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L’impatto economico dell’inflazione sulle rate dei mutui di cittadini ed imprese

da | Set 18, 2022 | Economia

La Nave Italia si appresta ad entrare in un porto dalle temperature scottanti, non solo per i gradi centigradi ma per l’andamento macroeconomico che si delinea per i mesi a venire. 

E’ cosi che ho iniziato il precedente articolo, individuando alcune cause delle problematiche si troveranno ad affrontare aziende e cittadini a partire dal rientro dalle ferie. 

Il caro-energia mette a rischio 881.264 micro e piccole imprese con 3.529.000 addetti, pari al 20,6% dell’occupazione del sistema imprenditoriale italiano, i prezzi di luce e gas (per non parlare del carburante), sono schizzati alle stelle e sono già troppi gli imprenditori in ginocchio per questa situazione.

La situazione è davvero critica, il nuovo decreto proverà ad alleggerire le bollette di luce e gas anche per le imprese; infatti, nel provvedimento sono stati predisposti 6,2 miliardi di euro, che saranno utilizzati per definire ulteriori misure di sostegno nel corso dei prossimi mesi.

L’altro aspetto da considerare attentante è il balzo dell’inflazione spinta dalle quotazioni record del gas.  

In questo scenario, si inizia nuovamente a considerare  l’autosufficienza produttiva: nel 2022, le importazioni di prodotti agroalimentari dell’estero, dal grano per il pane al mais per l’alimentazione degli animali, sono cresciute in valore di quasi un terzo (+29%) mentre l’Italia produce il 36% del grano tenero che serve, il 53% del mais, il 51% della carne bovina, il 56% del grano duro per la pasta, il 73% dell’orzo, il 63% della carne di maiale e i salumi, il 49% della carne di capra e pecora mentre per latte e formaggi si arriva all’84% di autoapprovvigionamento.

Ma i beni alimentari sono solo una voce del bilancio familiare destinato a salire, oltre ai carburanti, alle bollette, ai corredi scolastici, ciliegina sulla torta sono le rate dei mutui contratti a tassi variabili.

La conseguenza più immediata dell‘aumento dei tassi di interessa da parte della Banca Centrale Europea è che sale il costo del denaro; quindi, diventano più cari mutui e prestiti per famiglie e imprese.

Il rialzo dei tassi ha l’obiettivo di tenere sotto controllo l’inflazione ma, ovviamente hanno riflessioni, seppur lentamente, anche sui prodotti finanziari; si stima che, nel corso del 2022, le rate di un mutuo a tasso variabile da poco più di 100 mila euro a 25 anni, potrebbero aumentare di oltre 100 euro a mese. 

Quindi guerra Russo-Ucraina, inflazione e caro energia impatteranno su famiglie ed imprese in maniera significativa.

La battuta più eloquente se non addirittura feroce, l’ha fatta Stephanie Kelton, una delle massime autorità della Modern Monetary Theory, evidenziando che la Fed continuerà ad alzare i tassi finché il morale non migliorerà e sostenendo che l’inflazione è già finita e che la banca centrale, alzando i tassi, riuscirà solo a uccidere l’economia.

È probabile che dopo le elezioni dell’8 novembre negli USA cesseranno le vendite di scorte strategiche di petrolio americano che hanno dato un grosso contributo a farne scendere il prezzo. 

Le scorte che alla data saranno quasi esaurite dovranno essere ricostituite, tra l’altro in un contesto geopolitico globale non proprio tranquillo e pertanto non sarà da escludere un ulteriore aumento del greggio.

Che sia il momento di considerare un diverso esito della globalizzazione tanto decantata negli anni 90?

Mario Vacca in collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

LINK Utili

(https://www.gazzettadellemilia.it/economia/item/38152-prepariamoci-a-scongiurare-una-nuova-pearl-harbor)

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