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In Sardegna si vola con l’incertezza

da | Ott 12, 2021 | Inchieste

L’insostenibile incapacità del governatore Christian Solinas e dell’assessore ai Trasporti Giorgio Todde. Alla scadenza di oggi, 12 ottobre, si chiude la “procedura negoziata” dopo il fallimento del bando. Ci saranno le offerte delle compagnie aeree? Cosa accadrà dal 15 ottobre?

Lo status quo

Solinas è in “tutt’altre faccende affaccendato”, soprattutto quelle che riguardano gli affari personali. Todde sta ancora cercando di capire cosa significano i trasporti per un’isola come la Sardegna. Come sempre, chi ci rimette sono i sardi che raramente riescono a trovare un volo e, qualora riuscissero a imbarcarsi, pagano cifre esorbitanti. Non solo, si perdono giornate di lavoro, appuntamenti in strutture sanitarie, affari. Psicologicamente il senso di isolamento è aberrante.

La denuncia

Andrea Caldart, ceo & founder di FlyWay srl – società di voli charter passeggeri, da anni in prima linea per cercare di risolvere l’ingarbugliata matassa, scrive al commissario europeo Antitrust, Margrethe Vestager, al presidente Commissione Trasporti europea, Karima Delli, al ministro dei Trasporti Enrico Giovannini e al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

I punti salienti delle motivazioni: ennesima gara per concessione abuso di posizione dominante delle rotte in regime di continuità territoriale da e per la Sardegna. Violazione libero mercato per connessioni da e per la Sardegna. Segnalazione conflitto d’interesse. Esclusione da parte della Regione Sardegna della società FlyWay che propone un modello di continuità territoriale in regime di libero mercato e libera concorrenza.

I fatti

Caldart sostiene che la Regione Sardegna ha avviato “trattive riservate” con alcune compagnie aeree per affidare i collegamenti dai tre aeroporti della Sardegna da e per le principali destinazioni domestiche italiane. Fin dal 2017 l’eurodeputata Giulia Moi aveva presentato alla Commissione europea interrogazioni inerenti al problema della continuità territoriale e all’immobilismo della Regione Sardegna che, con proroghe illecite e illegittime, ha violato la legge pur di escludere l’azienda sarda FlyWay. “Fino a marzo 2021, non ci risulta sia stato fatto nulla, ma si è agito in silenzio per garantire una continuazione ‘de facto’ affinché la nostra azienda, e tutte le altre, non partecipassero alla ‘chiamata diretta’ di una ennesima gara che presenta aspetti amministrativo-legali, molto discutibili”, afferma Caldart. E aggiunge: “Per questa ennesima gara, all’atto della pubblicazione il 23 settembre 2021, la Regione Sardegna, non aveva nemmeno pubblicato il capitolato di gara e tanti altri documenti da poter consultare, come si conviene ad una gara pubblica, per chi avesse voluto parteciparvi”.

È giunta l’ora

A tal punto è più che legittimo conoscere tutti gli atti che hanno permesso a Ita, EasyJet, Ryanair, Volotea di entrare nel “club della chiamata diretta” della Regione Sardegna. Posizione di vantaggio competitivo rispetto agli altri operatori. Ciò presuppone ignorare le normative con l’alibi dell’emergenza. Un danno enorme, non solo per FlyWay ma per tutto il Popolo Sardo.

L’opinione pubblica deve essere informata su come si continui a ledere la libera impresa, il libero mercato, la libera concorrenza. Sul metodo con il quale si favoriscono i conflitti d’interesse e l’abuso di posizione dominante. Il popolo sardo aspetta ancora di sapere se sono stati resi, su richiesta della Unione europea, i 175 milioni di “contributi co-marketing” da parte delle compagnie aeree interessate.

Antonella Di Luzio                                                                                                                               

Pubblichiamo a seguito il “Progetto di Mobilità sociale, sviluppo territoriale, libero mercato” a cura di FlyWay srl


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