In Medioriente tutti contro tutti.
Dal CBOT si son visti rincari addirittura a doppia cifra!
Considerando il fatto che sia ad Est, Russia-Ucraina, che sul fronte Mediorientale Iran-Usa, la situazione è letteralmente esplosiva, non poteva essere da meno anche sul mercato, riflettendosi sul cereale principe: il grano.
I fondi valutano le tensioni geopolitiche e rientrano dagli investimenti precedentemente effettuati.
La questione è che, se si inaspriscono sempre di più gli scontri, con la speranza che non si allarghino territorialmente, gli obiettivi bellici ormai scontati, sono l’energia, con le centrali elettriche e i pozzi petroliferi.
Le infrastrutture: ponti, porti, strade di collegamento principali e ferroviarie, per chiudere in bellezza, derrate alimentari in movimento o stoccate in quanto la Russia con il porto di Novorossiysk, considerato la porta sul mondo è in difficolta perché gli ucraini l’hanno preso di mira. Specularmente il porto di Odessa per il commercio dall’Ucraina al resto del mondo è sotto assedio da parte di Mosca.
In Medioriente sono tutti contro tutti!
Pure si aggiungono gli Houthi intenzionati a bloccare lo stretto marittimo che porta al Mar Rosso, alimentando timori, nemmeno troppo fantasiosi di una logistica bloccata.
A 5 giorni di distanza le cose sono radicalmente mutate.
Come vedete siamo nelle mani, nelle parole, nei fatti di altri, ma se da un lato i mercati sono scesi dall’altro l’euro ha perso vari decimali di valore.
Nei prossimi giorni capiremo come reagirà il mercato interno del fisico, che però è alle prese con altre problematiche di carattere tipicamente estivo.
Resta comunque un mercato stanco e di corta visione operativa, anche i grandi traders non spingono molto su posizioni future e questo lascia spazio a contratti cosiddetti “frame” di prenotazione delle merci specie per la farina di soya, anche per il mais, ma solo partenza porti.
In effetti viste le recenti passate esperienze sulla farina di soya nei mesi di febbraio/aprile dove un po’ per caso, un po’ per attenta regia il corto fisico di magazzino aveva fatto che i valori del mercato interno si erano staccati dai valori del mercato di origine, la soluzione potrebbe non essere sbagliata.
Negli ultimi 5 anni si è infatti visto come la logistica sia passata da commodities di servizio a vera e propria merce di scambio.
Se il ridimensionamento dei mercati di origine dovesse continuare e riportare la farina di soya prossima ai 300/310 punti e il seme a 1000/1050 punti, forse sarà il caso di colpire.
Diversa la situazione dei cereali dove la logistica ha un peso decisamente maggiore!
Attualmente è quella più preoccupante.
Per le bioenergie segnalo disponibilità immediata di merce sostenibile: sottovagliature di semi oleosi a valori di mercato molto accessibili.
Indici 28 luglio 2026
Nolo sceso a 2.696 punti, il petrolio wti è sceso a circa 83 $ al barile, il 1,13680 ore 09:00
Mario Boggini e Virgilio
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

