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“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: motocicletta difettosa, inutilità degli interventi e risoluzione del contratto

da | Set 7, 2022 | Economia

Il “caso” della settimana: che strumenti giuridici ha a disposizione un consumatore che acquista un veicolo nuovo il quale, immediatamente, presenta dei difetti?

Il Codice del consumo prevede una gerarchizzazione dei rimedi ai quali il consumatore si deve attenere.

Più in particolare, il legislatore, nel caso di non conformità del bene acquistato, prevede:

1) in prima battuta: la sostituzione e/o riparazione del bene;

2) in un secondo momento, la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto, qualora ricorra una delle seguenti circostanze:

a) la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; b) il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo; c) la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore.

Il consumatore, quindi, non può chiedere, quindi, immediatamente la risoluzione del contratto, la restituzione di quanto pagato ed il risarcimento del danno se prima non abbia richiesto la sostituzione e/o la riparazione del bene.

Di recente, con ordinanza del 26 agosto 2022, la Corte di Cassazione si è occupata della questione.

Era accaduto che un consumatore aveva acquista una moto sportiva al costo di € 17.000,00.

Il veicolo, però, da subito aveva presentato delle problematiche tecniche di vario tipo, trascorrendo, quindi, più tempo nelle officine autorizzate che su strada.

Nonostante ciò, però, non solo i difetti originari non venivano eliminati ma continuavano a manifestarsi di nuovi.

Il motociclista decide, quindi, di citare in giudizio la concessionaria venditrice, dopo aver subito un incidente a causa dell’improvvisa rottura del cambio.

Il Tribunale, quindi, dichiara la risoluzione del contratto ed il diritto del consumatore alla restituzione delle somme corrisposte al momento dell’acquisto, con conseguente, restituzione del veicolo.

L’esultanza del consumatore, però, dura poco, in quanto la concessionaria promuove appello avverso la sentenza che viene accolto dalla Corte d’Appello.

Il motociclista, però, non si arrende e promuove ricorso in Cassazione che viene accolto dalla Suprema Corte sulla base delle seguenti considerazioni:

1) la motocicletta non era conforme al contratto;

2) il consumatore ha rispettato la gerarchia dei rimedi prevista dal codice del consumo, sottoponendo, quindi, la motocicletta a numerosi interventi riparatori;

3) solo a seguito degli interventi, rivelatisi inutili rendere il bene conforme, l’acquirente ha esperito azioni di risoluzione del contratto chiedendo la restituzione di quanto corrisposto.

Avv. Emilio Graziuso   Avvocato Cassazionista e Dottore di Ricerca

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

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