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La caccia all’immigrato

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Chi magari non lo sa, sono avvocato e poi giornalista pubblicista più per noia che per diletto e quindi i miei articoli sono sempre, ma dico sempre, tarati sulla mia professione.

Ho sempre pensato che in ambito giuridico non ci si deve appiattire sulle ideologie perché altrimenti si lavora male a motivo del quale l’ideologia deve rimanere fuori dalla porta del diritto soprattutto processuale.

In realtà emerge prepotentemente che invece tutto è sempre tarato sull’idea politica intima che uno possiede e quindi accade sempre più spesso che i giudizi forniti siano sempre fuori luogo.

In più con l’avvento dei social si sono perfino inseriti in commenti beceri e forcaioli, da parte di alcuni personaggi che l’ultima volta che hanno letto qualcosa era Topolino alle elementari ma nonostante ciò si permettono di discettare su argomenti che non gli competono.

Questo accade perché, in un’ottica di uguaglianza più imposta che agognata, tutti hanno diritto di dire tutto su tutto quando in realtà sarebbe necessario ristabilire le gerarchie per combattere questa omologazione che sta portando alla rovina dell’occidente.

Detto questo, da persona non di sinistra, voglio svolgere le mie considerazioni non tanto sulla immigrazione /remigrazione, ma di ciò che sta accadendo nella società Italiana e in Europa.

Di fatto stiamo scontando una invasione di derelitti o paraculi (vedete Voi) con l’avallo dell’Europa  e con la sinistra che vede nell’extra comunitario  una risorsa che invece è un sostanziale peso per il welfare di ogni Stato dell’Unione Europea dato che non c’è neanche lavoro per gli europei, figuriamoci per gli altri a meno che vadano a fare i lavori di bassa manovalanza.

In realtà appare che ci sia un alibi emotivo sulla questione e l’europeo sembra che demandi all’extra comunitario a svolgere lavori che ritengono degradanti e sfociando il tutto in un tacito accordo che simboleggia il nuovo schiavismo su cui invece la sinistra dovrebbe riflettere.

Ma non si può certo pretendere da tale parte politica questa lungimiranza a motivo del quale in Europa e in Italia la destra anche più oltranzista (dire nazista pare brutto) sta cambiando l’atteggiamento verso gli immigrati.

Accade così che gli immigrati, o senza lavoro o sfruttati se lo hanno, delinquono con una certa lena  ma con le Forze dell’Ordine che, spesso, non possono intervenire in maniera incisiva  per mettere rimedio a ciò e con il risultato eclatante che certe periferie italiane, dove è alta poi di conseguenza l’elettorato di destra, sono in balia di questi immigrati che fanno e disfanno  a loro piacimento e mettendo a soqquadro interi quartieri incutendo paura.

Nasce così la voglia di ronde quasi squadriste che vigilano il territorio in luogo delle Forze dell’Ordine che non possono intervenire perché vanno in galera loro e spesso quindi si vedono sui social video di immigrati quasi linciati  dal salumiere/panettiere/operaio che ne ha le scatole piene.

E per me che sono avvocato non va bene perché il mio punto di riferimento non è l’esasperazione ma il diritto che deve essere esercitato da parte di ogni utente.

I più si sostituiscono alla latitanza di controllo da parte dello Stato e con l’intimo sospetto che la Magistratura sia orientata a sinistra perché, in genere e salvo casi gravi, quest’ultima interviene con gli strumenti che ha e accordando i benefici di legge che vanno dalle attenuanti (cioè in genere la incensuratezza) o la Messa alla Prova (MAP) che va a estinguere il reato e risultando tale accusa- alla Magistratura- di essere di sinistra la cartina di tornasole della ignoranza giuridica del popolo Italiano e la gran voglia di pena di morte.

In realtà, per me che bazzico ogni giorno le aule dei Tribunali Italiani come penalista, osservo – al pari di quasi tutti i colleghi- che la Magistratura applica solo gli strumenti normativi che ha fornito lo Stato anche se può accadere che ci sia qualche vistoso svarione su cui, in grado di impugnazione, la Magistratura sa porre rimedio.

Ne consegue che la caccia all’immigrato ha radici profonde che sono in parte di natura politica perché’ non si può accogliere tutti, ma soprattutto di carattere normativo perché le leggi italiane sono oltremodo garantiste per tutti e lasciano sempre la porta aperta alla redenzione più che alla punizione esemplare.

Ma di sicuro però non c’è più la certezza della pena in carceri che sembrano canili e questo porta che la sera si abbia paura a girare la sera da soli, soprattutto se donne.

Con il risultato che, per ovviare a questa caccia all’immigrato, si dovrebbe ridare nuova linfa alle Forze dell’Ordine che non devono avere timore di intervenire con incisività implementando la esimente – che fa venire meno il reato – dell’esercizio di un diritto o l’adempimento del dovere regolato dall’art.51 del codice penale.

Perché sono ridando  vigore alle Forze dell’Ordine non si vedranno ronde di cittadini e linciaggi di immigrati che è un vero e proprio schifo.

Non stupiamoci quindi se Vannacci è quotato come quarto partito.

Filippo Teglia – Avvocato cassazionista penalista, pubblicista, giurista e docente universitario a contratto

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

Foto copertina: immagine generata dall’AI

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