Per la prima volta, l’evento italiano dedicato alle nobili bollicine francesi si allontana da Modena per approdare a Bologna. Il Champagne Experience 2025, che si è tenuto il 5 e 6 ottobre presso il padiglione 15 di BolognaFiere, ha segnato un momento storico: dopo sette edizioni modenesi, l’organizzazione ha scelto la città emiliana per offrire spazi più ampi, migliore accessibilità e una visibilità ancora più forte.
L’evento, promosso da Excellence SIDI – Società Italiana Distributori e Importatori –, ha messo in mostra un panorama ampio del mondo champagne, ospitando oltre 700 etichette e 145 maison e vigneron provenienti da tutte le zone di produzione: Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs, Côte des Bar.
Questo significato “territoriale” è essenziale: ciascuna area dello Champagne ha rappresentato il proprio carattere e stile, permettendo ai visitatori di “viaggiare” tra cru, terroir e filosofie di vinificazione.
Il mio percorso tra i rosé: eleganze e contrasti
Durante la manifestazione ho deciso di realizzare un percorso tutto mio concentrandomi in particolare sugli champagne rosé, un segmento che sa essere sofisticato, vibrante e rivelatore, andando “a caccia” di quelli assemblati con il Vin Rouge D’ambonnay.
In Francia, per l’assemblaggio degli Champagne rosé è consuetudine aggiungere una piccola percentuale di Vin Rouge d’Ambonnay: un vino rosso fermo da uve Pinot Noir, prodotto in quantità estremamente limitate nel prestigioso territorio Grand Cru di Ambonnay.
Di seguito le mie impressioni su alcune etichette assaggiate, con i loro punti di forza e le sfumature che le rendono interessanti:
Jaquex Rosseaux
Un nome meno noto ma intrigante: la rosé de Saignee Grand Cru Extra Brut di Jaquex Rosseaux ha mostrato finezza e delicatezza, con un colore elegante e note di piccoli frutti rossi. Mi ha colpito per la sua leggerezza ben bilanciata da struttura, con un grado zuccherino da 6,6 e , con affinamento sui lieviti di circa 36 mesi
Louis Roederer Rosé
Una delle maison più affermate, Louis Roederer propone un rosé intenso e calibrato. La versione Rosé Brut – ottenuta da blend di Pinot Noir e Chardonnay, con affinamento sui lieviti di circa 48 mesi – si distingue per la ricchezza aromatica di frutti rossi, agrumi e una leggera speziatura, con un finale persistente. È un rosé che unisce profondità e freschezza, rendendolo perfetto per occasioni gastronomiche eleganti.
Gonet Medeville
è un produttore che punta su finesse e territorialità. L’extra brut Rosè Grand Cru che ho assaggiato ha evidenziato linee sottili, aromi di fragoline e piccoli frutti rossi, con una trama molto elegante. E’ ottenuta da blend di Pinot Noir (27%) Chardonnay (70%) ed un 3% di Vin Rouge D’Ambonnay, con affinamento sui lieviti di circa 48 mesi
Maxime Blin
ha sorprendentemente saputo unire freschezza e tensione. Il suo Evanescence rosé si caratterizza per un naso pulito, con note di ciliegia, lampone, qualche accenno agrumato. In bocca è ben calibrato, con bella vivacità, 100% Pinot Nero, con un grado zuccherino di 7 g/l ed affinamento di 36 mesi sui lieviti
Paul Clouet
La maison con il Rosè Assemblage Brut, ha conferito al vino una bella personalità. Note eleganti di frutti rossi, buona lunghezza e finezza, un assemblaggio dato dal 60% di Chardonnay e 40% di Pinot nero, con un dosaggio di 7 g/l.
Castelnau
Castelnau, storica maison, ha una gamma prestigiosa. Il suo rosé si distingue per equilibrio e raffinatezza, con delicate note di frutti rossi e una vena minerale che sostiene il sorso.
Jean‑Philippe Trousset
La “Le Rosè”, importata da Masucco – A. Bergère, ha catalizzato la mia attenzione per la sua tipicità: naso franco, frutta polposa e pulita, con una leggera nota agrumata. In bocca rivela finezza e un buon equilibrio tra tensione e morbidezza. Assmblata con 46% di Cardonnay, 36% di Pinot Noir di cui il 6% vinificato in rosso, ed il 18% di Pinot Meunier ha un dosaggio di 3,6 g/l e riposa 24 mesi sui lieviti.
Masucco Importatori è oggi un punto di riferimento per gli Champagne d’autore in Italia, grazie a una selezione impeccabile e a una profonda conoscenza del settore. Un unicum nel panorama nazionale, è infatti l’unico importatore italiano a essere anche produttore di Champagne, segno distintivo di una competenza maturata sul campo e di una passione autentica per l’eccellenza francese
Cattier
Importato dalla nota Classy, fondata dall’intuizione della vivacissima Mimma Posca, figura di spicco nel panorama dello stile e del lifestyle ed attenta alle nuove tendenze, il Rosè Brut Premier Cru è assemblato con 43% di pinot noir, 31 % di Chardonnay, e 26% di Pinot Meunier con un dosaggio di 8 g/l e 42 mesi sui lieviti
Mi piace scrivere anche di un’azienda che non ha portato Rosè ma un metodo innovativo di affinamento in Acqua. Champagne Under Water, presentata da Emanuele Kottakhs, è un progetto che dalla terra – con lo Champagne Mloe Marie Kottakis – prosegue l’ affinamento in mare, precisamente nel golfo antistante Portofino. Tutti i vini presentati, -52 Privilege Edition, – 52 Selection Edition e – 52 Limited Ediction vinificati in bianco, dosaggio zero, e 36 mesi di affinamento.
Jamin UnderWaterWines è una realtà nata a Santa Margherita Ligure (Liguria), fondata nel 2015. È una PMI innovativa, una società benefit, che si dedica esclusivamente (o quasi) al servizio di affinamento subacqueo di vini e distillati. Non è produttrice vinicola tradizionale: il suo modello è quello di “fornitore di tecnologia e metodologia”, specialista di un processo che arricchisce il vino dopo l’imbottigliamento mediante immersione sottomarina.
Lo spostamento da Modena a Bologna non è solo logistico: segna una evoluzione dell’evento, che aspira a crescere ancora come punto di riferimento per operatori, importatori e appassionati italiani.
La “rosa” che ho voluto seguire è un viaggio affascinante perché rivela la sensibilità delle maison verso il frutto, l’equilibrio tra fermentazioni ed affinamenti, le scelte di assemblaggio (rosé d’assemblage, vinificazione in rosso, dosaggi). In questo contesto, è emersa con chiarezza la ricchezza e la varietà del panorama rosé dello Champagne, dai nomi più blasonati alle piccole realtà che coltivano con passione e visione.
Mario Vacca
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

