Altro che neonazisti: la setta sembra essere quella gnostico-antipapale
Camaiore (Lucca): nella notte di Santa Lucia, cioè fra il 13 e 14 dicembre, in Via XX Settembre, hanno profanato l’altare della chiesa dei S.S. Angeli custodi con una presunta messa nera.
La chiesa era serrata da tempo per problemi di stabilità del tetto. Stando a quanto riferito dai media, soprattutto da Rete Versilia, la domenica mattina, delle persone hanno trovato la porta aperta, si sono incuriosite, sono entrate e hanno trovato sull’altare del sangue, oggetti sacri usati, crocifissi spezzati e, stando al resoconto della figlia del custode intervistata da NoTv Rete Versilia, “un datario con il 9 e l’1 rovesciati”.
Secondo l’arcivescovo di Lucca Mons. Paolo Giulietti, (di nomina illecita antipapal-bergogliana), il fatto sarebbe riconducibile a una oscura setta neonazista di origine britannica detta “dei Nove Angoli”. https://www.youtube.com/watch?v=PyFjha3EtbM
Piuttosto, vi sono elementi che fanno pensare a ben altre sette, precisamente a quella gnostica che ha usurpato il trono petrino nel 2013 con la sede impedita di Benedetto XVI e l’antipapato di Bergoglio. www.codiceratzinger.eu
Innanzitutto, l’episodio deve essere inquadrato in una lunga teoria di fatti profanatori, verificatisi fra ottobre e dicembre, che hanno sempre avuto come fil rouge l’intimidazione verso Leone XIV: il “matto” che urina sulla tomba/altare di San Pietro durante la messa; https://www.youtube.com/watch?v=THds26buAek il convento dove si comunicò San Carlo Acutis, canonizzato da Leone, incendiato nel giorno di San Carlo Acutis; https://www.youtube.com/watch?v=jWqqHgfO07M l’immigrato egiziano che stende i panni sulla porta del duomo di Milano, proprio sopra al battistero dove venne battezzato nel 387 S. Agostino; https://www.youtube.com/watch?v=VCVPqh0GAqU i due immigrati che fanno sesso nella chiesa di Carmagnola, patria del venerabile Menocchio, vescovo agostiniano fedelissimo del papa impedito Pio VII, le cui reliquie sono contenute nella croce pettorale di Leone; le feci umane sull’altare della chiesa di San Nicola di Bari a Ostia, il cui patrono è S. Agostino, in data 25 novembre, S. Caterina d’Alessandria, patrona agostiniana, nella diocesi che fu di Ratzinger, due giorni prima che Leone si recasse presso l’antica Nicea, per celebrare il 1700esimo anniversario dell’omonimo concilio in cui proprio San Nicola di Bari schiaffeggiò l’eretico criptognostico Ario.
Ed ecco perché riteniamo che quest’ultima profanazione non sia da attribuire certo a “nazisti dell’Illinois”, per citare i Blues Brothers, ma, come per le precedenti, sia di matrice gnostica e abbia come obiettivo quello di intimidire Leone XIV circa la rivelazione della sede impedita di papa Ratzinger.
In particolar modo, questa volta il destinatario del “messaggio” sembra essere il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato che, come abbiamo evidenziato qui https://www.youtube.com/watch?v=hZUa9j4xfKs&t=1s , negli ultimi 12 anni ha plausibilmente svolto un ruolo di “amministratore apostolico” per la sede impedita di Benedetto XVI e che oggi svolge nell’intera vicenda un ruolo chiave.
Per questo tipo di messaggi intimidatori, di solito, vengono scelti luoghi, date e simboli abbastanza semplici da decodificare per gli ecclesiastici addetti ai lavori, ma inaccessibili per i comuni cittadini.
Innanzitutto, notiamo la via dove sorge la chiesetta: Via XX Settembre, data storica che ricorda l’espugnazione dello Stato pontificio con la Breccia di Porta Pia.
Poi, è la chiesa dedicata ai S.S. Angeli custodi, che sovrintendono alla protezione – anche fisica – dei credenti.
La data: la notte del 13 dicembre, Santa Lucia, da Luce – tema gnostico per eccellenza – che viene tradizionalmente considerata la notte più lunga dell’anno, un chiaro rimando all’oscurità e al mondo occulto. La luce degli gnostici è infatti la luce di Lucifero, divinità prometeica che recherebbe all’uomo la vera conoscenza misterica e iniziatica.
Altro fatto strano, la porta della chiesa è stata lasciata aperta: per quale motivo rendere immediatamente nota la profanazione, se la chiesa era chiusa da tempo? I presunti neonazisti dell’Ordine dei Nove Angoli avrebbero potuto fare i comodi loro, richiudere educatamente la porta e lasciar scoprire il sacrilegio chissà quando. In tal modo avrebbero evitato di lasciare indizi temporali utili alle indagini. Invece, lasciando la porta aperta, i profanatori evidentemente volevano che si sapesse esattamente quando era avvenuta la profanazione, cioè in quella particolare notte, perché parte del “messaggio”. Notevole come il card. Parolin avesse studiato, da giovane, nel seminario di Vicenza in Borgo Santa Lucia, di fronte alla chiesa di Santa Lucia.
Inoltre, dalle riprese di Versilia Tv, non si nota alcun visibile segno di effrazione sulla serraturadella chiesa: viene inquadrata una scrostatura superficiale dello stucco del portone, in basso, ma non si nota, nella fessura della porta, alcun segno di forzatura, come avrebbe potuto produrre la leva di un piede di porco.

Sembra proprio che qualcuno avesse le chiavi della chiesetta.
Ma la cosa più interessante è riferita dalla figlia del custode, la sig.ra Cinzia Barsanti, in una frase montata a parte nel servizio di Versilia Tv, dove parla di un oggetto trovato evidentemente sull’altare: “un datario con un 9 e un 1 rovesciato”. Questo dettaglio del datario è stato evidenziato parecchio nel titolo e nel sottotitolo del servizio: https://www.noitv.it/2025/12/chiesa-profanata-cera-anche-un-datario-con-i-numeri-rovesciati-lallarme-di-monsignor-giulietti-718969/
Ora, per datario si possono intendere tre cose: un timbro con un nastro di gomma rotantecon un totale di sei numeri e tre lettere per apporre date su documenti. Difficile che un timbro del genere potesse avere solo un 9 e un 1 rovesciati, visto che il nastro di gomma con numeri e lettere è colato in pezzo unico, quindi si potrebbe supporre che il datario fosse piuttosto un particolare calendario di quelli di tipo a cubetti amovibili.

Solo che il 9 rovesciato, a meno che sulla faccia del cubo non fosse presente un trattino in fondo al numero, di fatto diventerebbe un 6: come poteva la Barsanti parlare di un 9 rovesciato? Sarebbe molto utile poter vedere come era fatto questo datario che, peraltro, in modo molto più semplice avrebbe potuto essere definito dalla signora come “calendario”.
A parte questo dettaglio, c’è un altro e ben più interessante “datario”, da considerare. Questi era, fino al 1967, un cardinale che presiedeva a un ufficio della Curia romana creato nel XIV secolo con competenze in materia di benefici ecclesiastici e di grazie.

Il ruolo del cardinal datario decadde definitivamente nel 1967 con la costituzione apostolica Regimini Ecclesiae universae di Paolo VI. I suoi compiti sono stati in gran parte assorbiti dalla Segreteria di Stato. Sostanzialmente, il card. Parolin svolge oggi le funzioni dell’antico cardinal datario.
Perché i numeri 9 e 1 rovesciati? Il numero 91 è legato alla protezione divina e alla sicurezza grazie alla sua forte connessione con il Salmo 91, “Chi abita nel riparo dell’Altissimo… “Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi”. Rovesciare il 91 potrebbe quindi ribadire il senso dello sfregio alla chiesa degli angeli custodi: la protezione divina non ti servirà.
Inoltre, come noto, il concistoro straordinario è stato convocato per il 7 e 8 gennaio: in questo incontro con i cardinali di tutto il mondo potrebbe finalmente rivelarsi la verità sulla sede impedita di Benedetto XVI. In tal modo la frangia gnostica che ha supportato l’antipapa bergoglio sarebbe spazzata via: decadrebbero all’istanze tutte le nomine, le riforme e gli atti di governo di Francesco che come papa non è mai esistito in quanto eletto da un conclave abusivo convocato mentre papa Benedetto XVI non era né morto, né abdicatario, ma impedito.
Insomma: il messaggio potrebbe interpretarsi senza nemmeno troppa fantasia come indirizzato al card. Parolin: “La Chiesa è nostra, l’abbiamo espugnata noi gnostici come con Porta Pia: se rivelate la sede impedita, dopo il concistoro a poco vi servirà l’angelo custode”.
“Complottismo”? Questa è la solita categoria difensiva, inventata all’epoca dalla CIA per inibire nel pubblico qualsiasi capacità di normale ragionamento e intuizione.
Nella Chiesa è in corso una guerra finale, tra la parte cattolica-papale e quella gnostico-luciferina-antipapale. Prima se ne prenderà atto, meglio sarà per tutti, anche per non farsi sorprendere dalla parte sbagliata della storia.
Andrea Cionci

