effetti negativi ancora ci troviamo a gestire. Vi faccio solo due esempi. Agli anni ’70, come citato da Trabucco, va assegnato il confine del primo grande cambiamento. Sono infatti del 1972 le direttive socio-strutturali 159, 160 e 161/72 che nel complesso vengono identificate come Piano Mansholt. In quegli anni l’Italia soffriva di un elevato tasso inflattivo e perciò, sulla base della PAC (Politica Agricola Comune,) il nostro Paese venne condannato a importare il latte tedesco sino al punto da perdere la auto sufficienza riducendo la capacità produttiva al 60% delle necessità interne. Da lì si innescarono, verso la fine degli anni ’80, le Quote Latte e il regime rigoroso imposto con i regolamenti comunitari di cui ancora portiamo in eredità le multe e ricorsi al TAR. E che dire delle speculazioni connesse all’energia e al petrolio? Nel 2013 il petrolio era arrivato a 140$/barile (WTI) e i carburanti alla pompa costavano intorno a 1,2€. Oggi il WTI vale 76$/barile e la scorsa settimana era ancora più inferiore a 68$ e i carburanti, calmierati con circa 30 centesimi dal Governo, superano 1,7$ alla pompa, diversamente supererebbe i 2€. C’è qualcosa che non torna”.

Nelle ultime batture il direttore della Gazzettadellemilia.it ha illustrato il volume realizzato con Daniele Trabucco dal titolo “60 riflessioni sulla Costituzione”, la raccolta cronologica dei primi 60 articoli tratti dalla rubrica “Dentro la Costituzione”.  “E’ uno spaccato, conclude il dottor Colla, della storia del nostro Paese nel periodo pandemico raccontato dalla cronaca politica settimanale commentata sotto la lente del diritto costituzionale. Un volume che, anche grazie all’editore, F. Picchi, le copie si sono esaurite in breve tempo e ora è in stampa una seconda riedizione”.

“Dopo questa esperienza, commentano gli ospiti di Unicollege, visto che l’appetito vien mangiando, è in progetto una nuova produzione editoriale, questa volta non strettamente connessa al diritto, ma più al pensiero”.

Redazione

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

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