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Luciana Lamorgese: «Respingo l’accusa di strategia della tensione»

da | Ott 20, 2021 | Politica

Tra luglio e ottobre 2021 ci sono state oltre 1.500 manifestazioni di protesta contro il green pass in molte città. Le ultime che hanno destato risonanza sono state quelle di Roma, Trieste e Milano. In particolare, la protesta dei portuali di Trieste ha creato una rete di adesioni in tutto il Paese che non ci si aspettava. Inoltre, da un’indagine risulta che ben il 48% degli italiani è contrario alla carta verde, sarà stato tutto ciò a far scattare l’intervento delle Forze dell’Ordine con idranti e lacrimogeni a Trieste? Il ministro Lamorgese ha riferito in Parlamento: «Nonostante il richiamo del prefetto di Trieste alla palese illegittimità dello sciopero, è stato attivato un presidio al varco 4. Nei momenti di maggiore tensione si è prefigurato il pericolo di degenerazione dell’ordine pubblico ed è stato necessario l’uso di idranti e lacrimogeni».

Stupisce tale dichiarazione dato che centinaia di foto e video amatoriali pubblicati sui social network dimostrano che la protesta dei portuali era pacifica e non si sono verificati atti di violenza se non quelli dei celerini su manifestanti inoffensivi. «Trieste è divenuto polo di attrazione della protesta contro il green pass con manifestanti provenienti da altre regioni di Italia che hanno impedito a oltre 700 tir di raggiungere l’area portuale», aggiunge la Lamorgese. E qui torniamo al punto focale di cui sopra, ovvero la grande adesione dei no-green pass che turba la Lamorgese e il Governo.  

La giurisdizione del porto di Trieste

Alcuni giuristi ritengono che con il Trattato internazionale di Parigi nel 1947 e successive modifiche, quello di Trieste non solo è “porto franco” ma anche “porto internazionale” sotto l’egida di diversi Stati, Italia esclusa. Quindi, il Ministro dell’Interno e il Prefetto di Trieste inviando la Polizia di Stato oltre i varchi del porto, è come se avessero de facto effettuato un’invasione paramilitare in un territorio neutrale. Vedasi anche: riferimento alla 16° Risoluzione del Consiglio di Sicurezza, alla Carta dei Diritti umani dell’ONU, al Diritto di autodeterminazione, al Trattato di Pace tra l’Italia e le Potenze Alleate, alla Convenzione di Vienna sui Trattati e similari. Staremo a vedere cosa accadrà e se qualcuno denuncerà l’accaduto.

La “forza ondulatoria del blindato”

Anche ciò che è avvenuto durante la protesta a Roma del 9 ottobre scorso ha riscontri “inquietanti”. Le numerose immagini pubblicate sul web hanno reso “famoso” l’individuo con la maglietta grigia nel suo doppio ruolo sia di poliziotto sia di manifestante. È stato immortalato mentre, insieme ai manifestanti, batteva con la mano su un blindato e poi mentre prendeva a pugni un dimostrante buttato a terra. Fulminea l’indignazione di molti, compresa quella di alcuni parlamentari quando la Lamorgese ha riferito alla Camera che «l’agente in borghese verificava la forza ondulatoria del blindato». A tal punto consigliamo a chi deve fare la revisione dell’auto di far controllare anche la “forza ondulatoria” del proprio mezzo.

Francesca Donato, europarlamentare ex Lega.

L’intervento durante la plenaria di Strasburgo nel corso del dibattito sulla violazione dello Stato di diritto in Polonia e sanzioni UE.                                                                                                    

«I diritti umani fondamentali sanciti nella Carta europea dei Diritti dell’uomo vengono calpestati dal Governo del non eletto presidente Draghi con l’introduzione di misure gravemente discriminatorie e vessatorie contro le minoranze di lavoratori e studenti non vaccinati contro il Covid e la repressione violenta delle proteste pacifiche in corso. La commissione non se ne occupa. Forse il premier Draghi ha ricevuto dalle istituzioni europee una licenza di uccidere?». 

Concludiamo con una frase d’auspicio: «La verità sorgerà al di sopra della menzogna come olio sull’acqua». Miguel de Cervantes

Antonella Di Luzio

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