Ogni anno, quando arriva il primo giorno di agosto, mi piace fermarmi qualche istante e rivolgermi a chi, con costanza ed affetto, segue queste pagine.
È un momento particolare dell’anno. Le aziende rallentano il loro ritmo, molti imprenditori si concedono qualche giorno di riposo e anche noi che, per professione, viviamo quotidianamente tra strategie, numeri, bilanci e decisioni, sentiamo il bisogno di guardare un po’ più lontano dell’immediato.
Desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento all’Editore Lamberto Colla che, ancora una volta, mi offre la possibilità di condividere con i lettori due aspetti della mia vita che, apparentemente, sembrano molto distanti tra loro ma che, in realtà, parlano lo stesso linguaggio.
Da una parte c’è il management, la consulenza di direzione, il controllo di gestione, la pianificazione strategica e, sempre più spesso, il difficile percorso di affiancare imprese che attraversano momenti di crisi. È un’attività che va ben oltre la lettura di un bilancio o la predisposizione di un piano industriale. Quando si entra davvero nella vita di un’azienda, si entra inevitabilmente anche nella vita dell’imprenditore. Per un periodo si abita quasi con loro. Se si ha la fortuna di incontrare persone per bene, che hanno dedicato anni di sacrifici alla propria impresa, è impossibile non condividere le loro preoccupazioni, le notti insonni, le ansie per i dipendenti, per le famiglie che vivono grazie a quell’attività e, qualche volta, persino i problemi che varcano la soglia dell’ufficio per entrare nella sfera personale. Salvare un’azienda non significa soltanto recuperare un equilibrio economico o finanziario ma significa, spesso, restituire serenità a persone che avevano smesso di intravedere un futuro. È questa la parte meno visibile del nostro lavoro, ma forse anche la più intensa e la più bella.
Dall’altra parte c’è il vino. Ma non soltanto il vino nel calice.
Per me rappresenta anche un ritorno alle origini.
Sono nato a Capri, in una famiglia che aveva fatto del vino una parte della propria storia. Poi la vita e la famiglia mi hanno portato altrove, verso gli studi economici, il management e l’impresa. Pensavo di aver lasciato quel mondo alle mie spalle. Oggi, dopo tanti anni, mi accorgo invece di esserne semplicemente uscito dalla porta per rientrarvi dalla finestra. Non più come figlio di una tradizione familiare, ma come osservatore curioso, come narratore e come appassionato che cerca di raccontare il vino attraverso le persone che lo producono, le loro aziende, le loro intuizioni e il loro coraggio imprenditoriale.
Perché, con il tempo, ho compreso che il vino non è soltanto un prodotto della terra o il piacere di un brindisi. È impresa, è cultura, è economia, è paesaggio, è tradizione, ma soprattutto è il racconto di uomini e donne che ogni giorno investono sul futuro affidandosi ai ritmi della natura. Raccontare il vino, per me, significa quindi continuare a raccontare l’impresa, semplicemente osservandola da una prospettiva diversa.
Mi affascina raccontare ciò che c’è dietro una bottiglia, il lavoro dell’imprenditore agricolo, la visione della famiglia che investe per generazioni, il coraggio di innovare senza rinunciare alla tradizione, la capacità di trasformare un territorio in valore economico, culturale e sociale.
In fondo, un’azienda ben gestita e una grande cantina hanno molto più in comune di quanto si possa immaginare, entrambe vivono di equilibrio, di programmazione, di investimenti, di pazienza e, soprattutto, di persone.
Agosto è anche il mese che la natura dedica alla maturazione.
Le vigne si preparano alla vendemmia, gli ulivi custodiscono già il frutto che diventerà olio, il sole sembra voler regalare le sue ultime grandi energie prima che le giornate inizino lentamente ad accorciarsi.
Gli antichi parlavano di otium, un tempo che non rappresentava l’assenza del lavoro, ma il momento necessario per ritrovare lucidità, osservare quanto si è costruito e prepararsi alle sfide future.
Forse è proprio questo il significato più autentico delle vacanze. Non interrompere il cammino, ma fermarsi quel tanto che basta per capire se stiamo andando nella direzione giusta.
Ci lasciamo alle spalle mesi tutt’altro che semplici.
Le tensioni internazionali continuano a pesare sull’economia mondiale. I conflitti hanno generato instabilità, aumenti vertiginosi dei costi dell’energia, delle materie prime, dei trasporti e della logistica. Le imprese hanno dovuto assorbire rincari spesso insostenibili e, inevitabilmente, parte di questi si sono trasferiti sui prezzi finali, incidendo sulle famiglie che, nella maggior parte dei casi, non hanno visto crescere il proprio reddito con la stessa velocità.
L’augurio più sincero che desidero rivolgere, quest’anno più di ogni altro, è che il prossimo autunno possa aprirsi con un clima internazionale più sereno. Perché la pace non rappresenta soltanto un valore morale e umano ma è anche il primo, indispensabile, presupposto per consentire alle imprese di investire con fiducia, ai mercati di ritrovare equilibrio e alle famiglie di guardare al futuro con maggiore tranquillità.
Come sempre, anche le nostre rubriche si concederanno una breve pausa durante il mese di agosto.
Ci ritroveremo a settembre con tante novità, nuovi approfondimenti dedicati all’impresa, all’economia, al controllo di gestione, al mondo del vino e, soprattutto, alle tante storie di donne e uomini che ogni giorno dimostrano come competenza, passione e coraggio possano ancora fare la differenza.
Nel frattempo vi auguro di vivere un agosto autentico.
Che possiate trovare il tempo per leggere un buon libro, passeggiare tra le vigne o lungo il mare, condividere una tavola con le persone care, brindare con un vino che racconti il proprio territorio e, soprattutto, ritrovare quel silenzio interiore che troppo spesso il ritmo della quotidianità ci impedisce di ascoltare.
Vorrei chiudere con una riflessione che, negli anni, è diventata quasi una convinzione personale.
Il management e il vino sembrano appartenere a mondi lontani, ma hanno una lezione fondamentale in comune, insegnano il valore del tempo.
Un’impresa non si salva con una firma, così come un grande vino non nasce in una stagione. Entrambi richiedono visione, pazienza, metodo, capacità di attendere e, soprattutto, la fiducia che ogni scelta fatta oggi produrrà i suoi frutti domani. Viviamo in un’epoca che pretende risultati immediati, ma la natura continua a ricordarci che le cose più preziose maturano lentamente.
Forse agosto serve proprio a questo, a rallentare il passo per comprendere che il tempo non è un nemico da rincorrere, ma un alleato da rispettare.
Perché, in fondo, i migliori imprenditori, i migliori vignaioli e, probabilmente, anche gli uomini più saggi condividono la stessa virtù, sanno aspettare senza smettere di costruire.
Con un Grazie ed un Sorriso.
Buone vacanze a tutti e, arrivederci a settembre.
Mario Vacca
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it
Foto copertina: immagine generata dall’AI

