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Aumenti Costo Energia: La balla del Gas non reggerà a lungo

da | Ago 1, 2022 | Economia

Aumentano le temperature, aumentano le “sparate” sotto l’ombrellone ed è caccia a chi incolpare.

Il terreno però sul quale si può muoversi non è così vasto perché, è talmente chiaro di chi è la colpa che è impossibile non vederla e capirla.

Se leggiamo Paolo Becchi e Giovanni Zibordi su “Libero”, la colpa è della “crisi” e infatti dichiarano: “Siamo nel mezzo di una crisi senza precedenti – osservano – interi settori industriali stanno soffrendo perché il prezzo da 50 euro per megawatt è esploso a 300 euro di media. È colpa di Putin? Non proprio, il prezzo è esploso nell’estate del 2021, pochi mesi dopo che Draghi è andato al governo”.

È indiscutibile che il costo dell’energia è aumentato proprio sotto il governo dei migliori e, se facciamo un raffronto con il passato avevamo che, il costo della materia prima in media, nel 2019 era di 9,40 euro per kilowattora, scendendo poi ai 7,36 euro l’anno successivo 2020, risalendo a 13,73 euro nel 2021, per arrivare ai 34,40 in questi primi mesi dell’anno, più del 100%, un suicidio economico.

Continuare a dire che Putin è il cattivo e quindi è colpa di Putin, davvero ormai ha notoriamente stufato perché non è La Russia che ha messo le sanzioni, ma bensì i governi europeisti filo-atlantisti per conto di una guerra che non ci appartiene, anche per costituzione.

Ma allora quale tipo di materia prima è davvero aumentata?

Quello che veramente è aumentato, è quel gas che arriva in Olanda, come gas liquefatto e, questo si che ha cresciuto straordinariamente il suo valore; ops è quello che arriva dagli Usa, quello di Biden.

A noi consumatori c’è una domanda che vorremo fare al “saggio messia tecnico”: come è possibile che la piccola quantità di GNL USA ha fatto aumentare dell’80-90% il costo dell’energia elettrica al pensionato, al professionista, alle aziende, a tutti quanti noi cittadini se abbiamo ancora, allo stesso prezzo il gas che importiamo dalla Russia, visto che è la maggioranza ancora di quello che usiamo per produrre energia attualmente?

Non bisogna essere stato capo della BCE per capire chi e come si vuole fare speculazione e questa volta sulla pelle degli italiani, manipolando l’informazione perché a fine aprile il GNL americano è stato di 415,3 dollari per mille metri cubi di gas immesso nella rete mentre, nello stesso mese, quello di Gazprom era di 273 dollari che convertito in euro per megawattora, il GNL americano è costato 34,5 €/MWh, mentre il gas russo 22,6 €/MWh.

In percentuale quindi i nostri bravi governati hanno fatto balzare le bollette degli italiani appunto dell’80% in più ed acquistato Gas americano al 52% in più del costo rispetto alla fornitura russa.

Ma chi ha provocato tutto questo rialzo?

Se parliamo del gas ci sono delle figure chiamate intermediari come ha spiegato bene al Sole 24 Ore Massimo Nicolazzi, professore di Economia delle risorse energetiche all’Università di Torino dicendo: “L’attuale meccanismo di formazione dei prezzi risente del costo crescente delle coperture dei trader, che alimenta la spirale rialzista”.

Ma è possibile che noi in Italia abbiamo bisogno di intermediari per avere la materia prima per produrre energia?

Perché, proponendo un ricordo, uno degli aumenti del debito pubblico durante la pandemia, è bene ricordarlo, fu l’acquisto di commesse di mascherine con gli accordi degli intermediari, pardon, “gli amici del quartieretto” per i quali sono partite indagini della magistratura ed attenderemo gli sviluppi giudiziari.

E intanto? I soldi pubblici per pagare queste forniture qualcuno li ha usati e ha ricevuto le proprie commissioni d’intermediazione, stando agli atti pubblicati.

Poi se vogliamo essere completi ed onesti intellettualmente, non possiamo non ricordare gli enormi danni ambientali che si realizzando con la tecnica del fracking, che prevede la fratturazione idraulica di particolari rocce, chiamate shale, usata dagli americani per estrarre il gas che arriva in Europa.

La vulnerabilità energetica dell’Europa e la svalutazione dell’euro che ha raggiunto la parità con il dollaro, disegnano un recinto dentro il quale si esprime tutta la non fiducia economica nella moneta unica europea con il conto salato della Ostpolitik dell’ex cancelliera Angela Merkel e di chi ci ha portato dentro.

Forse in molti non sanno che la maggior parte del gas russo, corre nei gasdotti sotterranei dell’Ucraina e finora mentre sopra si combatte e si muore, sotto non si è mai interrotto, ma rimane un segnale evidente di un paradosso geopolitico.

Anche il mainstream non vomita più la notizia della guerra nei suoi notiziari d’apertura o nei titoloni da prima pagina dei giornali, sembra quasi che la guerra sia “congelata”, ma se non si fa in fretta a cercare una pace vera, l’ibernamento invernale è già pronto alle porte di tutti noi che non abbiamo fatto nulla per fermare le scellerate sanzioni di una guerra per interposta persona.

Andrea Caldart

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