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Guerra in Ucraina e l’industria bellica gode!

da | Lug 8, 2022 | Inchieste

Russia e America non si scontrano direttamente, si provocano, ma non si attaccano perché sanno bene che, non ci sarebbe una vittoria per nessuno; riesumano una nuova “guerra fredda” che di fatto, a quel tempo, fu quel deterrente che impedì lo scoppio di una guerra nucleare totale.

Anche Herny Kissinger il principale elemento della politica diplomatica statunitense del XX secolo, ha recentemente sostenuto la tesi del senile Joe Biden che il 13 giugno dichiarava: “l’Ucraina come l’abbiamo conosciuta, ormai non esiste più”, perché è sul campo che, chi sta avendo il maggior successo, è proprio Putin.

Il suo è uno dei due eserciti più potenti del mondo e, giorno dopo giorno, conquista nuovi spazi avanzando su tutti i fronti del Dombass accaparrandosi tutte le principali aree industriali e agricole del paese ed anche una striscia di terra fondamentale lungo il Mar Nero.

I media internazionali continuano a sostenere la “propaganda Zelensky”, mentre invece i suoi sostenitori, Europa e Stati Uniti, continuano il loro supporto “a distanza”.

Un continuo sostegno, ma che sa solo di “pressione del terrore”, con lanci compulsivi di notizie allarmistiche generando insicurezza che disturbando, tentano di tenere la massa impegnata e sotto controllo.

Forse l’Ucraina farebbe meglio ad iniziare a capire che stare tra questi due fuochi non c’è molto da fidarsi, perché pensare che l’Europa e gli Usa continuino all’infinto a mandare armi per sconfiggere Putin, equivale alla promessa di entrare in Europa.

L’attore Zelensky recitando la parte dell’indifeso da sostenere, sempre a distanza, non si rende minimante conto del vantaggio economico che concede alle industrie di armi Europee e Americane.

Dietro il conflitto ucraino con la “scusa” della difesa democratica della pace non pare ci sia il sostegno ad un paese in difficoltà, emerge invece il grande business di adeguare altri paesi, magari nuovi, agli standard Nato ed ecco che, la fetta minore di armi, arriva proprio al paese in guerra, mentre quest’alleanza distruttiva internazionale che fa la guerra a sostegno della pace, pressa affinché i vari paesi confinanti con la Russia, si dotino immediatamente di sistemi di difesa per attacchi che fortunatamente, non vedremo.

Una situazione perfetta per l’industria bellica, ad esempio, quella italiana di Leonado Spa che ha visto i suoi profitti “beneficiare di una decisa crescita del +8% dei ricavi, influenzata dalla vendita di elicotteri e dai maggiori volumi di produzione della divisione velivoli” così rivela l’AD Alessandro Profumo.

Forse sarebbe il caso che il “Messia tecnico” e il suo governo di zerbini supinanti guerrafondai, pensassero ai morti che hanno fatto le armi convenzionali inviate dall’Italia, in quanto responsabili moralmente di una quota di questi decessi.

Ma la nostra Leonardo Spa vive davvero un momento intenso di sviluppo; sta penetrando il mercato delle armi africane, si sta espandendo in Medio Oriente grazie ad accordi con l’azienda bellica israeliana RADA Electronic Industries Ltd. leader nella fornitura di radar tattici militari e software avanzati e tanto altro ancora.

Tutto questo non nasce casualmente, ha un suo disegno, una progettualità che vede nascere nel 2021, per opera di Leonardo Spa, la Fondazione Med-Or, chiamando a gestirla, l’ex ministro degli interni, Marco Minniti, manco a dirlo in quota PD.

Lo scopo di Med-Or, sembra una coincidenza, è quello di promuovere attività culturali, di ricerca e formazione scientifica, al fine di rafforzare i legami, gli scambi e i rapporti internazionali tra l’Italia e i Paesi dell’area del Mediterraneo allargato fino al Sahel, Corno d’Africa e Mar Rosso (“Med”) e del Medio ed Estremo Oriente (“Or”).

Appare quantomeno “particolare” perché dire “bizzarro” ci sembrava un po’ troppo che, questa fondazione, rispetto ai suoi lodevoli obiettivi umanitari, svolge invece attività di consigliere per la Farnesina, per la Cooperazione internazionale di “giggino” a gratis, anche perché a pensar male, potrebbe essere che sembri uno stratagemma pensato da Leonardo per “indirizzare” le scelte politiche del governo verso un maggior favore dell’industria bellica di casa nostra.

Se poi vogliamo essere proprio cattivi, cattivi, sarebbe interessante conoscere le motivazioni reali che hanno spinto il PD il 5 aprile scorso a votare a favore del decreto legislativo che decreta definitivamente, l’esenzione totale del pagamento dell’IVA e delle accise sulla vendita di armi nell’Unione Europea.

Secondo noi però, la vera vergona è stata vedere una “oppofinzione” generale in quanto hanno votato a favore di questo decreto, partiti come quello della Meloni, FdI e, di Salvini, Lega con la generosa e finta astensione delle 5 stelline decadenti per non dire finite.

C’è da chiedersi se la pace e l’etica morale possano essere imposte per decreto, in un Paese che stupra costantemente la sua Costituzione, dove si agisce sullo sconforto e l’ansia di cittadini provati dalle insulse e superflue regole “Contiane” e “Dragoniane”, cariche di tante inutili contraddizioni “Speranzose”.

I nostri prodi governati si sono trasformati in prodigiosi uomini d’affari e, hanno vomitato inutili eroi facendoci credere che il nostro Pease, che per Costituzione ripudia la guerra, è diventato invece un nuovo mercante di morte, garante della pace a difesa della patria a suon di bombe e bossoli.

Andrea Caldart

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