La vicenda in questione, di cui ha parlato La Verità, nasce dalla domanda di registrazione, come marchio dell’Unione europea, del segno “Futuro Nazionale” riconducibile al generale Roberto Vannacci; a quel deposito ha fatto seguito l’opposizione proposta da Francesco Giubilei per l’associazione Nazione Futura, che ha prospettato un rischio di confusione tra i segni e ha richiamato la tutela dei diritti anteriori prevista, tra l’altro, dall’art. 8, paragrafo 4, del vigente Regolamento (UE) 2017/1001 sul marchio UE.
La competenza, in questa fase, è dell’EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale): non si tratta ovviamente di un giudizio “politico” sul simbolo, bensì di una valutazione tecnico-giuridica scandita dalla fonte regolamentare (in particolare, artt. 46–47 sul procedimento di opposizione e art. 8 sui motivi relativi).
Il cuore dell’esame è duplice: da un lato, la comparazione complessiva dei segni e l’eventuale rischio di confusione; dall’altro, la consistenza dei titoli anteriori invocati dall’opponente, che devono essere puntualmente provati quanto a esistenza, portata e ambito di tutela (uso effettivo, notorietà, settore, territorio), perché l’opposizione vive di documenti e non di sole affermazioni.
Gli esiti possibili seguono logiche tipiche del contenzioso sui marchi: rigetto dell’opposizione con prosecuzione della registrazione; accoglimento totale; oppure accoglimento parziale, spesso attraverso limitazioni mirate (tipico, però, per le classi di prodotti/servizi) che riducono i punti di frizione. In questa cornice, la vicinanza semantica tra due espressioni (che restano, comunque, diverse) e taluni segni grafici comuni raramente sono autosufficienti, richiedendo non solo un robusto quadro di anteriorità ma anche una dimostrazione concreta che il pubblico, nel contesto rilevante, possa confondere l’origine dei segni in oggetto. La decisione dell’EUIPO è impugnabile prima dinanzi alle Commissioni di ricorso interne, entro il termine di due mesi decorrenti dalla notifica e, in seguito, davanti ai giudici dell’Unione.
Prof. Daniele Trabucco – Costituzionalista
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

