Il mercato è un mix di contraddizioni ed è di difficile interpretazione.
Negli ultimi cinque anni ne abbiamo viste di ogni, ma ora siamo veramente all’incomprendibile: nel mondo merce non ne manca, a livello globale i raccolti, eccezione fatta per parte dell’Europa e per il solo mais, male non sono andati o male non vanno. Quasi ovunque si registrano cali dei consumi, per un mix di fattori, economici, di indirizzo politico (Cina), eppure la finanza continua ad investire sulle commodities. Si stima che nei mercati di origine principali i fondi rappresentino almeno il 60% dei contratti a termine sottoscritti.
E qui viene il punto: il mercato del fisico cioè quello di tutti i giorni, quello fatto di tante piccole operazioni, si sta distanziando da quello delle quotazioni!
È difficile giustificare che a fronte di un mercato di Chicago o un Matif in discesa, nel mercato domestico, lo stesso prodotto, non cala, mentre se sale invece ne risente, ma è frutto di tre fattori:
1) l’oligopolio italiano dove i traders sono pochi e fanno cartello, gli stessi traders mondiali non
si fanno concorrenza sull’Europa, ma solo sulle mega aste per altri paesi.
2) L’internazionalizzazione delle quotazioni esistono siti appositi per il loro controllo;
3) La logistica che non è più un servizio, ma un bene e non una commodity, ma ormai una
specialties.
Risultato anche a consumi bassi e/o stock di riporto alti, le quotazioni fanno quello che i
grandi investitori impongono!
Infine ma non da ultimi ci sono le guerre e il fatto che i vari conflitti non vedano un orizzonte di termine, complica tutto perché alcuni di essi dominano importanti vie logistiche dell’energia.
Intanto i mercati finanziari d’origine dopo le impennate della scorsa settimana si sono calmati e con il fine mese assistiamo a varie prese di profitto (vendite) che portano ribassi (ma da noi minimamente percepiti)
Il mercato domestico intanto continua a mostrare segnali di stanchezza e di corta visione operativa, anche se a medio termine sarà ipotizzabile che i cereali rincarino, i fibrosi pure, per i proteici è difficile stante l’incognita
EUDR.
Per le bioenergie si segnala la disponibilità immediata di merce sostenibile: sottovagliature di semi oleosi a valori di mercato molto accessibili.
Attenzione alle scorte e alla logistica di agosto, molti fermano produzioni e consegne a cavallo della settimana 33-34 (12/08 19/08)
Indici 30 luglio 2026
L’indice dei noli b.d.y. è stabile a 2.632 punti, il petrolio wti è salito a circa 85 $ al barile, il cambio
€/$ gira a 1,14437 ore 08,27. L’euro ha fatto un discreto

Mario Boggini e Virgilio
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

