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“L’Usura contrattuale delle banche è un crimine impunito”, intervista all’imprenditore Belluco

da | Gen 5, 2023 | Economia

Alfredo Belluco è un ex imprenditore, dal 2006 pensionato, 38 anni di lavoro alle spalle.

Ci siamo fatti raccontare le sue innumerevoli lotte contro l’usura bancaria.

Signor Belluco, presidente di Sacra casa sacra famiglia, di cosa si occupa la vostra associazione?

Sacra casa sacra famiglia si occupa prevalentemente di contrastare il fenomeno delle vendite all’asta a prezzo vile, ossia con un prezzo nettamente al di sotto del valore di mercato. 

Noi ci battiamo affinché innanzitutto venga mantenuta la proprietà dell’abitazione e inoltre per trovare un alloggio a chi subisce questa espropriazione criminale. 

Personalmente sono sedici anni che mi occupo di questo malaffare, anche nella più ampia difesa di imprenditori e cittadini dai soprusi delle banche. 

Le persone devono sapere che non devono accettare tutto passivamente per paura, ci sono modi per difendersi e per prima cosa occorre conoscerli. 

I rapporti bancari (fideiussioni, mutui, leasing, finanziamenti ecc) si possono esaminare – ed è quello che Sacra casa sacra famiglia fa- e contestare il creditore nelle sue pretese quando le richieste sono illecite. 

Spesso la banca non figura come creditore ma lo cede a società di recupero crediti, società satellite che alla banca fanno capo. 

Tuttavia, molte volte il debito non è né certo, né liquido, né esigibile, nel senso che è contestabile per una serie di illeciti. 

Molto spesso per via del superamento del tasso soglia di usura sia in sede contrattuale che in sede di applicazione.

Esiste alla luce del sole un sistema criminoso, malavitoso di stampo bancario.

Come valuta il fatto che abbiamo avuto al Governo Mario Draghi, direttore esecutivo per l’Italia della Banca Mondiale e nella Banca Asiatica di Sviluppo.

Ezra Pound diceva che i politici sono i camerieri dei banchieri. 

La politica oggi conta ben poco, sono gli organismi finanziari a influire e orientare le grandi decisioni politiche e geopolitiche. 

Mario Draghi è l’esecutore materiale degli obiettivi della Troika. 

Il premio non gli è stato certo conferito dagli italiani ma dagli Usa. 

Perché gli Usa dovrebbero premiare un capo di stato europeo? 

Nessuno sembra rendersi conto cosa stia succedendo. Io come cittadino italiano non premierei Draghi e chiunque capisca qualcosa di economia nel nostro paese certo non lo premierebbe. 

Detto ciò, non premierei neppure l’attuale premier Meloni.

La Meloni pare eseguire il programma di quella che è stata definita l’agenda Draghi, sia in politica interna sia in politica estera con la scelta di continuare a sostenere gli interessi Nato nella guerra tra Russia e Ucraina. 

Il presidente Meloni, nonostante abbia detto di essere per la non pignorabilità della prima abitazione, non ha fatto nulla di concreto per questa causa. 

Per rendere questa affermazione una realtà, occorre infatti una legge. Meloni ha affermato che la prima casa non può essere pignorata eccetto a coloro che sono inadempienti nel pagamento delle rate stabilite dal contratto di mutuo. 

La nostra associazione sa che ci sono possibilità di mettere al riparo anche coloro che sono inadempienti. Naturalmente soggetti incolpevoli, sempre all’interno della sfera della legalità. 

Soggetti con invalidità permanente, o perfino deceduti vengono colpiti da questi crimini legalizzati: a volte le rate ricadono sulla famiglia. 

Ci sono assicurazioni che coprirebbero in caso di inadempienza incolpevole, che si potrebbero imporre con l’obbligo per evitare poi questi drammi economici che portano sul lastrico le famiglie. Questa la prevenzione che suggeriamo noi.

Ma non c’è la volontà di farlo perché c’è un mercato di immobili sottratti così, che personaggi o gruppi con grandissime disponibilità finanziarie rimettono poi sul mercato a prezzo maggiorato.

Chi sono questi personaggi o gruppi?

La Camorra, la Mafia, l’Ndrangheta, la Sacra Corona Unita. Non certo soggetti ragionevoli con cui si può intavolare una mediazione. 

È il sistema delle aste che deve saltare, dobbiamo impedire le aste giudiziarie nei confronti degli inadempienti. 

Ci si deve difendere appena si intuisce di trovarsi in questa situazione. 

Ma sono anche centinaia di migliaia di soggetti che praticano l’usura sapendo di non rischiare nulla; perciò, con l’associazione proponiamo 10 anni di pena di reclusione. 

Il premier Meloni il 21 settembre dichiarò che c’è un’emergenza usura. Ma cosa sta facendo concretamente per questo?

C’è un dato che occorre assolutamente conoscere per capire questo tema ed è l’articolo 40 comma 2 del Codice Penale, il quale recita che “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo”. 

E oggi, a 27 anni dall’entrata in vigore di questa legge, nessun banchiere o bancario ha fatto nemmeno un minuto di prigione nonostante 26 sentenze per usura bancaria nel paese. 

A differenza di tutti i reati solo nell’usura l’articolo 40 comma 2 non viene applicato; evidentemente c’è un occhio benevolo nei confronti dei banchieri.

Eccetto il caso di Davide Croff, che è a processo a Roma perché secondo le parole del Pm “consentiva e non impediva il reato di usura alla prima casa”.

Il suo libro libro-intervista, scritto con Gloria Callarelli e Giulio Saraceni, “Come non farsi inchiappettare dalle banche e vivere felici” spiega con numerosi esempi vissuti, come si esce dal vortice dei (presunti) debiti bancari. Ci racconta qualcosa di questo testo?

Nel testo affrontiamo principalmente il tema NPL, crediti deteriorati delle banche, ovvero quelli che le banche, dai 400 ai 600 miliardi di euro ogni anno, cedono ogni anno alle società di recupero crediti e che, come detto sopra la maggior parte, sono contestabili. 

C’è un disegno di legge presentato nella scorsa legislatura che però non ha avuto seguito perché rema contro gli interessi delle banche e anche della Banca d’Italia che non vuole perdere questi beni. 

Lei personalmente è imputato in un processo per diffamazione e violenza privata contro una banca e due bancari. Può parlarcene?

Voglio dire innanzitutto che il nostro codice penale dice che per commettere il reato di usura (reato a schema doppio, “chiunque si fa dare o promettere denaro”) è sufficiente il solo contratto. 

La legge dice anche che al momento in cui viene superato il tasso soglia stabilito dal Ministero dell’economia per quel tipo di finanziamento, quindi in sede contrattuale, tale contratto è istantaneamente invalido e non sono dovuti interessi. Questo dal punto di vista del diritto civile. 

In ambito penale invece sono previsti dai due a 10 anni di reclusione, così recita la legge 644. La legge 644 afferma che superati i limiti stabiliti dalla legge, gli interessi sono sempre usurari, non c’è un reato di usura lieve di moderata entità: o si verifica usura oppure no. 

È come quando un conducente alla guida viene sorpreso con un tasso alcolemico sopra la soglia. 

Io personalmente ho accusato di usura la Banca Popolare di Verona Banco BPM ma sulla scorta di ben tre perizie che attestano in loro illeciti e nel 2018 abbiamo fermato due bancari che stavano uscendo da un’azienda per modificare quel contratto usurario. 

Il Pm ha archiviato il processo penale e lo ha rimpallato in sede civile contro ciò che dice la legge. 

L’accusa penale, come detto sopra, scatta già al momento della firma; l’usura è un reato istantaneo. 

Io sono attualmente accusato di diffamazione e violenza privata, perché abbiamo fermato l’auto su cui viaggiavano queste due persone. Noi chiediamo la perizia tecnica su questo contratto. 

Né il Pm che ha ricevuto la denuncia, né il giudice che mi sta giudicando vuole disporla e mi vogliono condannare senza questa fondamentale prova. 

La giustizia val bene una perizia, è stato lo slogan di una manifestazione che si è svolta a Padova per questa vicenda giudiziaria. 

Io confermo tutte le accuse perché ho tre perizie da altrettanti stimati periti ed essi convalidano sia l’usura contrattuale sia l’usura applicata. 

Aggiungo che la Banca Popolare di Verona, sempre secondo le perizie, ha un sistema informatico che fa acqua da tutte le parti e noi andremo fino in fondo. 

La direzione sembra essere quella di eliminare il contante, in tal modo gli istituti bancari potranno spegnere il nostro conto in banca con un click, o decidere che un cittadino sedicente insolvente o le cui posizioni politiche sono considerate scomode non può più partecipare alla vita economica. È così?

Sono anni che combatto l’uso della moneta elettronica per i motivi che lei ha indicato, in Cina sta già accadendo con la cosiddetta patente a punti, che crea una gerarchia tra cittadini obbedienti e ribelli. 

Inoltre, l’articolo 693 del Codice Penale anche se depenalizzato prevede che l’unica moneta sia quella avente corso legale e quindi la moneta fisica. 

La moneta elettronica è una moneta privata che a tutti i costi le banche intendono farci utilizzare perché quotidianamente permette loro di intascare circa 140 milioni di euro di commissioni. Ogni giorno. 

Tutti i nostri politici lo sanno e tutti sono al soldo dei banchieri e delle banche. Solo noi cittadini possiamo rovesciare tutto questo. 

Giulia Bertotto

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