*Ci sono storie che non si leggono soltanto: si attraversano, si ascoltano e si incontrano. Come quelle custodite dietro ogni bottiglia di vino, dove prima ancora dei profumi e dei sapori vivono il lavoro di una famiglia, le radici di un territorio e il coraggio di chi sceglie di portarne avanti la storia.*
È da questa prospettiva che nasce L’Alto Adige in un calice – Vignaioli del Burgraviato, il nuovo libro di Mario Vacca, pubblicato da Edizioni Nisroch, che domenica 8 novembre 2026 sarà protagonista della sua prima presentazione ufficiale nell’ambito del Merano WineFestival.

Un appuntamento che promette di essere molto più della presentazione di un libro dedicato al vino. Perché tra le sue pagine il vino diventa una porta d’accesso a un mondo fatto di volti, storie, tradizioni e legami profondi. Un viaggio attraverso ventidue realtà vitivinicole e altrettante storie di persone, famiglie, masi, vigneti e cantine, per scoprire ciò che spesso rimane nascosto dietro un’etichetta.
Non una guida enologica, né una classifica dei migliori produttori. Il progetto di Mario Vacca segue una strada diversa, più intima e umana: raccontare ciò che viene prima del vino. Il lavoro quotidiano, le scelte, le tradizioni familiari e quel rapporto profondo con la terra che, generazione dopo generazione, contribuisce a costruire l’identità di un territorio.
Non a caso, Raoul Ragazzi, delegato FISAR per l’Alto Adige, ha definito il volume «un atto d’amore verso il territorio». Una definizione che restituisce con particolare efficacia il senso di un’opera che non si limita a descrivere luoghi e produzioni, ma cerca di comprenderne l’anima.
*Il vino, in fondo, racconta sempre una storia. E spesso quella più importante comincia molto prima della vendemmia.*
Al centro del libro ci sono soprattutto le persone. Realtà storiche e piccoli masi, cooperative e produttori indipendenti, padri, figli e figlie che si confrontano ogni giorno con un’eredità importante: quella di custodire ciò che hanno ricevuto e prepararsi, a loro volta, a consegnarlo a chi verrà dopo.
È forse questo uno dei passaggi più significativi del viaggio di Vacca. Ereditare un maso, una vigna o un’azienda non significa semplicemente ricevere un patrimonio, ma assumersi una responsabilità. Significa raccogliere il lavoro di chi è venuto prima, affrontare le proprie scelte, attraversare anche le inevitabili differenze tra generazioni e cercare di lasciare qualcosa di ancora più ricco a chi seguirà.
In questa prospettiva, le storie dei vignaioli diventano anche storie di famiglia, di appartenenza e di continuità. Raccontano il valore del lavoro, la complessità dei rapporti umani e il legame con una terra che non è soltanto un luogo in cui vivere e produrre, ma una parte essenziale della propria identità.
C’è poi un filo inatteso che attraversa il racconto: quello che unisce Capri, terra d’origine dell’autore, e l’Alto Adige. Due mondi apparentemente lontani, differenti per paesaggi e tradizioni, ma accomunati da una cultura dell’ospitalità e dell’accoglienza. Un incontro tra territori che trova proprio nelle persone e nella capacità di aprirsi agli altri un elemento di profonda vicinanza.
Ad accompagnare il lettore in questo percorso è anche la prefazione di Helmuth Köcher, fondatore e presidente del Merano WineFestival e di The WineHunter, che definisce il volume un «racconto sentimentale e territoriale» e invita a entrare nelle cantine «non soltanto per degustare, ma per comprendere».
Ed è proprio questo invito che sembra dare significato anche alla presentazione di domenica: fermarsi, ascoltare e lasciarsi accompagnare dentro le storie di chi il territorio lo vive e lo costruisce ogni giorno.
*Un incontro tra chi racconta, chi produce e chi, attraverso il vino, desidera conoscere più a fondo una terra.*
L’appuntamento è fissato per domenica 8 novembre 2026, alle ore 14.00, nella Zedern Lounge dell’Hotel Therme Merano, nell’ambito del Merano WineFestival. Dopo l’introduzione di Helmuth Köcher, sarà Raoul Ragazzi a moderare una tavola rotonda che vedrà protagonisti Mario Vacca, alcuni dei produttori raccontati nel volume e rappresentanti del mondo vitivinicolo altoatesino.
Sarà l’occasione per riportare quelle storie nel luogo da cui hanno preso forma, dando voce ai protagonisti di un racconto nato dall’incontro con le persone e con il territorio.
Perché, in fondo, il senso più autentico di questo libro è racchiuso proprio nelle parole del suo autore: «Nel mio lavoro sono abituato a cercare ciò che c’è dietro i numeri. In questo libro ho cercato ciò che c’è dietro una bottiglia».
Una frase che restituisce la direzione di un viaggio capace di spostare lo sguardo dal prodotto a chi lo rende possibile, dal calice alla terra, dalla degustazione alla conoscenza.
E forse è proprio questo il modo più bello per avvicinarsi a un vino: non limitarsi ad assaggiarlo, ma scoprire le mani che lo hanno creato, le storie che lo accompagnano e il territorio che continua a vivere in ogni sua bottiglia.
Mario Vacca
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it


