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11 settembre. 24 anni dopo… sempre più caos

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Difficile dimenticare quell’11 settembre del 2001. Un normale giorno lavorativo che si apre come se fosse un videogioco di fantapolitica. Ma difficile sarà dimenticare anche l’attuale, se l’escalation della guerra in Ucraina dovesse accelerare come di fatto sta accadendo.

Tutto sembrava normale quell’11 settembre, ma da lì a poco, intorno alle 9,00, i primi lanci di agenzia annunciavano di un aereo che sembrava si fosse schiantato contro una delle Torri gemelle. Incredulità e l’ipotesi di uno scherzo di cattivo gusto di qualche giornalista americano che volesse emulare il successo dell’annuncio dell’invasione aliena di Orson Welles venne cancellato qualche minuto con il giungere delle prime immagini. 

Forse un malore del pilota a causare quello schianto, era stata la prima e ottimistica giustificazione, che però venne, entro i successivi 15 minuti, sostituita con l’ipotesi terroristica quando un secondo aereo di linea andò a centrare la seconda torre. Intanto le immagini iniziarono a inondare la rete, a registrare una fotocronaca di un giorno che non aveva nulla di normale soprattutto quando arrivò l’annuncio che un terzo aereo si era schiantato, alle 9,43, un’ora dopo il primo attacco, sulla facciata ovest del Pentagono e, alle 9,57 mentre arriva l’annuncio del crollo della Torre Sud del World Trade Center in diretta televisiva mondiale, iniziano a circolare le notizie di un quarto aereo che sarebbe stato dirottato. In questo caso però la reazione dei passeggeri aveva avuto la meglio sui terroristi, i quali decisero di lanciare il velivolo in picchiata prima che i passeggeri potessero impadronirsi della cabina di volo e così, alle 10 circa, l’aereo si schiantò in una località della Pensylvania a sud di Pittsburg.

Da quel giorno il mondo cambiò dando vita al terrorismo internazionale che raggiunse il culmine con le primavere arabe e la creazione del Califfato. Attentati in tutto il mondo occidentale si susseguirono quasi quotidianamente e la Siria tornò al centro delle attenzioni e dei missili lanciati da alleati e dalla Russia.

Ma dopo la sconfitta del Califfato nulla tornò come prima. 

Le speranze di pace non durarono molto e l’Europa tornò a far parlare di sé con l’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa del 24 febbraio 2022 e poi l’incendio mediorientale culminato con il massacro del 7 ottobre 2023 che vide 1400 israeliani perire sotto i coli di Hamas. 

Ed oggi droni russi che entrano nello spazio aereo Nato in Polonia, mentre Israele bombarda Doha, Siria, Libano e Yemen. Una giornata come tante.

Il mondo ha perso la ragione.

No! La ragione l’han persa i leader di tutti i paesi coinvolti dalla Russia alla NATO da Israele ai Paesi Arabi più influenti.

È inutile invocare la pace e i negoziati se si continua provocare, bombardare e assassinare i negoziatori.

Ma quello che maggiormente sgomenta chi scrive è l’incapacità degli Europei di negoziare, prendendo per mano tutti i contendenti portandoli alla ragione. Purtroppo, l’UE non ha nemmeno un incaricato alla funzione negoziale mentre i capi dei 27 + Rutte (NATO) fanno a gara per alternarsi nella missione provocatoria.

Se poi accadesse l’imponderabile le colpe ricadrebbero solo sui cittadini, imbambolati da “Amici”, “Temptation Island” o da tutti i figliocci del “Grade Fratello” e perciò incapaci di reagire.  

E che dire dei giovani, oltre a imbrattare tele e edifici per una transizione ecologica inesistente e antiscientifica non sembrano in grado di influenzare le politiche. Qualche accampamento per il caro affitti milanesi, piuttosto che per il ripristino dell’illegalità del “Leoncavallo”, qualche manifestazione arcobaleno, ma sui temi politici, oltre a “Bella Ciao” al grido di “Fascisti” null’altro vien sfornato da quelle testoline.

Concludendo, stiamo osservando una dialettica “pseudo politica” sempre più aggressiva che non mancherà di portare al caos. Dopo la Meloni impiccata per i piedi, ecco i primi segnali concreti giungere dagli USA con l’assassinio del giovane conservatore Charlie Kirk, colpito mentre parlava agli studenti della Valley University nell’UTAH.

Prego, avanti un altro!

Lamberto Colla – Direttore

Foto copertina: credits by Francesca Caggiati

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