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“Segreto di Stato” per la mancata zona rossa

da | Apr 21, 2022 | Politica

Tra il 5 e l’8 marzo del 2020 erano stati inviati 400 militari nel Lodigiano, precisamente nei Comuni nei quali doveva essere istituita la “zona rossa” all’inizio della pandemia. Perché sono stati ritirati? Non lo sapremo mai!

Ricordiamo che tra i Comuni di Nembro e Alzano si verificarono i primi casi di “polmonite sospetta”, così definita prima di scoprire che di trattava di Covid.

Il Consiglio di Stato ha negato l’accesso ai documenti perché «andrebbe di fatto a investire un livello di programmazione strategica di più vasta portata e, come tale, inattingibile da un livello di acquisizione parziale». Cosa significa? Ma è il “di più vasta portata” molto preoccupante!

Inoltre, come pubblicato da AGI: «Il Consiglio di Stato, accogliendo la tesi del Governo, spiega che per contrastare il Covid “sono stati impiegati gli stessi contingenti di Forze Armate addetti all’operazione ‘Strade Sicure’ il cui utilizzo “è stato disposto in attuazione delle direttive generali di pianificazione annuale, in relazione alle quali sussiste un’esigenza di riservatezza volta a secretare le linee della programmazione strategica di impiego delle risorse umane e strumentali». Ma cosa c’entra “Strade Sicure”, operazione contro la criminalità organizzata? 

Oltre il non avere risposte e la poca trasparenza, ci si potrebbe sentire stupidi a non comprendere tale risposta. Quello che è chiaro è che il Consiglio di Stato fa “culo e camicia” con il Ministero dell’Interno.

“The Lancet”, la rivista scientifica, ha pubblicato in gennaio l’articolo intitolato “Riconoscere gli errori del Governo nella gestione della sanità pubblica in risposta al Covid 19”. Viene evidenziato: «La decisione di non creare la zona rossa ad Alzano e Nembro da parte del Governo e della Regione Lombardia quando il Covid-19 fu diagnosticato ad alcune persone alla fine del febbraio 2020 viene vista come direttamente responsabile della diffusione dell’infezione in altre città attraverso la provincia di Bergamo e poi in tutta Europa». 

E poi chiamali, se vuoi, “complottisti”…

Resta il dolore dei familiari delle vittime e gli errori commessi: mancanza di tempestività, realizzazione di pochissimi tamponi, non aver chiuso l’ospedale di Alzano, la carenza di presidi medici territoriali e tanti ecc. ecc. a seguire.

Antonella Di Luzio

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