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Economia, burocrazia e pandemia fanno rima

da | Apr 23, 2022 | Economia

Il prolungarsi delle restrizioni dovute alla pandemia, lo stato d’emergenza per una guerra che non abbiamo in casa, la mancanza di reperimento delle materie prime, l’aumento sproporzionato di luce e gas, stanno causando in Italia quello che si definisce disastro economico.

Mentre il Governo spende i nostri soldi per inviare armamenti all’Ucraina, entro pochi mesi è previsto il collasso di molte aziende. Il 16% delle imprese ha sospeso la produzione da tempo. Si prevede la chiusura di un ulteriore 30% con 80 mila lavoratori coinvolti.

Come se tutto ciò non bastasse, l’oppressione burocratica sottrae agli imprenditori italiani 57 miliardi l’anno, secondo i dati della CGIA di Mestre.

“I tempi, i costi e la farraginosità della cattiva burocrazia italiana costituiscono un problema che caratterizza negativamente il nostro Paese, all’interno del quale sono presenti forti differenziazioni tra Nord e Sud, nonché tra regioni a statuto ordinario e regioni a statuto speciale. Nel Mezzogiorno, dove la nostra Pubblica Amministrazione è meno efficiente, la situazione è maggiormente critica. Infatti molti investitori stranieri rifiutano a trasferirsi in Italia proprio per la difficoltà di approcciarsi con il nostro sistema burocratico che non ha eguali tra i nostri principali partner europei”.

Siamo 136° al mondo per complessità amministrativa

A lamentarsi della scarsa qualità dei servizi resi dalla nostra PA non sono solo le imprese, ma anche i cittadini. Tra i 27 paesi UE, l’Italia si colloca al 24° posto.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione

Come da tradizione bisogna condire la minestra in abbondanza e si aggiunge il “braccio armato” dello Stato: l’Agenzia delle Entrate. Migliaia di contribuenti, più di 500 mila imprese, che non sono state in grado di pagare le rate delle imposte sospese a seguito della normativa emergenziale Covid, stanno ricevendo notifiche con le intimazioni di pagamento del residuo dovuto, comprensivo di sanzioni e interessi, per essere venuta meno la rottamazione. Senza ulteriore possibilità di dilazione.

Totò direbbe: “ma fatemi il piacere…”

Antonella Di Luzio

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