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Mario Draghi: Un futuro in Europa?

da | Nov 24, 2022 | Politica

Finita la cerimonia della campanella con un passaggio di consegne lunghissimo, come il suo amico “Giggino”, Mario Draghi aveva fatto perdere le sue tracce, scomparendo da ogni scena terrena.

Per molti giorni, in realtà un mesetto, giusto il tempo di un po’ di meritate ferie, il “messia” aveva fatto parlare di sé, solo i più accreditati bookmakers che azzardavano ogni tipo di previsione.

Chi lo voleva successore di Stoltenberg alla Nato, chi presidente della Repubblica italiana, chi mega direttore galattico del mondo, visto il premio vinto come statista dell’anno 2022.

Dovremmo attendere il 2024 però per rivederlo in qualche “poltrona che conta”, ovvero quella europea, perché lo scacchiere della geopolitica dell’élite è in movimento.

Il palpabile nervosismo di Charles Michel ed Ursula von der Leyen, quest’ultima in attesa anche di sapere cosa farà la Procura Europea che sta indagando sulla questione contratti-vaccini, perché i due alti rappresentanti istituzionali europei, con “super Mario”, hanno rapporti tesissimi da oltre un annetto.

Il sito “Dagospia” sostiene che il tutto è cominciato con quello che sembrava proprio un bel trappolone preparato a Draghi da Michel nell’aprile 2021 ad Ankara nell’incontro con Erdogan.

Manca un annetto al cambio delle poltrone europee ed è anche fisiologico che, soprattutto tra capi di stato, si parli e ci si confronti sui nomi per la successione di Charles e Ursula.

Ma cosa mai si saranno detti Mario e Giorgia in quell’ora e venti minuti di passaggio di consegne?

È un fatto anch’esso finito sottotraccia, ma che a noi è rimasto in mente, perché non abbiamo ricordi che sia mai capitato un colloquio così lungo.

Nemmeno quando Conte passò la campanella a Draghi, i due si parlarono per 5 minuti di orologio.

Draghi però finito l’incontro con la Meloni, non uscì subito e si intrattenne anche con i collaboratori della prima donna Presidente del Consiglio e, da più fonti, uscì la notizia di una dichiarazione che fece Draghi riferita alla Meloni: “è sveglia, lei“.

Segnale di stima, di feeling oppure di una continuità di qualche “ordine di scuderia”

Dobbiamo ricordare un antecedente apprezzamento di Mario Draghi a Giorgia Meloni che avvenne quando, nel governo precedente, l’attuale Premier era all’oppofinzione, e votò a favore del primo invio delle armi all’Ucraina.

In quell’ambito l’ex Presidente del Consiglio ebbe a dire di Giorgia: “E’ una persona leale”.

Che sia sbocciato proprio lì l’amore euroatlantico di Giorgia, i cui tre cablogrammi arrivati dagli Usa tre giorni prima della scelta delle urne, sancivano in anticipo la sua ascesa nella continuità dragoniana?

“Guardandola dall’esterno, l’ascesa della Meloni che parte membro di Aspen dal febbraio 2021 per arrivare Premier a fine settembre 2022, forse, seguire le indicazioni di Mario Draghi, ti dà la sicurezza di un futuro; “Giggino” docet.”

Andrea Caldart

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