Un vecchio adagio degli anni ’70-’80 recitava: “La pubblicità è l’anima del Commercio”.
Opinione comunemente diffusa era che, attraverso una elegante o simpatica pubblicità, i clienti sarebbero cresciuti e sui volumi di vendita anche i margini sarebbero cresciuti di conseguenza e gli utili reinvestiti in progetti di sviluppo.
Nonostante siano trascorsi relativamente pochi anni, i mutamenti sociali e tecnici hanno trasportato quel tempo in un passato siderale.
Internet ha dato la primordiale scossa, poi è stata la volta della globalizzazione spinta e l’apertura sul mondo con la concorrenza spietata da parte di “ignote” società, quindi è venuto il tempo dei “social media” che han creato nuovi operatori della promozione come gli “Influencer”. Donne e uomini che si “inventarono” un lavoro apparentemente semplice e remunerativo, la cui apparente facilità ha però fatto in modo di inquinare la professione del “comunicatore” con molti, troppi improvvisati.
L’altro aspetto oscuro della modernità introdotta dai “social” è la libertà di espressione che è stata portata oltre il buon gusto e l’educazione, per non parlare della deontologia, a dir poco compromessa.
Infine, il fatto di non apparire ha prodotto il fenomeno dei “Leoni da Tastiera” , ovvero quelli che hanno da ridire su tutto, spesso in modo maleducato, e frequentemente mostrando notevoli lacune intellettuali, ortografiche e di conoscenze proprio nel campo da loro soggetto attenzionato.
Vittima di costoro è stata anche Mister Pet che, con una simpatica pubblicità televisiva, andata in onda sulle reti “Discovery” nel periodo a cavallo delle festività di fine e inizio anno, è stata presa di mira da “pseudo animalisti”.
L’accusa: “maltrattamenti di animali”.
Inquisita è la simpatica bimbetta che si rivolge al suo fedele cagnone imitando la sua mamma quando la rimprovera.
Questo sarebbe il maltrattamento contestato? A voi ogni commento.
“Non ti curar di loro, ma guarda e passa” diceva Virgilio nel Canto III dell’Inferno della Divina Commedia.
Redazione
In collaborazione con: www-gazzettadellemilia.it
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