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Quello straordinario potere creativo

da | Nov 19, 2021 | Italians

La storia del disagio quando si prende la decisione di abbandonare l’Italia per cercare in altre nazioni un modo dignitoso di vivere è contenuto nel libro Le sei corde dell’anima di Alessandra Tucci, edito da CTL editore Livorno il 20 aprile 2021. Tutto comincia da un incontro che potremmo definire casuale. La scrittrice conosce Mario Monterosso nei primi anni del 2000 in una cancelleria giudiziaria dove lui, all’epoca, lavorava. Alessandra Tucci rimane subito colpita da un’energia inquieta e insofferente che percepiva da quell’uomo estremamente gentile, maniacalmente elegante. Mario Monterosso viveva bene nel suo ruolo ingessato anche se è proprio in questo momento che la scrittrice, grazie alla sua sensibilità, comincia a percepire un certo malessere di sottofondo, come se non fosse quello il suo posto. 

Il valore delle amicizie  

A piccoli passi nasce una bella amicizia tra i due, quasi intuitiva. Mario fondava e scioglieva complessi musicali come una donna si cambia d’abito, si esibiva ovunque con proprie melodie musicali oppure reinterpretando le opere dei suoi idoli. Da buon fanatico aveva stretto sincera amicizia e sodalizi musicali con Carmen Consoli, Claudio Gregori, Tav Falco, senza tralasciare innumerevoli altri personaggi. Con loro girava l’Italia, l’Europa, l’America senza mai fermarsi, di donne ne aveva sempre avute quante ne voleva e non sembrava affatto sentisse la mancanza di un legame amoroso stabile, si svincolava da qualsiasi rapporto che rischiasse di incastrarlo dentro un ennesimo impostato. Mario decide di trasferirsi a Roma, su consiglio di Carmen Consoli per suonare di più e a livelli più vari. Che cosa cercava ancora che aveva anche la sicurezza di un posto di lavoro statale che gli consentiva di gingillarsi nel tempo libero con il suo gioiellino senza doversi preoccupare di come pagare le bollette? La sua vita era la musica e in Italia di musica non si poteva vivere, lui così stava lentamente morendo. 

La decisione di Mario

La decisione arriva nel 2016 quando Mario sceglie con determinazione una nuova vita. Rassegnate le dimissioni, venduto l’appartamento, recisi i vincoli che necessitavano della presenza quotidiana per poter esistere, comunicato alla madre, a Catania, che non aveva più alternative, ora o mai più, Mario è volato via. A Memphis per l’esattezza, la città che ha dato i natali al rock’roll, la terra dove la musica è nutrimento essenziale, non certamente uno snack da sgranocchiare nelle ore di ozio. È volato incontro ad una certa disoccupazione con quel coraggio che è agire col cuore, ascoltando la propria anima e seguendo le proprie stelle. Qui il miracolo: nel momento esatto in cui Mario Monterosso ha liberato completamente la voce che gli suonava dentro, il destino si è accordato ad essa e si è praticamente messo ai lavori forzati per allineargli quelle stelle che l’uomo si era finalmente deciso a seguire. 

Il potere creativo

La narrazione è basata sulla storia del potere creativo del nostro essere divini ed umani e della forza della sinergia e dell’amicizia, perché nella propria solitudine nessuna persona riesce a superare gli ostacoli della vita. Resta un mistero per la scrittrice come sia riuscita nell’impresa letteraria e come sia possibile che l’anima di Mario Monterosso, oggi racchiusa nel romanzo, riesca a calzare a pennello su chiunque apra il libro e, leggendola, la liberi, riconoscendosi in essa. Di recente, Mario le ha scritto: «Sto bene, Ale, faccio tante cose ma nelle ultime settimane ho una nostalgia dell’Italia che mi ha lasciato un attimo smarrito!». Ed è giusto che sia così la reazione di Mario. Puoi abbandonare l’Italia per fuggire da questa nazione dove tutto è drammaticamente difficile da conquistare ma lei, la nostra Italia, scorre nelle nostre vene e la nostra anima la vede, vede la sua terra e il suo mare aperti e pronti ad accoglierci ogni volta che vogliamo tornare. 

Francesco Fravolini 

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