Sui mercati internazionale cosa sta succedendo? Da Putin parole di speranza per una pace…
Si sta verificando una forte ondata speculativa con spostamento di fondi economici dall’azionariato, verso le merci fisiche, il tutto in un mercato internazionale dove non manca nulla e alcuni settori sono addirittura “iper-comperati”.
Questo può portarci ad un’AMPIA VOLATILITA’ e anche al RISCHIO Di RIBASSI repentini da prese di profitto.
Quindi al momento sarebbe opportuno indirizzarsi su eventuali acquisti a breve medio termine, specie sui proteici.
Anche il mercato nazionale è in fase di diffusi rincari: alcuni prodotti per via dei mercati internazionali (proteici), o per corti fisici di merce, come ad esempio la (far soia). Altri per questioni meteo (fibre), altri per più e diversi fattori (cereali) tra questi i mais.
IL MAIS NAZIONALE è nel marasma più totale per i vari livelli sanitari, e per il fatto che gli arrivi su gomma dall’estero sono ai minimi termini (all’estero non sono ancora entrati in piena campagna e anche da loro, comunque, stanno riscontrando vari guai sanitari e produttivi).
Gli arrivi su treno della merce della precedente campagna ci sono, ma sono già intervenuti, alcuni traders che offrono solo da gennaio in poi.
Il divario tra 5 ppb nazionale e 20 ppb nazionale è ora di 20€ alla tonnellata e non si può escludere che aumenti, mentre il delta tra 5 ppb e l’alimentare è di 35€ ton e anche qui non si può escludere che aumenti.
E qui nascono i problemi di gestione di mercato molto complessi e che si prestano agli “alchimisti” o meglio, i “bravi miscelatori”… dove i migliori son come quelli dei “Promessi Sposi”.
Purtroppo, l’anello debole della catena è il produttore che non sempre è in grado di controllare il livello sanitario in tempo reale e approfondito.
Inoltre, il mercato delle bioenergie non sarà di certo in grado di assorbire gli ingenti quantitativi di mais contaminato vista la documentazione che ne deve seguire. Pertanto, il delta tra mais 103 e uso bioenergetico arriverà a divari molto forti. Altra cosa che presta il fianco a mercati “alternativi”.
In questo contesto farsi guidare sulla scelta del fornitore o dell’acquirente è importante!
Contratti chiari e ben scritti.
Il momento è di rincaro, ma la chiarezza l’avremo nel corso di questo mese con gli arrivi sul porto del mais brasiliano e di quello americano che, se accettabili nella qualità e sanità, ogm, potrebbero calmierare il mercato. Se così non fosse il guaio sarebbe ancora più serio.
Come sempre, almeno dagli ultimi quasi sei anni a questa parte, ha ben agito chi ha prenotato sui futuri acquisti di mais e di farina di soya quando le posizioni erano neutre, cioè non risentivano di campagne-siccità-sanità-guerre ed energia. Il mercato è ormai un inferno…
Colpo di scena: “Un accordo di pace tra Russia e Ucraina è possibile”.
E’ una dichiarazione fatta all’Eastern Economic Forum (EEF), ieri 3 settembre 2026, fatta a sorpresa dallo stesso Putin.
I mercati dei cereali sono finiti subito sotto pressione, perché sentire
queste parole direttamente da Vladimir Putin è un importante passo avanti che potrebbe ammorbidire varie tensioni in Europa.
Mercati telematici dei cereali logicamente in calo.
Ma non facciamoci illusioni, la strada tra il dire e il fare è ancora lunga, però nulla vieta di sperare nella pace!
Intanto nel mercato interno ancora guai, si aggiungono, alle tante carenze, anche quella di Glutine di mais e Polpe di barbabietola con tutto il comparto dei fibrosi ancora più caro. Proteici sempre più cari e prenotazioni obbligatorie per i ritiri delle far soya.
Per le bioenergie, c’è disponibilità di mais tossinato sostenibile e non sostenibile, e vi segnaliamo anche la disponibilità di una matrice liquida derivante dalla lavorazione dei cereali con il 40% di sostanza secca e il 12% zuccheri a valori intorno ai 30-35€ al ton, secondo logistica, già disponibile fino a dicembre.
Mario Boggini e Virgilio
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

